Coldiretti Emilia Romagna News - Coldiretti Emilia Romagna http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ Thu, 15 Nov 2018 12:36:58 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ 60 MANOVRA: COLDIRETTI, DA PRIVATIZZARE TERRENI PER 10 MLD Terreni agricoli per un valore di 9,9 miliardi in Italia sono in mano alle amministrazioni pubbliche che hanno addirittura incrementato in valore di queste attività del 31% negli ultimi quindici anni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base del report Istat sulla ricchezza non finanziaria in riferimento al piano di privatizzazione annunciato dal Governo nella manovra che riguarda anche le proprietà fondiarie. Si tratta spesso – sottolinea Coldiretti – di terre fertili anche di grandi dimensioni ma il più delle volte sottoutilizzate, in quanto prive di una conduzione imprenditoriale capace di valorizzarli adeguatamente, con idee e soluzioni che guardano al mercato. Peraltro dopo cinque anni di continue svalutazioni il prezzo della terra in Italia è tornato ad aumentare nel 2017 ed ha superato i 20.000 euro per ettaro, anche se con una forte differenziazione territoriale con il Nordest dove si registrano valori sopra i 40.000 euro/ettaro e il Mezzogiorno dove si scende in media tra 8-13.000 euro/ettaro, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea. Non sono mancate peraltro – informa Coldiretti - le iniziative pubbliche per rimettere in circolazione terreni a favore di imprese agricole desiderose di sviluppare le proprie attività, con particolare riguardo ai giovani come Terrevive o la Banca della terra nazionale curata dall'ISMEA con l’ultimo bando in scadenza il 2 dicembre. L’affidamento di questi terreni – sostiene Coldiretti – deve essere orientato verso le imprese agricole per evitare le speculazioni e sostenere la competitività del settore. Si toglierebbe così alla Pubblica amministrazione il compito improprio di coltivare la terra con il vantaggio di rispondere alla voglia di crescita delle imprese agricole anche per quelle guidate da giovani per i quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’ingresso nel settore. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/manovra-coldiretti-da-privatizzare-terreni-per-10-mld.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124681537 Thu, 15 Nov 2018 12:36:58 GMT LAVORO: MODENA, ISCRIZIONI RECORD ALLE SCUOLE DEL CIBO Undici ricette di piatti e cibi dimenticati di Modena e provincia recuperate e “salvate” dai 14 agrichef neodiplomati al corso promosso da Terranostra Emilia Romagna, l’associaziome agrituristica di Coldiretti, e Campagna Amica, che si è concluso oggi all’agriturismo la Baccelliera di Modena. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che l’obiettivo del corso non è solo formare chef abili ai fornelli, ma una figura professionale completa, esperta in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere. È una sensibilità – sottolinea Coldiretti regionale – che cresce soprattutto tra i giovani, non a caso, a Modena aumenta il numero dei giovani che vedono una prospettiva di lavoro futuro nel cibo. Le iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado (le cosiddette “superiori”) ad indirizzo agrario tecnico e professionale e all’Alberghiero, per l’anno scolastico 2018/2019 in provincia di Modena, secondo elaborazioni Coldiretti su dati dell’Ufficio scolastico regionale, ha raggiunto il numero record di 724 iscritti, oltre il 10% degli iscritti totali alle scuole superiori, pari nel modenese a 7.156 iscritti tra scuole statali e paritarie. La prova finale di coloro che hanno ottenuto l’abilitazione ad agrichef è stata la realizzazione di 11 ricette “dimenticate” della cucina modenese. La base dei piatti sono stati i due ingredienti tradizionali della cucina povera: la farina (di grano, di granturco, di castagne) e l’acqua. Le ricette hanno spaziato dai primi ai secondi, fino ai dolci, recuperando ricette come la “Sulada”, piatto che a mezzogiorno poteva sostituire la pasta asciutta, ma anche il pane; i “Menni”, la colazione giusta per dare una sferzata di energia al mattino, a base di farina di castagne, acqua e latte; i “Ciacci” di castagne cotti nelle “cotte”, dischi di ferro messi sul fuoco, di origini addirittura preistoriche; i “Calzagatti” a base di polenta e fagioli, appetitosi con un nome che varia da zona a zona: “Paparocc”, “Malfet”, “Cassambragli” “Pulenta Imbrucada”; i “Maccheroni al pettine al ragu di pollo”, un piatto della domenica dimenticato, con un condimento rustico e allo stesso tempo delicato; la “Minestra vedova”, di una semplicità francescana, chiamata vedova perché dentro non c’è niente o quasi; lo “Scarpasot”, piatto della bassa ai confini con Reggio Emilia, simile all’Erbazzone reggiano, ma senza la pasta, fatto con uova, bietole, spinaci ed erbe campestri (a seconda di ciò che si ha a disposizione); il “Bensone”, dolce antico, che veniva portato in Chiesa a far benedire (da cui deriva forse il nome) oggi in via di riscoperta e da gustare con il the, ma anche con un buon bicchiere di Lambrusco; la “Torta di tagliatelle” uno dei dolci tipici di tutta l’Emilia, arrivata a Modena probabilmente da Ferrara, con l’arrivo degli Estensi. Tra le ricette compaiono anche la Frittata di cipolle all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: non è proprio un piatto tipico, ma gli Agrichef – spiega Coldiretti – lo hanno adottato per celebrare uno dei prodotti che più contraddistinguono Modena. Inserita anche la ricetta del “Pollo alla cacciatora”, che non è certo un piatto in via di sparizione, anche se è uno dei più tradizionali della cucina modenese: è stato scelto perché un tempo era il companatico più tipico da mangiare con con un altro tipico cibo modenese come le crescentine (Tigelle) insieme al pesto di lardo e rosmarino. Al termine del corso, Diego Scaramuzza, presidente nazionale dell’associazione agrituristica Terranostra, e il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, hanno consegnato gli attestati di Agrichef a 14 partecipanti al corso, la maggioranza dei quali provenienti dalla provincia di Modena: Roberta Gualtieri (agriturismo Il Biancospino); Roberta Galavotti (Agriturismo Galavotti); Graziella Chesi e Andrea Manfredini (Casa Minelli);  Paride Mattioli (Fiorinvilla); Giuseppina Balzarosa (La Bizentina);  Maria Cristina Milani (Ca' de' Fra'), Paola Curati (Le Gazze), Maria Morena Leonelli (Podere Basso);  Anna Fontana (La Volta delle Rondini); Cristina Bellucci (La Baccelliera/Pra Rosso); da Ravenna: Susanna Vannini (Castagnolo); e da Reggio Emilia: Davide Rota (Podere Acquachiare) e Anna Brevini (Bosco del Fracasso). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/lavoro-modena-iscrizioni-record-alle-scuole-del-cibo-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124679726 Thu, 15 Nov 2018 11:39:58 GMT ONU: ALLARME TASSE SU MADE IN ITALY, DA PARMIGIANO A PROSCIUTTO PARMA No a bollini allarmistici o a tasse per dissuadere il consumo di alimenti come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma che, dal Sudamerica all’Europa, con l'ultima adesione anche della Spagna, rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli e politiche fiscali che sostengono modelli alimentari sbagliati. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che la nostra regione e l’Italia intera devono difendere i primati di qualità e distintività del proprio sistema produttivo, in riferimento alla presentazione lunedì 13 novembre alla seconda commissione dell’Assemblea generale dell’Onu a New York della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri”. La proposta sarà ora discussa – spiega Coldiretti regionale – nel corso di una serie di negoziati per cercare di trovare una posizione comune in vista del 14 dicembre prossimo, data dell’ultima convocazione dell’anno per la seconda commissione Onu. Dall’andamento delle trattative dipenderà la possibilità o meno che la risoluzione venga presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Si tratta – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – di una iniziativa promossa da Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia che contraddice il documento approvato il 27 settembre scorso al Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui – sottolinea la Coldiretti – grazie al pressing esercitato dall’Italia non sono stati menzionati strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande. Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010. Se passasse la risoluzione dei sette Paesi – afferma Coldiretti Emilia Romagna – il rischio è che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove le si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi e le esportazioni del made in Italy agroalimentare sono crollate del 12% nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo la Coldiretti. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che – precisa Coldiretti - finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/onu-allarme-tasse-su-made-in-italy-da-parmigiano-a-prosciutto-parma.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124620845 Tue, 13 Nov 2018 16:20:33 GMT SCATTA L’OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, ECCO COME METTERSI IN REGOLA Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore per tutte le imprese, comprese quelle agricole, l’obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta, in pratica, di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee. Come emettere le fatture dal 1° gennaio Per agevolare il passaggio e mettersi in regola il Portale del Socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it mette a disposizione il servizio “Fatturazione digitale”. Tale servizio offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. Dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del tuo cliente da indicare in fattura per il corretto recapito della stessa. Un’altra possibilità è quella di recarsi negli uffici Coldiretti di Impresa Verde che erogherà il servizio di emissione (e conseguentemente la conservazione) delle fatture attive. Anche in tal caso dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del proprio cliente da indicare in fattura. L’operatore di Impresa Verde effettuerà l’invio della fattura al Sistema di interscambio (il cosiddetto Sdi). La contabilizzazione sarà sempre a cura di Impresa Verde. Come ricevere le fatture elettroniche Per garantirti, invece, la ricezione delle fatture elettroniche, puoi delegare Impresa Verde alla gestione per tuo conto delle stesse. In tal caso le fatture emesse dai tuoi fornitori verranno recapitate direttamente sulla piattaforma gestita da Impresa Verde grazie al codice destinatario telematico che è già disponibile (5W4A8J1) e che tutti i soci che aderiscono al servizio dovranno comunicare ai loro fornitori al fine della ricezione della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019. Impresa Verde non appena riceverà le fatture passive ne darà comunicazione ai soci secondo modalità da concordare. Come registrarsi al Portale del Socio Coldiretti Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-della-fatturazione-elettronica-ecco-come-mettersi-in-regola.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124609144 Tue, 13 Nov 2018 09:04:48 GMT MADE IN ITALY: MODENA AL 2° POSTO IN ITALIA PER VALORE DOP E IGP Con 623 milioni di euro, Modena è la seconda provincia italiana, per valore economico generato dalla filiera dei prodotti Dop e Igp. È quanto emerge da elaborazioni di Coldiretti Emilia Romagna su dati del rapporto Ismea/Qualivita, alla vigilia del primo corso di Agrichef che si svolgerà in provincia di Modena (quarto nella nostra regione), dal 12 al 15 novembre prossimi presso l’agriturismo la Baccelliera di Modena, strada Baccelliera 84, promosso da Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, e da Campagna Amica per formare agrichef che in cucina sappiano sempre più valorizzare le eccellenze dell’agricoltura del territorio. La filiera dei prodotti a denominazione d’origine in provincia di Modena – informa Coldiretti Emilia Romagna – è basata principalmente sull’Aceto Balsamico Igp che da solo rappresenta il 47% dei 623 milioni di valore prodotti in provincia, seguito a ruota dal Parmigiano Reggiano con il 41%. Il restante 12% del valore viene ripartito tra Cotechino, Zampone, Aceto Balsamico tradizionale, Prosciutto di Modena, ciliegia di Vignola, Amarene Brusche e anche prodotti a denominazione d’origine interprovinciali, come Pera Igp dell’Emilia Romagna o la Mortadella di Bologna (prodotta in piccola parte anche a Modena). La conquista della seconda piazza subito dopo Parma tra le province italiane con il più alto valore in termini di prodotti a denominazione d’origine – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è frutto di una storia basata su prodotti agricoli del territorio elaborati dalla sapienza culinaria affinata nei secoli delle rezdore modenesi. Se i prodotti Dop e Igp sono l’eccellenza riconosciuta anche dall’Unione europea, c’è anche – ricorda Coldiretti regionale – una lunga lista di prodotti di Modena e provincia che si sono inseriti stabilmente nell’Albo nazionale dei prodotti tradizionali: su 5.056 prodotti nazionali, ben 393 sono dell’Emilia Romagna e 30 di queste riguardano il territorio modenese, dal Nocino al Borlengo, dal Bensone alla Sulada e ai Calzagatti. Alcuni sono prodotti conosciuti almeno agli esperti, molti sono ancora da riscoprire e “salvare”. Ed è proprio su questi prodotti – informa Coldiretti Emilia Romagna – che si basa il corso di Agrichef promosso da Terranostra che al termine dei quattro giorni di formazione impegnerà i futuri agrichef in una disfida per la realizzazione di 12 ricette della nonna, salvate dal “dimenticatoio” grazie all’attenzione di tante rezdore che hanno continuato a mantenerne viva la tradizione nelle fattore e negli agriturismi, recuperando molti dei prodotti dell’albo tradizionali come la Sulada, una sorta di pane acqua farina e sale, cotto in padella, i Calzagatti a base di polenta, fagioli e pancetta, i ciacci di castagne, ma anche prodotti quasi totalmente scomparsi, come la minestra vedova, lo Scarpasot o le polpette dolce-brusco. Il corso – informa Coldiretti Emilia Romagna – avrà come docenti l’agrichef Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra, gli chef Silvia Cappellazzo, Gabriella Gasparini e Roberto Carcangiu, il segretario nazionale di Terranostra, Toni De Amicis, l’addetto dell’ufficio Comunicazione e Relazioni esterne di Coldiretti nazionale, Massimiliano Paoloni, il responsabile della Sicurezza Alimentare di Coldiretti Emilia Romagna, Dennis Calanca. I temi del corso – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – vanno dalle tecnologie e tecniche di cottura all’ottimizzazione dei tempi di preparazione, dall’impiattamento all’abbinamento di vini e piatti, fino al pricing dei piatti e dei menu. Il tutto con l’attenzione ai menù tipici della tradizione locale e contadina e ai prodotti del territorio a km 0.      http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/made-in-italy-modena-al-2-posto-in-italia-per-valore-dop-e-igp.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124474797 Fri, 09 Nov 2018 14:24:17 GMT COLDIRETTI: ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale.   “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”.   Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita.   Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/coldiretti-ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124408411 Wed, 07 Nov 2018 18:04:47 GMT DAZI: COLDIRETTI, BENE STOP UE A RISO CAMBOGIA E BIRMANIA Finalmente la Commissione Europea ha proposto di ripristinare per tre anni i dazi nei confronti delle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania dove è stato raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, nell’esprimere soddisfazione per il documento pubblicato dalla Commissione europea per la prevista valutazione di medio termine del Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG) per rivedere anche le agevolazioni tariffarie a dazio zero concesse ai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”). Nel documento conclusivo dell’indagine avviata nel marzo scorso, la Commissione ha riconosciuto il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso indica e ammette, cosa ben più importante, anche che in Cambogia si sono verificati notevoli violazioni dei diritti umani in relazione all`accaparramento delle terre e dello sfruttamento ambientale e sociale che – sostiene Coldiretti regionale – giustificano l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni. Una necessità sostenuta con la mobilitazione della Coldiretti per fermare la concorrenza sleale che ha provocato il crollo delle quotazioni del riso in Italia e messo in ginocchio migliaia di aziende. Sono infatti – precisa Coldiretti - aumentate del 66%, tra settembre 2017 e luglio 2018, le importazioni europee di riso dalla Birmania. La crisi è drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva  Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari (di cui circa 8.000 in Emilia Romagna per una produzione di 500 mila quintali di riso), che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. Il documento di valutazione – informa Coldiretti - sarà presentato in occasione del gruppo di lavoro del Consiglio di metà novembre per la decisione definitiva con il voto dei 28 Paesi. Secondo la Coldiretti non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale ed è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/dazi-coldiretti-bene-stop-ue-a-riso-cambogia-e-birmania.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124404290 Wed, 07 Nov 2018 15:27:36 GMT COLDIRETTI: L’EMILIANO NICOLA BERTINELLI VICEPRESIDENTE NAZIONALE Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli di Medesano (Parma), è stato eletto alla vice presidenza nazionale della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che Bertinelli, parmigiano di 45 anni, è stato eletto dall’assemblea dei delegati di tutte le regioni che ha eletto alla presidenza Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. Nel nuovo incarico Bertinelli affiancherà il neopresidente nazionale Ettore Prandini, laureato in giurisprudenza, che guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Oltre a Nicola Bertinelli, nel suo mandati Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta da altri due vice presidenti, David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/coldiretti-l-emiliano-nicola-bertinelli-vicepresidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124399744 Wed, 07 Nov 2018 12:11:18 GMT CACCIA: FINALMENTE APPROVATO PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI OLTRE 2 ANNI Finalmente, dopo oltre due anni di attesa, la Regione Emilia Romagna ha approvato il Piano Faunistico-Venatorio: ora è necessario che il piano passi velocemente dalla carta all’applicazione pratica sul territorio. Così Coldiretti regionale commenta l’approvazione del Piano Faunistico-Venatorio sottolineando la necessità che diventi operativo al più presto. Secondo Coldiretti infatti il piano potrà essere realmente applicato solo dopo l’adeguamento della legge regionale nr. 8 della caccia che risale al 1994 e al regolamento nr.1 del 2008. Senza la riforma di questi strumenti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – il nuovo Piano ha le armi spuntate per ottenere i risultati che si prefigge, a partire dal controllo dei cinghiali. Le attuali norme legislative nella parte che riguarda gli Atc (Ambiti territoriali di Caccia) – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – risalgono al periodo in cui c’erano ancora le Province, quando si redigevano ben nove piani Faunistico-Venatori, e sono quindi decisamente inadeguate a coordinare e rendere più efficace l’azione di controllo degli animali selvatici da parte degli Atc, sia in termini di tutela dei redditi degli agricoltori, falcidiati dal libero scorrazzare dei cinghiali nei campi agricoli, sia in termini di riduzione del rischio che questi animali rappresentano per tutti i cittadini sulle strade. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono stati superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/caccia-finalmente-approvato-piano-faunisto-in-ritardo-di-oltre-2-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124397958 Wed, 07 Nov 2018 11:04:56 GMT GREEN ECONOMY: Cresce l’attenzione per l’agricoltura biologica in Emilia Romagna. Dopo il record delle aziende e degli ettari registrato il 30 giugno scorso, con 6.200 imprese agricole che coltivano con metodo biologico 152 mila ettari (il 15% della superficie agricola regionale), la nostra regione ha fatto registrare il pieno di adesioni ai corsi del Catalogo Verde – Misura 1.1.01 Focus Area - BIO .  Corsi finanziati dalla Regione attraverso il Psr per un primo importo di 400 mila euro, che ha visto una massiccia adesione, con oltre 600 aziende iscritte, 300 delle quali aderenti a Coldiretti. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia dell’avvio dei corsi che saranno articolati in lezioni che si svolgeranno in tutte le province a partire dal mese di novembre. L’obiettivo del “Corso Start Up in Agricoltura Biologica”, che si svolgerà in collaborazione con Dinamica – informa Coldiretti – è fornire competenze di base nell’applicazione del metodo biologico nella conduzione delle aziende agricole. L'imprenditore agricolo potrà conoscere le principali normative che regolano il settore, apprendere le pratiche agronomiche biologiche, spaziando dalla preparazione/gestione del suolo fino alla raccolta, e conoscere le diverse varietà̀ per la scelta, preparazione e gestione del piano agronomico aziendale. Il corso fornisce un valido supporto per approfondire la produzione agricola biologica sia dal punto di vista agronomico sia di approccio al mercato. Il percorso formativo – sottolinea Coldiretti – prevede l'alternarsi di lezioni frontali, discussioni di gruppo e sopralluoghi presso aziende che hanno raggiunto significativi risultati nella produzione biologica. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/green-economy-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124196912 Wed, 31 Oct 2018 11:27:49 GMT TASSE RIFIUTI: EMILIA ROMAGNA, SOSTEGNO ALL’AGRITURISMO Sostenere la multifunzionalità delle imprese e incentivare l’agriturismo in un momento di crescita della domanda turistica in Emilia Romagna (+5,1% gli arrivi totali nei primi otto mesi del 2018). È l’obiettivo di un provvedimento della Regione Emilia Romagna pubblicato sul Bollettino ufficiale di oggi, che ha accolto la richiesta di Coldiretti Emilia Romagna di modificare e ridurre la tassa dei rifiuti per gli agriturismi tenendo conto delle peculiarità di questa attività che non si svolge tutti i giorni per tutto l’anno e non produce rifiuti in tutti i locali aziendali, ma ha una minor produzione di scarti grazie alla filiera corta in quanto gli alimenti sono prodotti direttamente in azienda, senza confezioni da smaltire. Il provvedimento accoglie le richieste di Coldiretti sia per quanto riguarda le aziende agricole in generale, esonerando le serre non aperte al pubblico, sia sul piano degli agriturismi, parificando questi ultimi ai chioschi stagionali. In pratica agli agriturismi verranno applicate le stesse riduzioni previste per locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale e non continuativo, ma ricorrente. Pertanto l’attività agrituristica potrà beneficiare di un tassazione ridotta. Si tratta di un intervento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che per le imprese agrituristiche significa risparmiare migliaia di euro di tasse ogni anno (le tasse sui rifiuti secondo stime Coldiretti incidono dal 2 al 5 per cento dei costi dell’agriturismo), liberando risorse per gli investimenti e l’occupazione, favorendo l’ampliamento delle offerte aziendali e migliorando i servizi a disposizione degli utenti. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – operano 1.167 agriturismi con quasi 10 mila posti letto e 30 mila coperti per la ristorazione e oltre 500 piazzole di sosta per camper e roulottes. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/tasse-rifiuti-emilia-romagna-sostegno-all-agriturismo.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124053487 Fri, 26 Oct 2018 15:44:10 GMT HALLOWEEN: E-R, FESTA DELLA ZUCCA NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA Nell’avvicinarsi di Halloween, a partire da domani giovedì 25 ottobre arrivano in Emilia Romagna le iniziative per scoprire i segreti delle zucche. L’iniziativa è di Coldiretti regionale che nei mercati di Campagna Amica lungo tutta la Penisola organizza degustazioni, esposizioni, lezioni dedicate all’ortaggio più grande del mondo con assaggi, laboratori di intaglio e decorazioni. Si parte domani giovedì 25 ottobre dalle 15.30 alle 18.00 a Modena al mercato di Campagna Amica al Parco della Resistenza. In collaborazione con Gabriella Gasparini, nota visualfoodist e volto della trasmissione Nosterchef in onda su TRC, verrà data dimostrazione di intaglio della zucca per ottenere le forme più originali e mostruose in vista della festa di Hallowen. Verranno realizzato poi finger food "yogurtart" con frutta secca, yogurt e frutta fresca, per offrire una salutare merenda di stagione e 100% locale. La merenda sarà completata dalle classiche caldarroste regine dell’autunno. La festa prosegue sabato 27 ottobre in piazza Fontanesi a Reggio Emilia dalle 9.00 alle 13.00 con un laboratorio di decorazione delle zucche e degustazione di caldarroste e vin brulé. Mercoledì 31 ottobre sarà la volta di Ferrara al Mercato coperto Agrimercato di Grisù, dove dalle 9.00 alle 13.00 adulti e bambini potranno cimentarsi nel laboratorio di intaglio delle zucche, assaggi e ricette di piatti con la zucca spiegati dai produttori. Sempre il 31 ottobre, all’agriturismo Tenuta Casteldarco, in località Boceto Inferiore 185 a Besenzone (Piacenza), dalle 15.00 alle 18.00, si svolgerà “Mani in zucca", laboratorio per bambini che guidati dall'Agrichef Maria Rosa Minardi, potranno conoscere e realizzare i piatti della tradizione con la zucca. Nei campi dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – vengono prodotti più di 80 mila quintali di zucche su una superficie di 500 ettari. Alla tradizionale zucca prodotta per scopi alimentari, negli ultimi dieci anni si è andata affiancando la produzione di piccole zucche ornamentali e di grandi zucche da intaglio, adatte alla festa di Halloween. La zucca più diffusa – comunica Coldiretti Emilia Romagna – resta quella da cucina che può essere utilizzata sia per preparazioni salate sia per dolci, abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. La zucca da cucina più nota nella nostra regione – informa Coldiretti regionale – è sicuramente la zucca “Violina”, coltivata prevalentemente nel ferrarese dove in abbinamento con la pasta fresca ha dato origine a uno dei piatti tradizionali della cucina emiliana, come i cappellacci di zucca, che hanno ottenuto anche il riconoscimento di indicazione geografica protetta dall’Unione europea. Con l’affermarsi della notte di Halloween – rileva Coldiretti Emilia Romagna – si è aperto un nuovo mercato, quello delle zucche da intaglio. Si tratta di zucche tonde “giganti” di colore giallo-arancione, in genere non commestibili, che si prestano all’intaglio, una attività che richiede comunque attenzione per evitare di rovinare la zucca, ma anche di farsi male, in quanto si usano strumenti affilati. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/halloween-e-r-festa-della-zucca-nei-mercati-di-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123989285 Wed, 24 Oct 2018 17:02:41 GMT TURISMO: EMILIA ROMAGNA IN 10 ANNI +44% AZIENDE AGRITURISTICHE Roberta Gualtieri, titolare dell’Agriturismo “Il Biancospino” di Stuffione (Modena) è la nuova presidente di Terranostra Emilia Romagna, l’associazione di Coldiretti per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio. Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari, Roberta Gualtieri dopo aver iniziato la sua attività lavorativa in un laboratorio di ricerca, dieci anni fa ha deciso di dedicarsi esclusivamente all’azienda agricola di famiglia dove, insieme con i genitori e il fratello coltiva 30 ettari di terreno dove produce ortofrutta, vite e cereali che utilizza direttamente nella ristorazione dell’agriturismo, realizzando così un esempio virtuoso di filiera corta. Il nuovo presidente si occupa in particolare dell’agriturismo dove segue l’attività di ristorazione e di fattoria didattica. Dal 2017 la Gualtieri fa parte anche del consiglio di Coldidattica, l’associazione della fattorie didattiche e aziende agricole di Coldiretti Emilia Romagna. Eletta all’unanimità dall’assemblea alla presenza del presidente e del segretario nazionali di Terranostra, Diego Scaramuzza e Toni De Amicis, e del direttore regionale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri, Roberta Gualtieri ha ringraziato Carlo Pontini che ha guidato l’associazione negli ultimi dieci anni ed ha sottolineato che “l’agriturismo, per la sua diffusione sul territorio può integrare l’offerta turistica tradizionale della nostra regione e offrire l’occasione per scoprire il ricco entroterra, con le sue bellezze storico-culturali e con i suoi ricchi giacimenti enogastronomici. Proprio la gastronomia – ha detto la nuova presidente – costituisce il legame più forte con il territorio. Questo legame sarà il tema portante dei programmi di Terranostra dell’Emilia Romagna, in linea con ‘Campagna Amica’, il progetto della Coldiretti per dare ai cittadini la possibilità di conoscere meglio il mondo rurale con le sue tradizioni, la sua cultura e i suoi prodotti. In questa direzione vanno i corsi per Agrichef che puntano a formare non solo chef abili ai fornelli, ma figure professionale a tutto tondo, esperte anche in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere”. Negli ultimi dieci anni in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti regionali su dati Istat, gli agriturismi sono quasi raddoppiati, passando dagli 809 del 2007 ai 1.167 di quest’anno, con un aumento del 44%. La maggioranza degli agriturismi – informa Coldiretti Emilia Romagna – si trova in collina, dove operano 568 strutture (48,7%); mentre sono 405 (33,9%) le aziende in pianura e 194 (16,6%) in montagna. Oltre alla tradizionale attività di ristoro e alloggio – spiega Coldiretti regionale – molti agriturismi offrono un’ampia gamma di possibilità di vivere una vacanza a contatto con la natura e il territorio rurale, con attività come la mountain bike, il trekking e le passeggiate a cavallo. La riscoperta delle tradizioni passa anche attraverso l’attività di fattorie didattiche, di corsi di cucina, di attività artigianali. www.campagnamica.it. Ampio peso nella scelta ha anche il passaparola tra parenti e amici che, per le vacanze in campagna, è sempre molto affidabile. Nel 2018 – informa Coldiretti Emilia Romagna – è cresciuta anche l’App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi e anche i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare. In Emilia Romagna inoltre è possibile conoscere più da vicino aziende agricole e fattori didattiche andando sul sito www.coldidattica.it, che offre la possibilità di scegliere attività didattiche ed eventi legati al mondo contadino. Nella sua attività il neopresidente sarà affiancato dal nuovo consiglio, composto da: Fabio Della Chiesa (Forlì-Cesena-Rimini, vicepresidente), Federico Moschini (Piacenza), Luca Demartin (Parma), Raffaele Landini (Reggio Emilia), Elisa Tagliavini (Bologna), Paolo Magagna (Ferrara), Stefano Gardi (Ravenna), Alessandro Ghetti (socio fondatore). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/turismo-emilia-romagna-in-10-anni-44-aziende-agrituristiche.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123950168 Tue, 23 Oct 2018 12:51:45 GMT CONSUMI: PREMIARE LE AZIENDE CHE UTILIZZANO ZUCCHERO NAZIONALE Premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano per contrastare le multinazionali francesi e tedesche che puntano ad azzerare la produzione saccarifera italiana con vendite sottocosto del loro prodotto. L’idea è di Coldiretti Emilia Romagna che al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ha proposto al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di adottare sgravi fiscali per tutti quegli operatori, industrie e artigiani che utilizzano lo zucchero nazionale nei loro prodotti. Dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – sono necessari interventi per contrastare lo strapotere delle cinque grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto saccarifero nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. A rischio – afferma Coldiretti regionale – c’è l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. A difendere la produzione italiana di zucchero – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero. Da parte sua, il ministro Centiniaio a Cernobbio ha assicurato che “l’Italia tonerà alla carica presso l’Unione europea per dare risposte al settore”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/consumi-premiare-le-aziende-che-utilizzano-zucchero-nazionale-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123918523 Mon, 22 Oct 2018 11:41:28 GMT INVESTIMENTI: EMILIA ROMAGNA, MANCANO 18 MILIONI PER LATTE E FORMAGGI Trovare le risorse per evitare che la filiera del latte e dei formaggi in Emilia Romagna perda la possibilità di investimenti previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr). È la richiesta che Coldiretti Emilia Romagna fa alla Regione dopo aver rilevato che su 19 progetti di filiera ammessi a finanziamento, ci sono risorse per finanziarne solo 11. “Mancano – spiega il presidente di Coldiretti regionale, Nicola Bertinelli – 18 milioni per finanziare progetti di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in quanto interessa cooperative e privati in settori chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Reperire i fondi mancanti, recuperandoli da altre misure non completamente utilizzate del Psr o da altre fonti, significherebbe attivare un volano economico di oltre 50 milioni di euro di investimenti che contribuirebbero a generare una ricaduta positiva in un settore di eccellenza della nostra regione, favorendo l’occupazione e un beneficio sociale ed economico per tutto il territorio da Piacenza a Rimini, in particolare per le aree di montagna dove sono presenti molti allevamenti e strutture di lavorazione e trasformazione”. Se non venissero trovate le risorse necessarie – spiega Coldiretti Regionale – il settore lattiero caseario, che rappresenta in termini di produzione agricola quasi un terzo della Plv dell’Emilia Romagna, sarebbe l’unica filiera agroalimentare regionale finanziata a metà, in quanto per tutte le altre filiere, dall’ortofrutticola alla cerealicola, dalle carni suine al vitivinicolo, sono stati finanziati tutti i progetti ammissibili. “I finanziamenti mancanti – ha concluso Bertinelli – diventano fondamentali per favorire l’ammodernamento delle aziende agricole e dei caseifici, incrementandone la redditività attraverso l’innovazione per una maggiore coesione di filiera e sviluppando contemporaneamente anche l’indotto”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/investimenti-emilia-romagna-mancano-18-milioni-per-latte-e-formaggi.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123808268 Thu, 18 Oct 2018 15:14:13 GMT UE: COLDIRETTI, DAZIO ZERO A VIETNAM AFFOSSA RISO ITALIANO Con il via libera all’accordo l’Unione Europea autorizza l’importazione a dazio zero dal Vietnam di 20mila tonnellate di riso semigreggio, 30mila tonnellate di lavorato e 30mila tonnellate di riso aromatico in una situazione di grave difficoltà per la produzione in Italia e in Emilia Romagna. E’ quanto denuncia la Coldiretti Emilia Romagna in riferimento al testo dell’accordo UE-Vietnam adottato dalla Commissione europea nel sottolineare l’ultimo risultato negativo della nuova stagione di accordi commerciali inaugurata dall’Unione Europea con il Canada (CETA). Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori, afferma Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che sono queste le decisioni che allontanano i cittadini dall’Unione Europea come ha evidenziato il sondaggio Eurobarometro. Ancora più grave è il fatto – conclude Coldiretti regionale – che l’accordo non prevede l’approvazione dei Parlamenti Nazionali e sarà inviato direttamente a Consiglio e Parlamento UE per ratifica. Si tratta – sottolinea Coldiretti regionale – di una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della difficile situazione del comparto per le importazioni di riso da Cambogia e Birmania e alla luce dell’apertura da parte dell’Unione europea di un’inchiesta in merito al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo EBA), che prevede la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. Le importazioni da Paesi asiatici che non rispettano le stesso norme sanitarie, ambientali e sul lavoro delle produzioni europee sono – sostiene Coldiretti regionale – la causa principale della crisi del settore risicolo Made in Italy. La campagna risicola – precisa Coldiretti - è appena scattata, ma le prime stime danno un calo produttivo, frutto delle condizioni climatiche avverse e dei continui sbalzi di temperatura, ma anche del crollo dei prezzi causato dalle importazioni che ha messo in ginocchio le aziende italiane. L’Italia – ricorda ancora Coldiretti Emilia Romagna – è il principale produttore europeo di riso con oltre 4.000 aziende su poco meno di 230mila ettari (di cui 8.000 ettari in Emilia Romagna), per un fatturato al consumo di circa un miliardo di euro all’anno. L’accordo con il Vietnam - spiega Coldiretti Emilia Romagna – prevede peraltro la protezione di appena 38 denominazioni di origine italiane sulle 296 tutelate dall’Unione Europea con la possibilità di utilizzare il termine Parmesan per prodotti di imitazione del parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche i termini Asiago, Fontina e Gorgonzola potranno continuare ad essere utilizzati da qualsiasi persona, e dai suoi successori, che abbiano commercializzato in buona fede prodotti della stessa categoria con tali nomi prima del 1 gennaio 2017. Di fatto l’accordo su questi temi ricalca quello con il Canada (CETA) che – denuncia Coldiretti - ha fatto da apripista legittimando per la prima volta nella storia della Ue la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ue-coldiretti-dazio-zero-a-vietnam-affossa-riso-italiano.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123799513 Thu, 18 Oct 2018 11:11:52 GMT AMBIENTE: E-R, CIMICI INVADONO CITTA’ E CAMPAGNE, DANNI FINO 40% SU FRUTTA Nelle campagne dell’Emilia Romagna è arrivata nel 2016 e in tre anni ha già provocato importanti danni ai frutteti. È la cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) che attacca la frutta, in particolare le pere. Infatti i suoi primi attacchi sono avvenuti nelle province che producono maggiormente questo tipo di frutta, Modena e Ferrara, ma ben presto si è estesa al bolognese e alla province frutticole della Romagna, dove ha attaccato anche pesche, mele e kiwi. L’allarme è di Coldiretti Emilia Romagna, secondo la quale i danni provocati da questo insetto sulla frutta in generale si aggira attorno al 10 per cento, con punte fino al 30-40 per cento in alcune aziende e determinati territori. Con l’arrivo dell’autunno – informa Coldiretti regionale – gli sciami si sono diretti anche verso i centri abitati alla ricerca di temperature meno fredde, prendendo d’assalto le case e costringendo i cittadini a barricare porte e finestre. La cimice asiatica – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è particolarmente prolifica in quanto depone le uova almeno due volte all’anno con 3-400 esemplari ogni volta. La diffusione degli insetti, che non hanno in Italia antagonisti naturali, – spiega Coldiretti – è stata favorita da temperature ben al di sopra delle medie, in un 2018 che si classifica fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800 con il mese di settembre che ha fatto registrare temperature superiori addirittura di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000), sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno. La lotta in campagna – informa Coldiretti regionale – per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti anti insetti a difesa delle colture perché non è possibile importare insetti antagonisti dalla Cina per motivi sanitari. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati. Il nome scientifico di questa cimice è Halyomorpha halys ed è un insetto originario dall`Asia orientale, in particolare da Taiwan, Cina, Giappone. Gli studiosi la definiscono una varietà estremamente polifaga che si nutre di un`ampia varietà di specie coltivate e spontanee. La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte – conclude Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ambiente-e-r-cimici-invadono-citta-e-campagne-danni-fino-40-su-frutta.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123771145 Wed, 17 Oct 2018 12:25:18 GMT UE: COLDIRETTI E-R, AIUTI SOLO A VERI AGRICOLTORI E SOSTEGNO AI GIOVANI Concedere gli aiuti comunitari solo ai veri agricoltori e sostenere i giovani imprenditori agricoli. La richiesta è di Coldiretti Emilia Romagna in vista del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea e alla luce delle trattative per la Brexit. A pagare il conto – afferma Coldiretti regionale – non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. Nel prossimo bilancio dell’Ue indebolire l’agricoltura, che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione, significherebbe minare – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. Il 90% dei cittadini europei secondo Eurobarometro – ricorda Coldiretti – sostiene infatti la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante che essa svolge per l’ambiente, il territorio e salute, secondo la consultazione pubblica. Mentre in Italia e in Emilia Romagna assistiamo ad un’epocale ritorno in agricoltura delle nuove generazioni, che proprio nella nostra regione ha fatto registrare nell’ultimo anno un aumento del 2,8% di imprese under 35 – ricorda Coldiretti regionale – è importante assicurare un maggiore sostegno ai giovani, incentivando la multifunzionalità aziendale e quei progetti di filiera che garantiscono il giusto compenso per le imprese. Proprio per prepararsi alle sfide che attendono le imprese, Coldiretti Emilia Romagna ha ospitato a Bologna, a Palazzo Merendoni, il corso di “Innovation Advisor” tenuto da qualificati esperti di livello nazionale e dalla referente della Commissione Ue, Dg Agri, (unità Ricerca e Innovazione) Inge Van Oost. I partecipanti al corso, provenienti anche da altre regioni oltre l’Emilia Romagna, conseguiranno un profilo certificato di consulente per l’innovazione in agricoltura. L’obiettivo è difendere e incrementare i primati conquistati dall’agricoltura italiana, al vertice in Europa per qualità, sicurezza alimentare, ambientale e per valore aggiunto. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ue-coldiretti-e-r-aiuti-solo-a-veri-agricoltori-e-sostegno-ai-giovani.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123737851 Tue, 16 Oct 2018 13:00:20 GMT ZUCCHERO: A RISCHIO 7.000 AZIENDE E 25.000 POSTI TRA EMILIA E VENETO A rischio l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE. A difendere la produzione italiana di zucchero – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Ad un anno dalla fine del regime delle quote si registra come le aziende produttrici di zucchero e conseguentemente gli agricoltori della filiera abbiano totalmente perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della GDO. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti regionale – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. In pratica – rileva Coldiretti – in Italia oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. Per difendere la produzione italiana – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero. La produzione di zucchero 100% italiano – sottolinea la Coldiretti – è una priorità strategica per sventare incrementi ingiustificati dei prezzi a causa di un sempre maggiore oligopolio straniero, per evitare rischi di carenze di scorte del prodotto per l’industria agroalimentare italiana considerato che a livello internazionale il consumo è previsto in aumento a tassi compresi tra il 2% e il 3% all'anno per i prossimi 10 anni e – conclude Coldiretti – permette di conservare la quota di Pil generato dalla filiera evitandone trasferimento a favore di altri Paesi in un momento storico in cui l’Italia ha necessità di ricorrere a tutte le proprie risorse per ricominciare a correre sulla strada dello sviluppo economico. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/zucchero-a-rischio-7-000-aziende-e-25-000-posti-tra-emilia-e-veneto.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123735885 Tue, 16 Oct 2018 11:46:46 GMT GIORNATA ALIMENTAZIONE: E-R, 1 BAMBINO SU 4 SOVRAPPESO, MA IN CALO In Emilia Romagna più di un bambino su quattro (28,6%) è sovrappeso o obeso, un dato in leggero calo rispetto a dieci anni fa quando lo stesso dato era del 29,1%. Lo comunica alla vigila della Giornata Mondiale dell’Alimentazione Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati di “Okkio alla Salute” indagine promossa dal ministero della Salute tra i bambini delle scuole elementari di età compresa tra gli 8 e i 9 anni. Secondo l’indagine – comunica Coldiretti regionale – in Emilia Romagna il 21% dei bambini è in sovrappeso (+0,5% sul 2008), mentre il 7,6% è obeso o severamente obeso (–1%). Anche se l’obesità in Emilia Romagna si colloca al di sotto della media nazionale (in Italia sono 9,3% i bimbi obesi e severamente obesi) dall’indagine – comunica Coldiretti Emilia Romagna –emerge il permanere di situazioni di alimentazione non corretta in quanto il 6% dei ragazzi salta la prima colazione, il 33% consuma una colazione non adeguata, il 19% non consuma quotidianamente frutta e verdura e il 35% beve tutti i giorni bibite zuccherate e/o gassate. Il tutto accompagnato spesso da scarsa attività fisica e da una vita sedentaria: il 13% dei ragazzi non ha svolto attività fisica il giorno precedente alla rilevazione, il 33% ha la tv in camera, solo il 26% dei ragazzi va a scuola a piedi o in bicicletta e il 37% passa più di 2 ore al giorno davanti a Tv, videogiochi, tablet o cellulare. Per contribuire all’affermarsi di corretti stili alimentari, Coldiretti Donne Impresa e Campagna Amica hanno lanciato nelle scuole (da quelle dell’infanzia a quelle superiori) il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che da oltre dieci anni coinvolge migliaia di alunni di tutta l’Emilia Romagna, per incentivare il consumo di cibo locale di qualità. Per l’anno scolastico 2018-2019 il progetto ha per tema “Biodiversità contro omologazione – perché la diversità è una risorsa? trova la risposta nell’agricoltura di qualità” e impegnerà gli alunni con i loro insegnanti, con la collaborazione di esperti di Coldiretti, in un percorso di avvicinamento al mondo agricolo e rurale per conoscere la grande varietà di prodotti e produzioni della nostra agricoltura che diventano il cibo che arriva sulle tavole. L’obiettivo – conclude Coldiretti Emilia Romagna – è formare consumatori consapevoli dei principi della sana alimentazione, della stagionalità dei prodotti e apprendere i fondamenti della Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco.     http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/giornata-alimentazione-e-r-1-bambino-su-4-sovrappeso-ma-in-calo.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123696654 Mon, 15 Oct 2018 12:58:21 GMT INCARICHI: COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA, NICOLA BERTINELLI NUOVO PRESIDENTE Storico cambio della guardia alla presidenza di Coldiretti Emilia Romagna. Dopo vent’anni, Mauro Tonello lascia la guida della maggiore organizzazione agricola regionale e al suo posto subentra Nicola Bertinelli, 45 anni, imprenditore agricolo di Medesano (PR). Lo hanno eletto i delegati all’assemblea regionale di Coldiretti in rappresentanza delle 48 mila aziende associate. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. L’azienda lavora 160 ettari di terreno dove si producono i foraggi freschi per gli oltre 700 capi di razza Frisona, Vacca Rossa reggiana e Vacca Bruna, che danno il latte di alta qualità necessario per la produzione di Parmigiano Reggiano. Oggi l'azienda Bertinelli è un modello di azienda multifunzionale che copre l'intera filiera produttiva del “Re dei Formaggi”, dalla produzione di foraggi all'allevamento di bovine, dal latte alla trasformazione in caseificio, fino alla stagionatura e vendita diretta. Dall'aprile del 2017 Bertinelli è anche presidente del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano. Dopo l’elezione, il neo-presidente ha ringraziato l'assemblea per la fiducia accordatagli e si è detto "onorato di esser stato eletto nel nuovo incarico e di sentirsi profondamente impegnato a rispondere alle aspettative riposte in lui. Durante il mio mandato – ha detto Bertinelli – lavorerò in squadra con tutta la giunta, il consiglio direttivo e il direttore Marco Allaria Olivieri per valorizzare le nostre produzioni agricole al fine di incrementare il reddito delle imprese". Al momento del passaggio di consegne con il predecessore Mauro Tonello, Bertinelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. “Nei vent’anni della sua presidenza – ha detto – ha guidato l’organizzazione in un momento di cambiamento epocale, in cui l’agricoltura regionale e nazionale è diventata protagonista dell’economia italiana avviando un nuovo rapporto con il mercato, aprendosi alla multifunzionalità e alla valorizzazione della sua distintività, portando le eccellenze alimentari al centro dell’attenzione del consumatore e rivalutando il grande ruolo di tutela dell’ambiente e della sicurezza alimentare”. “L’Emilia Romagna – ha detto Bertinelli – ha una grande responsabilità: è una delle principali agricolture italiane, con 70 mila imprese agricole e con prodotti agroalimentari di fama mondiale, come i 44 prodotti Dop e Igp e i 393 iscritti all’albo dei prodotti tradizionali. Essere alla guida di Coldiretti è un onore, ma anche una grande responsabilità. Sull’identità che ci siamo costruiti presso la società e i consumatori – ha detto il nuovo presidente – dobbiamo creare valore per dare nuova redditività agli imprenditori agricoli, rafforzando i rapporti tra impresa e mercato, da un lato stimolando una ulteriore crescita della multifunzionalità, con le aziende agricole che valorizzano il loro prodotto cercando nuove opportunità sul fronte dell’agriturismo, della vendita diretta e dei mercati contadini. Dall’altro aprendo sempre di più alla filiera con accordi che riequilibrino il rapporto di forza tra aziende agricole, trasformazione e distribuzione, per redistribuire il valore del prodotto in modo equo lungo tutto il percorso dal campo alla tavola. Si tratta – ha proseguito Bertinelli – di una strada già intrapresa da Coldiretti con Campagna Amica per quanto riguarda la multifunzionalità e con gli accordi di filiera nei vari settori, dai cereali alla carne, al burro. Il tutto con la garanzia dell’etichettatura dell’origine del prodotto agricolo che, grazie al costante impegno di Coldiretti, negli ultimi anni è diventato obbligatorio per una larga parte di prodotti, dai derivati di pomodoro alla pasta, dal latte e i formaggi, dalla carne bovina e di pollo alla frutta e verdura freschi. Lavoreremo perché si possa arrivare alla trasparenza anche per gli altri alimenti privi di etichetta d’origine come i salumi, la carne e la frutta trasformate, il pane. Non mancheremo poi all’appuntamento con le problematiche ambientali: l’attività agricola è un vero presidio per il territorio, contro il dissesto idrogeologico e contro gli incendi, per la salvaguardia del suolo. Sarà nostra cura operare per assicurare la presenza degli agricoltori nelle zone collinari e montane e mantenerle vive e vitali. Chiediamo ovviamente che la collettività e le istituzioni facciano la loro parte, assicurando un maggiore controllo della presenza degli animali selvatici in queste aree”. “Il territorio – ha concluso il neo-presidente – deve diventare la nostra casa e la nostra impresa, in una visione a tutto tondo, con sinergie tra tutti i settori produttivi e commerciali per cui le eccellenze che ci caratterizzano, dalla food valley alla motor valley, fino alle città d’arte diventino non solo un luogo da visitare, ma un territorio in cui investire attirando anche capitali esteri. Così si creerà valore aggiunto e quindi reddito e posti di lavoro, realizzando un modello sostenibile basato sulla qualità dell’ambiente e qualità della vita”. Nella sua attività il nuovo presidente sarà affiancato dal nuovo consiglio direttivo che sarà composto dai presidenti provinciali di Coldiretti: Valentina Borghi (Bologna - vicepresidente), Nicola Dalmonte (Ravenna - vicepresidente), Floriano Tassinari (Ferrara), Massimiliano Bernabini (Forlì-Cesena), Luca Borsari (Modena), Nicola Bertinelli (Parma), Marco Crotti (Piacenza), Guido Cardelli Masini Palazzi (Rimini); dai consiglieri Marco Bianchi, Paolo Cavazzuti, Luca Cotti, Andrea Ferrini, Marco Gambi, Luigi Maccaferri, Andrea Minardi; Gianni Paganini. Del consiglio direttivo fanno parte di diritto i responsabili dei movimenti: Luciana Pedroni (Donne Impresa), Paolo Monari (pensionati) e Andrea Degli Esposti (Giovani Impresa). In Emilia Romagna Coldiretti rappresenta 48.000 imprese agricole per un totale di oltre 100 mila associati ed è capillarmente presente sul territorio attraverso 9 Federazioni provinciali, oltre 60 uffici zona, 340 sezioni comunali, 200 recapiti. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/incarichi-coldiretti-emilia-romagna-nicola-bertinelli-nuovo-presidente.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123614409 Fri, 12 Oct 2018 14:59:47 GMT PENSIONI Giorgio Grenzi, 69 anni, modenese di Nonantola, è stato eletto presidente di Federpensionati Coldiretti, la più importante associazione pensionati del lavoro autonomo di tutta Europa con oltre 800 mila iscritti. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna esprimendo soddisfazione per l’elezione e ricordando che in passato Grenzi ha ricoperto incarichi dirigenziali proprio nella Coldiretti della nostra regione, dove ha maturato esperienze anche nell’Unione europea delle cooperative Uecoop, nei Consorzi Agrari, nelle Bonifiche e in diverse associazioni di produttori. Il nuovo presidente – informa Coldiretti Emilia Romagna – è stato eletto dalla XII Assemblea Generale della Federpensionati, riunita a Palazzo Rospigliosi, a Roma, alla presenza del Presidente Confederale di Coldiretti Roberto Moncalvo, del Segretario Generale Coldiretti Enzo Gesmundo e con la partecipazione del capo della polizia Franco Gabrielli. Insieme al presidente è stata eletta anche la nuova giunta nazionale di Federpensionati Coldiretti composta da tre vice presidenti: Franca Sertore per la Lombardia, Johann Karl Berger della Sudtiroler Bauerbund di Bolzano e Pietro Fidone della Sicilia insieme ai membri Marino Bianchi del Veneto, Angelo Marseglia della Puglia ed Elvira Leuzzi della Calabria. All’Assemblea è stata diffusa anche una analisi di Coldiretti su dati Istat da cui risulta che sono oltre 3 milioni le famiglie in cui la pensione di un nonno o di un parente è l’unica fonte di entrate, mentre in più di 7,5 milioni di case i pensionati contribuiscono ai tre quarti del reddito domestico. La presenza di un pensionato in casa – spiega una rilevazione on line di Coldiretti - viene considerata dal 37 per cento degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito domestico, nonostante oltre 7,5 milioni di pensionati italiani prendano meno di 750 euro al mese secondo dati Inps. Anche se poi fra aiuto domestico e sostegno economico diretto il valore del contributo dei nonni si aggira in media sui mille euro al mese, stima la Coldiretti. “Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che come pensionati abbiamo ancora nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche – spiega Grenzi - rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi di quella dieta mediterranea che ha fatto dell’Italia uno dei Paesi con il record di longevità. La nuova agricoltura, che ha saputo conciliare innovazione con la tradizione, non può fare a meno del patrimonio di esperienza degli anziani ma – aggiunge Grenzi - è l’intera società ad avere fame di conoscenza del nostro mondo come conferma il crescente coinvolgimento dei pensionati agricoli nella società civile, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/pensioni.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123584075 Thu, 11 Oct 2018 14:57:01 GMT UE: ACCORDO MERCOSUR SVENDE VINO IGP DELL’EMILIA, VIA LIBERA AI TAROCCHI Non solo Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma. A rischiare il taroccamento ci sono anche i vini Igp dell’Emilia. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna in merito all’ultima trattativa che minaccia l’agroalimentare nazionale e regionale: quello con il Mercosur, il mercato comune dell’America Meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nell’accordo – spiega Coldiretti regionale – non è prevista la tutela dell’indicazione geografica dei vini dell’Emilia, una denominazione che nella nostra regione ha avuto origine nei primi anni del Novecento e che riguarda vini delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, con vitigni noti, come il Lambrusco, il Moscato, il Pignoletto, ma anche vini di nicchia recuperati dall’abbandono come la Fogarina, l’Ancellotta, la Spergola. Nel caso l’accordo con il Mercosur fosse approvato così come attualmente proposto– denuncia Coldiretti Emilia Romagna – verrebbe dato il via libera alla commercializzazione di vini a marchio “Emilia” prodotti in Argentina dalla società Molinos Rìo de la Plata s.a., una società già ben introdotta in Italia in quanto proprietaria per pastificio Delverde. Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea – ricorda Coldiretti regionale – nell’accordo con il Mercosur è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni. Il risultato è che, di fatto, meno del 10% delle specialità Made in Italy sarà tutelato – continua Coldiretti Emilia Romagna – assicurando così il benestare Ue alle imitazioni in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo. Tutto questo mentre, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat riferiti al primo semestre 2018, l’import/export di prodotti agroalimentari tra l’Emilia Romagna e i Paesi del Mercosur è a favore di questi ultimi con oltre 400 milioni di euro di importazioni nella nostra regione e poco più di 30 milioni di esportazioni. Come Coldiretti ha già denunciato da tempo, ad aprire la strada al Mercosur – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è stato in realtà il Trattato di libero scambio (CETA) con il Canada dove sono falsi quasi nove formaggi di tipo italiano in vendita su dieci. “È inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale” ha affermato il direttore Marco Allaria Olivieri sottolineando che gli accordi così concepiti “Creano una situazione di concorrenza sleale nei confronti del vero made in Italy, in cui a perdere saranno produzioni che hanno fondato il loro successo e la loro capacità di competere proprio sulla qualità”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ue-accordo-mercosur-svende-vino-igp-dell-emilia-via-libera-ai-tarocchi.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123497190 Mon, 08 Oct 2018 14:32:10 GMT Reddito a forfait per l’attività faunistico-venatoria L’attività faunistico-venatoria rientra nel perimetro delle attività connesse a condizione che l’imprenditore che svolge tale attività sia lo stesso che coltiva il fondo o il bosco e alleva gli animali e che per lo svolgimento dell’attività faunistico venatoria utilizzi prevalentemente le attrezzature e le risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola principale. Le precisazioni sono contenute nella Risoluzione n.73 dell’Agenzia delle Entrate pubblicata il 27 settembre scorso. Il  rispetto di tali requisiti consente all’impresa di applicare per questa tipologia di attività connessa il regime a forfait di determinazione dei redditi d’impresa (coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei correspettivi delle operazioni soggette a registrazione Iva). Quanto al calcolo della prevalenza nell’impiego dei mezzi aziendali l’Agenzia delle Entrate ricorda che il fatturato derivante dalle attrezzature impiegate normalmente dall’imprenditore agricolo deve essere superiore al giro d’affari ottenuto dall’utilizzo delle stesse nell’attività connessa. Il regime agevolato vale solo nel caso in cui l’imprenditore abbia forma giuridica di persona fisica, società semplice ed ente non commerciale.   http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/reddito-a-forfait-per-l-attivita-faunistico-venatoria.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123497063 Mon, 08 Oct 2018 14:28:02 GMT