Coldiretti Emilia Romagna News - Coldiretti Emilia Romagna http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ Mon, 16 Jul 2018 09:37:12 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ 60 CETA: COLDIRETTI, -10% GRANA IN CANADA, BALDRIGHI SI INFORMI   Sulla base dei dati Istat piu’ aggiornati, in netta controtendenza all’aumento fatto registrare sui mercati mondiali, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada sono crollate del 10% in valore e del 6% in quantità nel primo trimestre del 2018 rispetto al quello dell’anno precedente, il confronto piu’ significativo per valutare gli effetti preliminari dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea (Ceta), entrato in vigore in forma provvisoria solo il 21 settembre 2017  E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le imbarazzanti dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera del Presidente del Consorzio  del Grana Padano Cesare Baldrighi sulle esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in Canada dove il Ceta avrebbe dovuto frenare le imitazioni e migliorare l’accesso al mercato.   Stupisce e preoccupa – sottolinea la Coldiretti - che il presidente del Consorzio non conosca gli ultimi numeri aggiornati delle vendite sui mercati esteri dei prodotto che dovrebbe tutelare e si avventuri in considerazioni errate supportate da dati vecchi e fuorvianti, quando sarebbe bastato fare una verifica sul sito del commercio estero dell’Istat facilmente accessibile a tutti  (https://www.coeweb.istat.it). Ancora piu’ grave – continua la Coldiretti - è che non venga neanche citato il fatto che con il trattato l’Unione Europea per la prima volta si autorizza all’estero l’utilizzo della traduzione inglese Parmesan del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, per formaggi che non hanno nulla a che fare con le due specialità Made in Italy piu’ vendute nel mondo. Un precedente disastroso a livello internazionale – sottolinea Coldiretti – contro il quale si sono battuti da sempre i Consorzi di Tutela dei due formaggi che hanno proprio nelle imitazioni il concorrente piu’ temuto all’estero.   Baldrighi anziché perdersi in valutazioni non supportate dai dati dovrebbe preoccuparsi della pesante perdita di valore subita del Grana Padano dal 2017 al 2018 mentre con questa disinformazione - sostiene la Coldiretti - si assume una pesante responsabilità nei confronti degli allevatori e dei produttori di Grana Padano, di tutti gli operatori impegnati nella difesa del Made in Italy agroalimentari e dell’intero Paese.   A diminuire in Canada sono state anche le esportazioni dall’Italia dell’intera categoria formaggi e latticini che risultano in calo in valore del 2% nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Istat.   Al contrario nei primi tre mesi del 2018 sono stati prodotti in Canada ben 3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan), 2,3 milioni di ricotta locale, 970mila chili di Provolone taroccato senza dimenticare che ci sono addirittura 36,1 milioni di chili di mozzarella e ben 68mila chili di un non ben identificato formaggio Friulano, che certamente non ha nulla a che vedere con la Regione più a Nord est d’Italia, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati dell’ultimo rapporto del Governo canadese.   Questo accade perché in realtà sulla base del trattato oltre 250 denominazioni di origine (Dop/Igp) italiane riconosciute dall’Unione Europea non godranno di alcuna tutela sul territorio canadese mentre per la lista dei 41 prodotti Made in Italy ipoteticamente tutelati sono previste importanti eccezioni come il via libera all’uso delle traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori (un esempio è il parmesan) ma anche la possibilità per alcune tipicità (come asiago, fontina e gorgonzola) di usare per le imitazioni canadesi gli stessi termini se erano presenti sul mercato nordamericano prima del 18/10/2013 mentre se l’attività è stata avviata successivamente si dovrà semplicemente aggiungere una indicazione come “genere”, “tipo”, “stile”.   Per l’Italia l’opposizione è quindi giustificata dal fatto che con il Ceta per la prima volta nella storia l’Ue legittima in un trattato internazionale – conclude Coldiretti – la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, un cavallo di Troia nei negoziati con altri Paesi, dal Giappone al Messico, dall’Australia alla Nuova Zelanda fino ai Paesi del Sudamerica (Mercorsur) che sono stati così autorizzati a chiedere lo stesso tipo di concessioni.                                        http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ceta-coldiretti-10-grana-in-canada-baldrighi-si-informi-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120328208 Mon, 16 Jul 2018 09:37:12 GMT OCCUPAZIONE: (IN MOSTRA) I LAVORI CHE RICHIAMANO I GIOVANI IN AGRICOLTURA Dalle feste nei campi di canapa agli allevamenti da cui si ricava lana che non dà allergia, dalla bava di lumaca per creme di bellezza alle erbe infestanti che fanno bene, dagli orti coltivati via internet al bosco con 300 mila alberi da tartufo. Sono alcune delle esperienze innovative che verranno messe in mostra in occasione della serata finale del premio Innovazione Giovani promossa da Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna che si svolgerà domani, lunedì 16 luglio 2018 alle ore 18,00 presso l’azienda agricola Bertinelli, in via Medesano 1 a Noceto di Parma, dove arriveranno giovani da tutta l’Emilia Romagna. In un expo green appositamente allestito sarà possibile vedere dal vivo i prodotti e le tecnologie che stanno rinnovando il modo di fare agricoltura e che costituiscono le idee piene di ingegno con cui i giovani fanno impresa. Verranno anche presentati gli ultimi dati sulle imprese giovanili agricole, le uniche a crescere in Emilia Romagna nel 2018. Nell’ambito della serata verrà presentato il libro di Nunzio Primavera “La gente dei campi e il sogno di Bonomi – la Coldiretti dalla fondazione alla Riforma Agraria”, con l’autore che sarà intervistato dal giornalista Andrea Gavazzoli. Interverranno il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti, il presidente e il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello e Marco Allaria Olivieri. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/occupazione-in-mostra-i-lavori-che-richiamano-i-giovani-in-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120327080 Mon, 16 Jul 2018 09:08:09 GMT Programma Nazionale di Sostegno per il settore vitivinicolo - MISURA INVESTIMENTI - DOMANDE ENTRO IL 13/09/2019 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di giunta Regionale che approva il programma operativo 2019 per la Misura Investimenti Il Programma Operativo  ha una dotazione finanziaria  di Euro 5.418.277,00. Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto con materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci. Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti.   I progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro. La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi. Gli investimenti per i quali potrà essere richiesto il contributo spaziano dalla costruzione e ristrutturazione di immobili, all’acquisto di impianti e macchinari specifici, fino all’allestimento di negozi per vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali e alla creazione di siti internet per l’e-commerce. Le domande vanno presentate entro il  13 settembre 2018. Invitiamo fin da ora  Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/programma-nazionale-di-sostegno-per-il-settore-vitivinicolo-misura-investimenti-domande-entro-il-13-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120254898 Fri, 13 Jul 2018 11:50:25 GMT MALTEMPO: E-R AGRICOLTORI SENZA RISARCIMENTI GELATE MARZO 2018 È allarme tra i produttori agricoli dell’Emilia Romagna per l’assordante silenzio delle istituzioni sui risarcimenti dei pesanti danni provocati in regione dall’ondata di gelo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo scorso, che provocò nella campagne da Piacenza a Rimini circa 100 milioni di perdite. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna ricordando che le gelate avevano colpito pesantemente i frutteti, in particolare albicocchi e peschi, e gli ortaggi, dai carciofi ai cavoli, dai pomodori ai broccoli. Dopo i sopralluoghi della Regione Emilia Romagna – spiega Coldiretti – è partita la procedura per il risarcimento con l’invio della documentazione dei danni al ministero delle Politiche agricole. Da allora tutto tace. L’allarme dei produttori – rincara Coldiretti Emilia Romagna – nasce anche dalla mancanza di copertura in quel periodo delle assicurazioni contro le calamità naturali in quanto la campagna assicurativa non era ancora aperta e non era stato possibile assicurare le coltivazioni. La mancata risposta delle istituzioni a distanza di oltre quattro mesi dagli eventi – afferma Coldiretti regionale – fa presumere un esito negativo delle richieste degli agricoltori, che si troverebbero in questo caso totalmente scoperti vista l’impossibilità di assicurarsi. Per evitare di aggiungere disastro a disastro, vista la vastità delle aree colpite e le forti perdite economiche, Coldiretti Emilia Romagna propone di attivare la stessa procedura utilizzata nel 2017 per la siccità. Occorre – spiega Coldiretti – una norma apposita che, in deroga al decreto 102/2004 sulla calamità naturali, consenta di risarcire il danno per le colture assicurabili. Se non arriverà una risposta chiara in tempi brevissimi, Coldiretti Emilia Romagna prenderà contatti con tutti i parlamentari della regione per sollecitare la presentazione alle Camere di una apposita norma salva-aziende. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-e-r-agricoltori-senza-risarcimenti-gelate-marzo-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120253103 Fri, 13 Jul 2018 10:03:38 GMT OCCUPAZIONE: (IN MOSTRA) I LAVORI CHE RICHIAMANO I GIOVANI IN AGRICOLTURA Dalle feste nei campi di canapa agli allevamenti da cui si ricava lana che non dà allergia, dalla bava di lumaca per creme di bellezza alle erbe infestanti che fanno bene, dagli orti coltivati via internet al bosco con 300 mila alberi da tartufo. Sono alcune delle esperienze innovative che verranno messe in mostra in occasione della serata finale del premio Innovazione Giovani promossa da Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna che si svolgerà lunedì 16 luglio 2018 alle ore 18,30 presso l’azienda agricola Bertinelli, in via Medesano 1 a Noceto di Parma, dove arriveranno giovani da tutta l’Emilia Romagna. In un expo green appositamente allestito sarà possibile vedere dal vivo i prodotti e le tecnologie che stanno rinnovando il modo di fare agricoltura e che costituiscono le idee piene di ingegno con cui i giovani fanno impresa. Verranno anche presentati gli ultimi dati sulle imprese giovanili agricole, le uniche a crescere in Emilia Romagna nel 2018. Nell’ambito della serata verrà presentato il libro di Nunzio Primavera “La gente dei campi e il sogno di Bonomi – la Coldiretti dalla fondazione alla Riforma Agraria”, con l’autore che sarà intervistato dal giornalista Andrea Gavazzoli. Interverranno il segretario nazionali di Coldiretti Giovani Impresa, Carmelo Troccoli, il delegato regionale, Andrea Degli Esposti, il presidente e il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello e Marco Allaria Olivieri, http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/occupazione-in-mostra-i-lavori-che-richiamano-i-giovani-in-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120213720 Wed, 11 Jul 2018 09:48:15 GMT OCCUPAZIONE: EMILIA-ROMAGNA, BENE FINANZIAMENTO 248 AZIENDE GIOVANI Un importante sostegno ai giovani che vedono nell’attività agricola il loro futuro. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito ai 20 milioni di euro di finanziamento del Programma regionale di Sviluppo rurale (Psr) per il bando 2017 che finanzia 248 aziende per il primo insediamento dei giovani, portando cosi a 993 le imprese totali finanziate nell’arco di tre anni (2015-2017). In particolare, Coldiretti regionale esprime soddisfazione perché, come annunciato all’assemblea dell’organizzazione dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, sono state finanziate tutte le domande ammesse, sia di primo insediamento sia del relativo piano di investimento. Un provvedimento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che accoglie quindi tutte le nostre sollecitazioni per una maggiore attenzione al crescente interesse dei giovani per mettersi alla prova come imprenditori alla guida di aziende agricole. Delle 248 domande approvate e finanziate con l’ultimo bando – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – ben 124 (50%) sono quelle presentate da giovani associati Coldiretti. Dall’inizio del terzo millennio in Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono oltre duemila i giovani che hanno avviato una propria azienda agricola spesso lasciando lavori in altri settori, facendo una scelta di vita e scommettendo sulla campagna per costruire il proprio futuro. Per riconoscere e sottolineare l’impegno dei giovani, Coldiretti ha lanciato il premio per l’innovazione giovanile in agricoltura, che è arrivato quest’anno all’undicesima edizione e che in Emilia Romagna ha visto la partecipazione di numerose aziende con idee innovative e che verranno premiate il 16 luglio, presso l’azienda agricola Bertinelli a Medesano (PR) in una serata tutta dedicata ai giovani. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/occupazione-emilia-romagna-bene-finanziamento-248-aziende-giovani.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120191712 Tue, 10 Jul 2018 10:47:14 GMT ASSEMBLEA REGIONALE COLDIRETTI Dalla realizzazione del Villaggio Coldiretti a Bologna all’individuazione di un’area per fare un mercato coperto di Campagna Amica, da una fiscalità agevolata per le imprese che operano nelle aree di montagna alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche regionali in occasione del 2020, anno in cui Parma sarà la capitale italiana della cultura. Sono stati questi alcuni dei temi dell’incontro dell’assemblea di Coldiretti Emilia Romagna con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore al Turismo, Promozione della città e Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore. Un incontro che è stato anche occasione per presentare ai due rappresentanti delle istituzioni l’importante restauro di Palazzo Merendoni, nuova sede di Coldiretti a Bologna, che ha consentito di riconsegnare alla città uno degli edifici più prestigiosi della sua storia. Sollecitati dal presidente e dal direttore regionali, Mauro Tonello e Marco Allaria Olivieri, i due ospiti hanno toccato i temi principali di confronto con Coldiretti e il settore agricolo in generale. L’assessore Lepore, che in consiglio comunale di Bologna ha presentato e fatto approvare l’ordine del giorno “No-Ceta” proposto da Coldiretti, ha apprezzato il restauro di palazzo Merendoni e ha sollecitato la necessità di “ragionare insieme” per riqualificare anche tutto il contesto sociale e urbanistico dell’area di via Galliera. Oltre all’individuazione di una location adatta al Villaggio e ad una sede adeguata per il mercato coperto di Campagna Amica, l’assessore ha poi sottolineato l’importanza di una collaborazione per uno sviluppo economico che valorizzi il territorio senza limitarsi al centro storico della città, ma con uno sguardo più ampio a tutto il contesto territoriale, dalla pianura alla montagna. E in questo senso ha annunciato l’attenzione ai problemi del settore dello zucchero alla Cooperativa Produttori bieticoli, la bolognese Coprob, unica industria a produrre zucchero 100% italiano. Il governatore Bonaccini, dopo aver ricordato la scelta della Regione Emilia Romagna di abolire il superticket per i redditi sotto il 100 mila euro, ha preso le mosse dall’aumento dell’export agroalimentare dell’Emilia Romagna, che ha superato i 6,2 miliardi di euro ed è secondo solo alla meccanica e alla meccatronica, per ribadire la necessità della lotta all’agropirateria, ma anche l’impegno per offrire prodotti enogastronomici di eccellenza ai turisti che arrivano in Regione, sviluppando la possibilità di poter visitare non solo la Riviera e le città d’arte, ma anche tutto il territorio circostante fatto di bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche. È in questa ottica che Bonaccini ha annunciato l’intenzione di approvare per l’autunno vantaggi fiscali per le imprese che lavorano in montagna dove è necessario garantire la presenza dell’uomo e dove gli agricoltori sono fondamentali per la difesa del suolo contro il dissesto idrogeologico. Tra gli impegni assunti dal presidente della Regione davanti ai massimi dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna, l’approvazione del regolamento per l’attività di pesca-turismo e la modifica della legge sugli Agrifidi per renderli più funzionali alle nuove esigenze del credito alle imprese. Infine il presidente della Regione ha comunicato all’assemblea il finanziamento di tutte le domande ammesse di primo insediamento e del relativo piano di investimenti dell’ultimo bando del Psr giovani, dimostrando così di aver accolto tutte le sollecitazioni di Coldiretti per una maggiore attenzione alle imprese giovanili. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/assemblea-regionale-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120161840 Mon, 09 Jul 2018 13:01:28 GMT OCCUPAZIONE: EMILIA ROMAGNA, IN AGRICOLTURA È “ROSA” 1 IMPRESA SU 5 Luciana Pedroni, imprenditrice agricola di Cavriago (Reggio Emilia), è la nuova responsabile di Coldiretti Donne Impresa dell’Emilia Romagna, eletta all’unanimità dalle imprenditrici delegate a rappresentare le aziende “in rosa” della maggiore organizzazione agricola italiana. Perito aziendale specializzata in commercio estero, la Pedroni ha lavorato in aziende industriali fino al 2004 quando ha affiancato il marito Matteo Catellani nella gestione dell’azienda “Grana d’Oro”, un allevamento con 280 bovini e 55 ettari di terreno, che produce Parmigiano Reggiano di Vacche Rosse esportato in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada all’Australia. Mamma di due bambini (Giulia e Luca), Luciana Pedroni si occupa di gestione commerciale e marketing. Con il suo arrivo, l’azienda ha anche aperto una Bottega di Campagna Amica per la vendita diretta del loro pregiato formaggio. La nuova responsabile è subentrata a Lorella Ansaloni, che ha guidato le donne di Coldiretti Emilia Romagna per quindici anni e che da cinque anni è anche responsabile nazionale. Dopo l’elezione, Luciana Pedroni ha ringraziato chi l’ha preceduta e le imprenditrici che l’hanno eletta, sottolineando che il suo “impegno, con l’aiuto di coloro che faranno parte del direttivo di Donne Impresa, sarà proseguire sul cammino già intrapreso del rinnovamento dell’agricoltura per favorire la multifunzionalità del settore”. Secondo elaborazioni di Coldiretti regionale su dati Unioncamere, in Emilia Romagna più di 1 azienda agricola su 5 (21,8%) è guidata da donne e con 12.400 imprese rilevate nel primo trimestre del 2018, l’agricoltura è il settore più “rosa” subito dopo il commercio (22.500 imprese al femminile). L’ingresso progressivo delle donne alla guida delle aziende agricole – spiega Coldiretti Emilia Romagna –  è stato favorito dalla Legge di Orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali. La presenza innovativa delle donne – rileva Coldiretti regionale – è infatti più diffusa nelle attività connesse a quella agricola come la trasformazione dei prodotti, il settore dell'agribenessere, le fattorie sociali, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy fino al protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici della nostra agricoltura. All’assemblea di Coldiretti donne Impresa dell’Emilia Romagna, sono intervenuti la segretaria nazionale, Silvia Bosco, la segretaria regionale, Maria Adelia Zana, e il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri. “Questa multifunzionalità, che è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne, genera più occupazione perché sviluppa attività particolari che si affiancano a quella principale per fornire un prodotto o un servizio particolare”, ha detto la neo-delegata di Coldiretti Donne Impresa Emilia Romagna, sottolineando che “la capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne”. L’assemblea delle imprenditrici ha anche eletto vice-responsabili di Coldiretti Donne impresa Emilia Romagna Laura Cenni di Ravenna e Monia Della Libera di Ferrara. Vice-delegata al coordinamento nazionale è stata eletta Lisa Paganelli di Forlì-Cesena-Rimini. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/occupazione-emilia-romagna-in-agricoltura-e-rosa-1-impresa-su-5.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120071223 Fri, 06 Jul 2018 15:05:04 GMT ESTATE: EMILIA ROMAGNA, PRIMI 6 MESI CALA PRODUZIONE AGRICOLA Produzioni in calo, ma qualità buona nel primo semestre del 2018 nei campi dell’Emilia Romagna. È il bilancio al giro di boa di metà anno fatto da Coldiretti regionale che ha tenuto oggi l’assemblea annuale cogliendo l’occasione per presentare una prima valutazione produttiva delle principali colture arrivate a maturazione sul territorio regionale. Il maltempo e le gelate di fine febbraio/primi di marzo in piena fioritura – informa l’organizzazione dei coltivatori – presentano il conto con un calo di produzione della frutta primaverile, con le ciliegie che hanno fatto registrare una produzione in calo mediamente del 30% sul territorio regionale. La minore offerta sul mercato, unita alla buona qualità soprattutto delle pezzature maggiori ha consentito di spuntare prezzi soddisfacenti sul mercato, grazie anche ad una quasi totale assenza di arrivi di prodotto francese e spagnolo. Sui prezzi non ha avuto lo stesso effetto il calo produttivo delle albicocche di cui l’Emilia Romagna è uno dei principali produttori italiani; sugli alberi mancava il 40% di frutti rispetto al 2017, ma il prezzo si è attestato su livelli medi, tra 0,50 e 0,80 euro al quintale a seconda della pezzatura, non certo in linea con quello che ci si poteva attendere dalla minor produzione. Le prospettive potrebbero migliorare nei prossimi giorni con la fine della presenza sul mercato del prodotto proveniente dall’estero e da altre zone d’Italia. Le gelate hanno determinato il calo produttivo anche della frutta estiva per cui i produttori dell’Emilia Romagna in virtù della minore offerta sul mercato si attendono prezzi più che soddisfacenti. Molto – spiega Coldiretti regionale – dipenderà anche dall’import di frutta estera da Paesi che non hanno i nostri stessi standard qualitativi e che spesso finiscono con il fare una concorrenza sleale alle nostre pesche e nettarine. Campagna in salita per il grano a causa di pioggia e vento di inizio giugno, troppo a ridosso della raccolta. Con la trebbiatura arrivata ormai alle ultime battute, Coldiretti Emilia Romagna stima un calo produttivo generalizzato sul territorio regionale di circa il 20% con punte anche del 40% nelle aree occidentali, in particolare la provincia di Piacenza. La produttività sia per il grano tenero sia per il duro, si è attestata attorno ai 45-50 quintali per ettaro con qualche punta di 60-65 quintali, ben lontani dalla media degli 80 quintali e ancor di più dei 90 quintali per ettaro prodotti nell’eccezionale 2017. “Anche se le anomalie meteo hanno ridotto le quantità del grano – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – la qualità resta elevata come quella dello scorso anno. Purtroppo il calo produttivo è tale che anche un buon prezzo di mercato non riuscirà a compensare adeguatamente la perdita di reddito per le aziende”. Buoni risultati vengono invece – secondo Coldiretti regionale – dai grani antichi, come il “Senatore Cappelli” che, pur producendo in media meno di altri grani duri, conferma la sua ampia adattabilità e rusticità, che gli consente di mantenere una produttività standard anche in situazioni di siccità e di stress ambientale. Risultati ottimali sono venuti anche dalla varietà “Giorgione”, il primo grano di forza selezionato dalla Società Italiana Sementi, utilizzato per produrre i primi panettoni e colombe pasquali tutti con grano italiano. “Il successo del ‘Senatore Cappelli’ – ha detto Tonello – che ha confermato caratteristiche agronomiche apprezzate dai produttori e standard qualitativi dei prodotti derivati (dalla pasta alla pizza) che tanto successo hanno presso il consumatore, sarà per noi motivo per sviluppare una adeguata ricerca per recuperare le caratteristiche migliori anche per i grani moderni”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/estate-emilia-romagna-primi-6-mesi-cala-produzione-agricola.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120036980 Thu, 05 Jul 2018 15:41:42 GMT LAVORO: EMILIA ROMAGNA, CON VOUCHER 10MILA POSTI IN CAMPAGNA Con i voucher circa 10mila posti di lavoro occasionali potranno essere recuperati con trasparenza in Emilia Romagna nelle attività stagionali in campagna dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia. Lo afferma Coldiretti regionale nel commentare positivamente le dichiarazioni de ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio che si è detto pronto a reintrodurre i voucher in agricoltura, come peraltro previsto nel contratto di governo. Si tratta – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di una decisione importante fortemente sostenuta dalla nostra organizzazione dopo che la riforma ha di fatto azzerato questa opportunità in agricoltura per integrare il reddito delle categorie più deboli, ma anche per avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi anziani pensionati”. La normativa che aveva sostituito i voucher – ha precisato Coldiretti regionale - è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro innanzitutto per effetto di un eccesso di inutile burocrazia. “Ora occorre fare presto poiché l’estate coincide – ha detto il direttore di Coldiretti regionale, marco Allaria Oliveri – con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne a partire dalle attività di raccolta di verdura e frutta come albicocche o pesche, fino ad arrivare alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre e secondo un sondaggio Coldiretti/Ixé il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta. I voucher sono uno strumento positivo per l’economia e il lavoro dei territori interessati ma sono anche validi nel favorire l’emersione del sommerso”. I voucher – ha ricordato Coldiretti Emilia Romagna – erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura – sottolinea ancora l’organizzazione – è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) a differenza di altri settori. Non è un caso – precisa Coldiretti Emilia Romagna – che il numero di voucher impiegati nelle campagne dell’Emilia Romagna siano rimasti stabili e addirittura in calo, passando dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai circa 350 mila dell’ultimo anno di applicazione (solo il 2,6% del totale). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/lavoro-emilia-romagna-con-voucher-10mila-posti-in-campagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119956707 Tue, 03 Jul 2018 10:09:29 GMT TURISMO: APPROVATO REGOLAMENTO SALVA BARCHE DA PESCA E PESCATORI È stato finalmente approvato in Emilia Romagna il regolamento per il turismo nel settore della pesca e dell’allevamento dei pesci. Lo comunica Coldiretti regionale esprimendo soddisfazione per la decisione della Regione che la stessa Coldiretti aveva più volte sollecitato a partire dalla manifestazione svolta davanti al palazzo di via Aldo Moro già due anni fa. Anche se in ritardo di quattro anni rispetto alla legge del 2014 – afferma Coldiretti Emilia Romagna – l’approvazione del regolamento consente di applicare la multifunzionalità alle imprese che lavorano in mare, sui fiumi e sui laghi del territorio regionale. Si tratta – spiega Coldiretti regionale – di un provvedimento che può salvare l’attività della pesca evitandone la chiusura che ha assunto fenomeni preoccupanti visto che negli ultimi otto anni nel settore della pesca in mare hanno chiuso più di un’impresa su cinque (–22%), passando dalle 778 del 2009 alle 600 attuali. Secondo Coldiretti, il provvedimento consentirà alle imprese di integrare il loro reddito grazie alla possibilità di ospitare nelle proprie abitazioni o sulle imbarcazioni i turisti con ristorazione e vendita diretta dei prodotti tipici, offrendo anche nuovi opportunità di occupazione e di lavoro soprattutto ai giovani. Diamo atto – afferma Coldiretti Emilia Romagna – al governatore Stefano Bonaccini di aver mantenuto gli impegni assunti nel 2016 arrivando alla definitiva approvazione di un provvedimento che sarà accolto con soddisfazione da tutti gli operatori della pesca e dell’allevamento dei pesci. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/turismo-approvato-regolamento-salva-barche-da-pesca-e-pescatori.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119754385 Tue, 26 Jun 2018 16:12:33 GMT CULTURA: PALAZZO MERENDONI RINASCE A NUOVA VITA E RIAPRE AI BOLOGNESI Palazzo Merendoni rinasce a nuova vita e riapre le porte alla città di Bologna. Lo annuncia Coldiretti Emilia Romagna che per la prima volta dopo il restauro del prestigioso palazzo bolognese ha accolto i partecipanti all’iniziativa “Un libro a palazzo” che fa parte del “cool-tour street, percorsi di cultura, arte, storia e memoria dei luoghi”, un progetto dedicato alle strade di Bologna, che quest’anno ha scelto via Galliera per ripercorrere la storia della città di Bologna e riscoprirne i pregi artistici e culturali. L’iniziativa è stata l’occasione per presentare nella prestigiosa sala “dell’Aquila,” che da sempre è il luogo di accoglienza dei visitatori di palazzo Merendoni, il libro di Ernesto Fazioli, Bologna magica in verde, che tratta il mondo della natura, in giro per la città di Bologna celato nei capitelli dei portici, sbalzato sulle facciate, affrescato tra le vie e ricordato nelle tradizioni e leggende del passato, in un percorso insolito tra il verde di una Bologna più magica che mai. I numerosi partecipanti sono stati accolti da Marco Allaria Olivieri, direttore di Coldiretti Emilia Romagna, e da Vania Ameghino della segreteria generale, che ha sottolineato la scelta di Coldiretti Emilia Romagna di “riconsegnare” alla città uno dei suoi palazzi più sontuosi, carichi anche di storia cittadina visto che al suo interno si trova l’appartamento che ha ospitato all’inizio dell’Ottocento Lord Byron, grande poeta inglese, nella sua unica permanenza a Bologna. L’ospitalità offerta ai partecipanti è stata completata dall’arredo del palazzo con piante e fiori curato dall’azienda socia di Coldiretti, Garden Vivai Morselli di Medolla (Mo) e dall’offerta di una degustazione di aziende di Campagna Amica: l’azienda imolese Poderi delle Rocche, che ha presentato alcuni dei vini premiati in concorsi nazionali, l’azienda Bonat di Montechiarugolo (Pr), presente con il suo Parmigiano Reggiano pluripremiato in Italia e nel mondo, e l’azienda “Le Terre del Bio” di Alfonsine (Ra), che ha presentato una scelta di antichi salumi dei suoi animali nutriti con prodotti aziendali. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/cultura-palazzo-merendoni-rinasce-a-nuova-vita-e-riapre-ai-bolognesi.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119752420 Tue, 26 Jun 2018 14:54:30 GMT SICUREZZA ALIMENTARE GIAN CARLO CASELLI INCONTRA CONSIGLIO REGIONALE COLDIRETTI Gian Carlo Caselli, ex giudice antimafia e oggi presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla Criminalità  nell’Agricoltura e sul Sistema Agroalimentare di Coldiretti, è intervenuto questa mattina al consiglio di Coldiretti Emilia Romagna, accolto dal presidente regionale, Mauro Tonello, il direttore, Marco Allaria Olivieri, e tutto il consiglio regionale della nostra organizzazione. L’incontro è stata l’occasione per presentare il libro “C’è del marcio nel piatto” che lo stesso Caselli ha scritto in collaborazione con Stefano Masini, capo area Ambiente e Territorio di Coldiretti nazionale, sulle truffe nel settore agroalimentare. Edito da Piemme, il libro affronta tutte le scorrettezze e gli inganni che arrivano a tavola per chi non pone la giusta attenzione negli acquisti del cibo. Il settore agroalimentare, ha ricordato Caselli, muove 270 miliardi di euro e occupa 2,5 milioni di persone. È logico – ha detto – che un settore tanto importante attiri l’attenzione e gli interessi di soggetti senza scrupoli pronti a sfruttare, sofisticare e adulterare le eccellenze del made in Italy. Si tratta di una criminalità che però – secondo l’ex-giudice – può essere stanata e sconfitta, riponendo al centro della nostra spesa tutto ciò che vogliamo in termini di sicurezza e qualità. Al termine dell’incontro Caselli ha avuto modo di visitare la nuova sede di Coldiretti Emilia Romagna. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/sicurezza-alimentare-gian-carlo-caselli-incontra-consiglio-regionale-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119185433 Fri, 08 Jun 2018 15:25:52 GMT MALTEMPO: GRANDINE E NUBIFRAGI SU FRUTTA E CEREALI IN EMILIA ROMAGNA Grandine sulla frutta e sugli ortaggi, bombe d’acqua e vento sui cereali, barbabietole e pomodori. Il maltempo della prima settimana di giugno, che ha colpito in particolare le province occidentali dell’Emilia Romagna, da Modena a Piacenza, sta mettendo a dura prova le aziende agricole. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che solo ieri, giovedì 7 giugno in alcune zone di Modena e Reggio e dell’Appennino piacentino sono state registrate precipitazioni medie pari 50-60 millimetri d’acqua giornalieri, quasi un decimo della pioggia che cade in un intero anno in Emilia Romagna dove le precipitazioni medie annuali si aggirano tra i 600 e gli 800 millimetri. Dopo i danni sulla frutta precoce per le gelate di fine marzo, che hanno quasi dimezzato la produzione regionale di albicocche, la grandine – informa Coldiretti Emilia Romagna – ha colpito in questi giorni di inizio giugno la frutta, in particolare pere e vigneti nelle province di Modena e Parma, mentre nubifragi e bombe d’acqua hanno allettato il frumento tra Modena e Bologna, con particolare accanimento nella zona a nord di Bologna, nell’area di San Giovanni in Persiceto per quanto riguarda il grano, mentre nel modenese sono finiti sott’acqua anche campi di pomodoro da industria. Soprattutto per il frumento ci sono gravi problemi – sottolinea Coldiretti regionale – perché è vicina la trebbiatura e con il grano a terra c’è il rischio di una forte perdita di produzione. Nel piacentino, il alcune aree è esondato il fiume Ongina, che ha danneggiato alcune aziende orticole, portando via ortaggi appena seminati, come le zucchine. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, ma l’acqua – precisa Coldiretti regionale – per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento. Gli acquazzoni invece aggravano i danni provocati con smottamenti e frane. Coldiretti in tutte le aree colpite ha avviato il monitoraggio dei danni. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-grandine-e-nubifragi-su-frutta-e-cereali-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119182501 Fri, 08 Jun 2018 12:46:24 GMT MONSANTO BAYER: 63% SEMI IN MANO A 3 MULTINAZIONALI Rafforzare sempre più il sistema dei Consorzi Agrari per sostenere il potere contrattuale degli agricoltori dell’Emilia Romagna e dell’intero Paese di fronte al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici di produzione agricola. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare la chiusura dell’acquisizione della multinazionale Monsanto da parte della tedesca Bayer, decisa per il 7 giugno prossimo ad un prezzo di 63 miliardi. Con questa acquisizione, che fa seguito alla fusione tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci è concentrato nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori. Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche – sottolinea Coldiretti – nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare. La perdita di potere contrattuale – continua Coldiretti – si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale, ma l’elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi e la biodiversità dei singoli Paesi. “Per fronteggiare questa concentrazione di potere – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna e presidente di Consorzi Agrari d’Italia, Mauro Tonello – l’Italia deve rafforzare i Consorzi Agrari, i quali con i loro 2,5 miliardi di fatturato e le 300 mila aziende che ruotano attorno al sistema consortile sono lo strumento per dare più forza agli agricoltori in tutti i settori che riguardano le imprese agricole, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione, fino alle sfide future dell’agricoltura di precisione e dell’utilizzo dei big data. Particolare attenzione andrà posta all’agricoltura dell’Emilia Romagna, dove i quattro Consorzi Agrari (Consorzio Agrario dell’Emilia, Consorzio Adriatico, Consorzio di Parma e Terrepadane) sono il riferimento di oltre 35 mila aziende, in un territorio che è ai primi posti per la biodiversità e per le produzioni di alta qualità, che finiscono sulle tavole di tutto il mondo. Non è un caso – conclude Tonello – che oggi, ad esempio nel settore dei cereali, c’è un ritorno ai grani di qualità della tradizione italiana, che sono sul mercato grazie all’attività di ricerca di una grande eccellenza emiliano romagnola, come la Società Italiana Sementi di Bologna”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/monsanto-bayer-63-semi-in-mano-a-3-multinazionali.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=119051578 Mon, 04 Jun 2018 13:03:31 GMT PENSIONATI: E-R, MONARI PRESIDENTE ASSOCIAZIONE SENIOR COLDIRETTI Paolo Monari, 69 anni, produttore vitivinicolo di Dozza Imolese (BO), è il nuovo presidente dell’associazione pensionati Coldiretti dell’Emilia Romagna, che con 60 mila associati è la principale associazione dei pensionati del settore agricolo emiliano romagnolo. Monari è stato eletto nel corso dell’assemblea dei delegati regionali, alla quale sono intervenuti i presidente nazionale dei pensionati Coldiretti, Giorgio Grenzi, il segretario nazionale Danilo Elia, la segretaria regionale Vania Ameghino. Monari, che succede ad Aimone Gnudi che ha presieduto l’associazione negli ultimi 15 anni, è alla guida di una azienda vitivinicola che ha rilevato dal padre e che oggi sta passando alla nuova generazione. È sempre stato un convinto assertore della vendita diretta ed ha aperto un punto vendita a Bologna dove oltre al vino, grazie alla legge d’Orientamento, vende prodotti della sua azienda e prodotti di altre aziende del circuito di Campagna Amica, l’associazione della vendita diretta di Coldiretti, di cui lo stesso Monari è stato il primo presidente in provincia di Bologna. Secondo i dati emersi all’assemblea, sono sempre più i “senior” nell’agricoltura dell’Emilia Romagna, dove il numero dei pensionati sono oltre 110 mila, con una crescita di circa 20 mila unità negli ultimi quattro anni. Secondo elaborazioni Coldiretti Emilia Romagna su dati Inps, i pensionati del settore agricolo rappresentano più del 10 per cento del milione di cittadini over 65 residenti nella nostra regione. Gli over 65 – commenta Coldiretti regionale – rappresentano secondo le stime demografiche regionali del 2017 il 23,8% dell’intera popolazione (1,05 milioni sul totale 4,4 milioni di abitanti) che pone il problema di come affrontare i servizi per i pensionati in una regione in cui l’indice di vecchiaia è piuttosto alto, con 177,8 ultrasessantacinquenni per ogni 100 ragazzi fino ai 14 anni. “I senior in agricoltura – ha detto Paolo Monari – sono ancora una risorsa viva e spesso attiva in azienda e sono anche impegnati nel presidio territoriale delle aree rurali dove costituiscono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà. Un ruolo questo – ha proseguito Monari – che è stato messo a dura prova negli ultimi anni di crisi economica che i pensionati si sono trovati ad affrontare con pensioni non superiori a 500 euro al mese. Tuttavia, molto più che in altri settori – ha proseguito il neo-presidente – la società rurale, in cui il pensionato resta attivo fino in età avanzata e viene seguito a livello familiare anche quando non è più autosufficiente, dà un forte contributo a ridurre i problemi legati all’assistenza agli anziani. Per questo chiediamo ai pubblici amministratori di valutare l’opportunità di un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità o non autosufficienza”. L’assemblea dei pensionati Coldiretti ha anche eletto due vice-presidenti, Giorgio Rossi (PC) e Cesare Garavini (FC), e il nuovo consiglio, composto da Giorgio Grenzi (PR), Livio Motti (RE), Giuseppe Scorzoni (MO), Marco Bianconi (FE), Giancarlo Merendi (RA), Mario Capanna (RN), Gino Orsi (PR), Luisa Lambertini (MO), Antonina Gardenghi (FE), Vittorio Rabotti (RE). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/pensionati-e-r-monari-presidente-associazione-senior-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118881686 Thu, 31 May 2018 14:13:48 GMT RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI CAMPAGNA 2018/2019 DOMANDE ENTRO IL 30 GIUGNO 2018 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di giunta Regionale che approva le nuove disposizioni relative alle domande di contributo della misura Ristrutturazione e Riconversione vigneti per la campagna 2018/2019. I beneficiari della misura, sono gli imprenditori agricoli, singoli e associati, conduttori di superfici vitate o detentori di diritti di reimpianto/autorizzazione che abbiano già presentato domanda di autorizzazione al reimpianto da conversione di diritto, o reimpianto anticipato o reimpianto a seguito di estirpazione o  comunicato l’intenzione all’estirpazione per successiva domanda di autorizzazione al reimpianto o intenzione alla riconversione varietale; infine coloro che hanno fatto domanda  di reimpianto conseguente a estirpazione obbligatoria per ragioni sanitarie o fitosanitarie. La superficie minima richiesta per la misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, è pari a 0,5 ettari, Tutte le domande ammissibili, saranno pagate e, qualora il fabbisogno finanziario risultasse superiore alle risorse disponibili, il contributo sarà ridotto in maniera proporzionale. I lavori di ristrutturazione e riconversione vigneti, per i quali è richiesto il contributo,  dovranno iniziare solo in data successiva alla presentazione della domanda. Per quanto concerne il procedimento di estirpo, i lavori non potranno iniziare prima del 30 di settembre e terminare entro il 31 dicembre. Nella domanda dovranno essere dettagliati  gli interventi  e la tempistica per la loro realizzazione,  definendo le attività da realizzare in ogni esercizio finanziario (cronoprogramma).  Pertanto l’azienda in sede di presentazione della domanda dovrà definire le date in cui i lavori verranno terminati  e di conseguenza  la forma di pagamento del contributo: ·        Pagamento a saldo:  se i lavori verranno terminati entro il 31 maggio 2019 , ·        pagamento anticipato: se i lavori verranno terminati entro il  31 maggio 2020 Qualora l’azienda intenda chiedere il pagamento anticipato dell’aiuto , quest’ultimo verrà erogato in misura pari al 80% del contributo concesso, il restante 20% sarà pagato solo  dopo l’effettuazione del collaudo del vigneto e sarà necessario presentare  una fideiussione pari al 110% dell’anticipo richiesto. Sono stati previsti recuperi  e penalità nel caso in cui gli interventi oggetto di contributo vengano realizzati solo  in parte, qualora la differenza tra la  superficie effettivamente realizzata e quella oggetto di domanda sia superiore al 50%  non verrà concesso alcun contributo e il richiedente verrà escluso dalla Misura di sostegno della ristrutturazione e riconversione vigneti nei tre anni successivi. L’esclusione dalla Misura di sostegno per i tre anni successivi è prevista anche nel caso in cui il beneficiario rinunci al contributo oltre i 30 giorni dalla pubblicazione della concessione. Invitiamo Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale,  dove troverete una consulenza puntuale da parte di nostri tecnici qualificati , al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di contributo . http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ristrutturazione-e-riconversione-vigneti-campagna-2018-2019-domande-entro-il-30-giugno-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118832462 Wed, 30 May 2018 14:38:00 GMT GOVERNO: STATO DEVE 100 AD AGRICOLTORI EMILIA ROMAGNA Gli agricoltori dell’Emilia Romagna sono i maggiori creditori dello Stato italiano per il mancato versamento dei contribuiti per le assicurazione contro le calamità nelle campagne. Lo denunciano l’associazione regionale dei Consorzi di Difesa (Asrecodi) contro le calamità nelle campagne e Coldiretti Emilia Romagna, che oggi partecipano con una nutrita delegazione alla manifestazione davanti al Ministero delle Politiche Agricole in via XX Settembre 20 nella Capitale dove sono giunti agricoltori proveniente da tutte le regioni. Secondo i dati di Asrecodi – afferma Coldiretti regionale – lo stato è debitore nei confronti degli agricoltori emiliano romagnoli di oltre 100 milioni di euro, un quinto dei 500 milioni totali a livello nazionale. Il motivo di un debito così alto – spiega Coldiretti regionale – è l’alta qualità delle produzioni emiliano romagnole che comportano premi molto elevati: ogni anno, infatti, vengono assicurati prodotti per un capitale assicurativo superiore a 1,3 miliardi. Mentre ci si divide sull’Europa – denuncia ancora Coldiretti – l’Italia rischia di perdere, senza una azione straordinaria, centinaia di milioni di risorse comunitarie destinate ad un intervento strategico per l’agricoltura italiana, di fronte agli ingenti danni provocati dai cambiamenti climatici. I problemi dell’economia reale incombono con gli agricoltori che dopo mesi di attesa – sottolinea Asnacodi - devono ancora riscuotere più di 500 milioni dall’Agea controllata dal Ministero delle Politiche Agricole per gli anni 2015-2016-2017 per le polizze assicurative contro i danni causati dal maltempo. A questo si aggiunge lo spreco di soldi degli agricoltori che sono costretti a pagare decine di milioni di interessi passivi per anticipare i contributi attraverso i consorzi di difesa. Occorrono quindi – precisa Asnacodi – subito misure straordinarie per allineare i pagamenti, poiché le inefficienze della macchina pubblica non possono ricadere sulle imprese. Per questo motivo, Coldiretti e l’associazione dei Consorzi di Difesa hanno chiesto l’intervento del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/governo-stato-deve-100-ad-agricoltori-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118827543 Wed, 30 May 2018 11:23:25 GMT AGROALIMENTARE: EMILIA ROMAGNA, TAGLIO DELL’88% DEFICIT IMPORT-EXPORT In 6 anni dal 2011 al 2017, la Regione Emilia Romagna ha tagliato il deficit agroalimentare dell’88 per cento, passando dai 1.161 milioni del 2011 ai 134 milioni del 2017. Lo sottolinea Coldiretti Emilia Romagna in occasione della presentazione del rapporto agroalimentare regionale. A contribuire a questo risultato commenta Coldiretti Emilia Romagna sono i prodotti tipici della dieta mediterranea dalla frutta fresca (490 milioni euro esportati, ai prodotti lattiero-caseari (790 milioni) alla pasta (730 milioni) e il vino (320 milioni). “Lo sforzo del settore agroalimentare a recuperare il saldo commerciale negativo – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è la conferma che la scelta di puntare sui prodotti del territorio, sulla loro qualità e distintività costituisce la leva per la crescita. Un sostegno fondamentale viene quindi dalla scelta di trasparenza con l’etichetta d’origine sui prodotti agroalimentari”. Secondo il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri, “l’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti dell’agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che nulla hanno a che fare con la realtà nazionale. Un fenomeno purtroppo che si sta aggravando anche a causa di accordi internazionali, come quello firmato con il Canada e in via di trattative con i Paesi dell’America Latina (Mercosur) e con l’Australia, che danno il via libera all’uso di termini come Parmesan, Parmesao, Regianito, prosciutto di Parma, costituiscono dei veri e propri furti di identità, che rischiamo di mettere in crisi le nostre produzioni più tipiche”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/agroalimentare-emilia-romagna-taglio-dell-88-deficit-import-export.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118753726 Mon, 28 May 2018 15:25:16 GMT SALUTE: +1,6 ANNI DI VITA IN UN DECENNIO CON DIETA MEDITERRANEA Nell’ultimo decennio gli italiani hanno guadagnato 1,6 anni di vita. Un dato che, comunica Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati Istat, fa salire la speranza di vita a 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini). Si tratta – sottolinea Coldiretti regionale – di un consistente aumento rispetto alla media di 81,2 anni di dieci anni fa (83,9 per le donne e 78,6 per gli uomini) tanto che l’Italia si è collocata nel 2016 ai vertici della classifica “Bloomberg Global Health Index” su 163 Paesi per la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale. Un risultato – informa Coldiretti Emilia Romagna – dovuto alla decisa svolta salutistica degli italiani a tavola che ha portato alla riscoperta della dieta mediterranea, che nel fine settimana del 26 e 27 maggio sarà il tema dei mercati di Campagna Amica in Emilia Romagna. Il 2017 – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – ha fatto registrare la più alta presenza di frutta e verdura sulle tavole degli italiani dall’inizio degli anni 2000 ad oggi, con un incremento, secondo rilevamenti Ismea, del +4,3% di frutta fresca e +4% di ortaggi, con una punta del +9,7% per la frutta secca. A spingere la domanda – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è un cambiamento degli stili di vita che ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini, ricchi di microelementi utili alla salute, antiossidanti, utili nella prevenzione di molte patologie, come appunto l’ortofrutta di cui è consigliato un consumo di almeno 5 porzioni al giorno. La dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito – sottolinea Coldiretti regionale – di conquistare valori record nella longevità. Il ruolo della dieta mediterranea per la salute è stato riconosciuto da numerosi studi scientifici ed anche dall’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 17 novembre 2010. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea - conclude Coldiretti - si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno. Nei mercati di Campagna Amica dell’Emilia Romagna sabato 26 e domenica 27 maggio oltre alla vendita dei prodotti principali della dieta mediterranea (frutta, verdura, pane integrale, latticini, olio extravergine d’oliva) ci sarà una esposizione di prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna che vengono bocciati dalla cosiddetta “etichetta semaforo”, un sistema di etichettatura sempre più diffusa in Europa, che boccia l’85% dei prodotti della dieta mediterranea, a partire dall’olio d’oliva e dal Parmigiano Reggiano, mentre promuovono le bevande gassate. MERCATO CAMPAGNA AMICA EMILIA ROMAGNA PROVINCIA   INDIRIZZO   DATA E ORA     BOLOGNA   Giardini Margherita   Sabato 26 e domenica 27 maggio, ore 15,00 – 23.00   Mostra "Dieta mediterranea a rischio": con etichettatura a semaforo. Pic-nic a base di frutta di stagione.   REGGIO EMILIA   Piazza Fontanesi   Sabato 26 maggio, ore 10.00 – 13.00   Mostra “dieta mediterranea a rischio”: etichette semaforo e prodotti Dop. Degustazioni di olio evo, ricette della dieta mediterranea   MODENA   Largo San Francesco   Domenica 27 maggio, ore 10.00 – 13.00   Mostra prodotti dell'Emilia Romagna a rischio etichettatura a semaforo   http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/salute-1-6-anni-di-vita-in-un-decennio-con-dieta-mediterranea.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118628580 Thu, 24 May 2018 13:03:47 GMT EPACA EMILIA ROMAGNA: RINNOVARSI PER VINCERE LE SFIDE DEL FUTURO Cambiare per essere sempre più efficienti nel rispondere alle esigenze della società. È questo l’obiettivo della nuova Epaca, l’ente della Coldiretti per i servizi alla persona che da più di 60 anni garantisce informazioni, consulenze e servizi in materia di previdenza e assistenza, diritto di famiglia e successione, mercato del lavoro, assistenza sanitaria, prestazioni sociali legate al reddito. È quanto emerso a Bologna all’incontro di tutti gli operatori Epaca dell’Emilia Romagna con il presidente nazionale Tulio Marcelli e con il direttore generale, Leo Fiorito, per parlare dell’Epaca del futuro. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che in un momento di grandi cambiamenti sociali, anche l’Epaca dovrà strutturarsi per valorizzare al meglio la grande qualità del suo lavoro e la sua capillarità a livello regionale e nazionale. Costruire l’Epaca del futuro – è stato detto all’incontro – significa consolidare quella presenza sul territorio che oggi fa dell’Epaca il primo Patronato in Italia del lavoro autonomo e per l’assistenza Inail, con 627 uffici e più di duemila tra operatori e consulenti. In un momento in cui il pubblico si sta ritirando dai servizi alla persona – hanno detto i massimi dirigenti dell’Epaca – bisogna essere pronti a incrementare le attività fondamentali al servizio del cittadino. Sulla scia del ruolo di Coldiretti, che ha saputo trasformarsi da sindacato d’impresa a forza sociale che guarda agli interessi di tutti i cittadini, anche l’Epaca – è stato detto – deve guardare alle esigenze di tutta la società, rafforzando i suoi servizi avendo come punto di riferimento la persona e i suoi bisogni. A tal fine, all’incontro è stata lanciato un importante programma di formazione che accompagni tutti gli operatori verso il futuro. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/epaca-emilia-romagna-rinnovarsi-per-vincere-le-sfide-del-futuro.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118595800 Wed, 23 May 2018 10:02:33 GMT BUROCRAZIA: EMILIA ROMAGNA, CORVI E STORNI SENZA FRENO SU FRUTTA PRIMAVERILE La pazienza degli agricoltori è ormai al limite per lo scempio che storni e corvi stanno facendo sulla frutta primaverile nei campi dell’Emilia Romagna. Anche quest’anno i danni di questi uccelli rischiano di avviarsi sulla strada dello scorso anno quando i danni complessivi dei due tipi di uccelli hanno superato i 150 mila euro. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, che ha chiesto alla Regione di sollecitare l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ad approvare i piani di controllo di questi dannosissimi uccelli. Mentre i vecchi piani di controllo provinciali che scadono a giugno o sono scaduti (secondo le province) appaiono ormai inadeguati, la Regione – informa Coldiretti Emilia Romagna – ha provveduto a redigere per tempo il piano regionale di controllo per gli storni, che però non può essere applicato senza il benestare dell’Ispra, che non è ancora arrivato. I tempi burocratici – denuncia Coldiretti regionale – non sono però compatibili con i tempi dell’agricoltura. Infatti sono in maturazione specie di frutta particolarmente prediletta da corvidi e storni, come le ciliegie, le susine, le albicocche, le fragole, ma anche colture estensive come il grano. Si tratta di colture ad alto valore aggiunto e ad alta manodopera, la cui perdita significa mettere a rischio il reddito e l’occupazione delle imprese. Le aziende agricole – spiega Coldiretti – sono penalizzate da due fattori: il primo è la difficoltà di contenere la sempre più rapida diffusione di questi uccelli, che si contano ormai in termini di milioni di esemplari; il secondo è la difficoltà ad ottenere i risarcimenti dagli enti pubblici, che hanno ancora tempi troppo  lunghi. Quello dei danni alle colture agricole da corvidi e storni è un problema da affrontare concretamente e senza rallentamenti burocratici – afferma Coldiretti Emilia Romagna – i cosiddetti interventi di prevenzione (reti di protezione, sagome di falco, ultrasuoni, detonatori temporizzati, nastri riflettenti) finanziati dalla Regione per ammissione della stessa amministrazione regionale, si sono rivelati insufficienti in quanto – spiega Coldiretti – producono un effetto dissuasivo temporaneo e molto limitato nel tempo. L’efficacia infatti si esaurisce rapidamente dando origine a forme di assuefazione basata sulla mancanza di esperienze negative successive all’allarme. Nonostante la comprovata inadeguatezza, l’agricoltore che ha subito un danno ha diritto al risarcimento solo se ha messo in atto questi sistemi. Per questo conclude Coldiretti è necessario avviare subito i piani di controllo a queste specie di uccelli e snellire gli interventi di risarcimento per le aziende danneggiate ed evitare così la perdita di valore aggiunto dell’agricoltura in Emilia Romagna. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/burocrazia-emilia-romagna-corvi-e-storni-senza-freno-su-frutta-primaverile.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118421027 Fri, 18 May 2018 10:03:22 GMT AGRICHEF A LEZIONE DI TRADIZIONE GASTRONOMICA CONTADINA SULLE ORME DI PELLEGRINO ARTUSI “Dal campo alla tavola con gusto e autenticità”. E’ questo il tema del corso di formazione per agrichef destinato ai titolari degli Agriturismi di Campagna Amica, marchio di qualità promosso dall’associazione Terranostra, in programma dal 15 al 18 maggio a Casa Artusi di Forlimpopoli (FC), il tempio della tradizione gastronomica italiana e romagnola. Durante i quattro giorni, tra lezioni teoriche e pratiche, i partecipanti intraprenderanno un percorso volto a valorizzare in cucina le eccellenze dell’agricoltura del territorio e le produzioni aziendali, “obbligo tassativo” per una ristorazione agrituristica DOC. La formazione consentirà agli agrichef di misurarsi con le ricette tradizionali della cucina contadina e locale, quelle alle quali anche Pellegrino Artusi si è ispirato per dar vita a ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene’, testo contenente la bellezza di 790 ricette pubblicato nel 1891 e divenuto pietra miliare della cultura gastronomica italiana. Gli iscritti potranno, inoltre, approfondire la conoscenza delle materie prime a km0 e la loro stagionalità, elementi che anche il famoso scrittore e gastronomo considera centrali nelle proprie ricette che pescano dalle produzioni agricole del territorio e dalla tradizione contadina romagnola: pensiamo ad esempio, sempre con un occhio alla stagionalità e alle primizie di questi giorni in cui gli agrichef si cimenteranno con le lezioni in aula, alle fragole, ingrediente fondamentale della sua celebre ‘gelatina di fragole in gelo’ o ancora agli asparagi, ‘erbaggio prezioso’ – diceva il gastronomo – da accompagnare lessato e soffritto alla salsa bianca con rosso d’uovo, farina, aceto e burro. Sempre restando nel campo delle tipicità di Romagna troviamo altre produzioni Dop e Igp spesso inserite dall’Artusi tra gli ingredienti per le sue ricette: dalle pesche in conserva allo scalogno caramellato col quale insaporiva le costolette d’agnello o ancora il ‘cacio raviggiolo’, ingrediente base dei suoi cappelletti all’uso di Romagna. Il corso di formazione sarà, dunque, anche un viaggio alla scoperta di abbinamenti e tecniche di cottura, indispensabili per ottenere il massimo da materie prime alle volte povere, ma preziosissime e anche per accrescere la certificazione dell’Agriturismo di qualità, meta prescelta per pranzi e cene nel solo 2017 da oltre 3 milioni di turisti giunti in Emilia-Romagna. Il corso ha inoltre lo scopo di innovare le tecniche di cucina, nonché di migliorare le capacità gestionali e organizzative nell’impresa agrituristica e riguarderà, nel dettaglio, i seguenti argomenti: -      tecnologie e tecniche di cottura ottimizzazione e organizzazione dei tempi di preparazione -      tecniche di conservazione -      pricing del piatto e del menù, valorizzazione del prodotto utilizzato, mise en pace ed impiattamento -      tecniche di cucina e di sala, abbinamento vino e bicchiere presentazione e scelta dei vini In cattedra, durante i quattro giorni, l’agrichef Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra, il sommelier Fisar Nilde Galligani, il responsabile della Sicurezza Alimentare di Coldiretti Emilia Romagna, Dennis Calanca, il capo area Comunicazione e Relazioni esterne di Coldiretti nazionale, Paolo Falcioni e il segretario nazionale di Terranostra, Toni De Amicis. Non mancherà, inoltre, un focus su corretta alimentazione  e nutrizione con la terapista alimentare Luana Zamparini e la docente di Scienze della Nutrizione Francesca Vecchietti. E’ fondamentale, oggi giorno, infatti, mangiare prodotti del territorio e di stagione preparati secondo tradizione, ma proposti con un’attenzione mirata ed il preciso intento di rispondere in modo diversificato alle esigenze della propria clientela, anche da un punto di vista salutistico. Il corso promosso da Terranostra/Campagna Amica, dunque, rappresenta un’opportunità importante per accrescere la qualità degli agriturismi romagnoli, ‘attori’ chiave del sistema agro-alimentare e ricettivo dell’Emilia Romagna. Basti pensare che le aziende agrituristiche attive in regione sono circa 1.200 (elaborazione Coldiretti sui dati Rapporto Sistema Agro-alimentare ER 2016) con una capacità ricettiva pari a 9.630 posti letto e la possibilità di somministrare fino a circa 4.495.204 pasti annui. COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA - ufficio stampa: 051 2758830 - 335 7199141  fax 051 2960627 –   www.coldiretti.it http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/agrichef-a-lezione-di-tradizione-gastronomica-contadina-sulle-orme-di-pellegrino-artusi-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118301466 Mon, 14 May 2018 18:29:48 GMT CIBUS: COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA, NO ALL’AUMENTO DELL’IVA No all’aumento delle aliquote Iva. È l’appello che Coldiretti Emilia Romagna ha lanciato nell’ultimo giorno del Cibus, la rassegna agroalimentare internazionale che si è svolta a Parma dal 7 al 10 maggio. Con la ripresa dei consumi ancora incerta – afferma Coldiretti regionale – occorre scongiurare il previsto aumento dell’Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione. Il rischio dell’aumento dell’Iva riguarda – continua Coldiretti Emilia Romagna – beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22%, tutte componenti importanti nei consumi delle famiglie con la spesa alimentare che – conclude Coldiretti – è la principale voce del budget familiare dopo l’abitazione. Nei quattro giorni della più importante rassegna agroalimentare internazionale, allo stand Coldiretti sono passati oltre 5 mila persone tra buyers e visitatori per prendere contatto con le aziende che esponevano le loro innovazioni produttive. Dal Parmigiano Reggiano “Ape” che salva le api, a quello extravecchio dell’azienda Bonat, dalla pasta di grano antico “Senatore” Cappelli di Bonifiche Ferraresi al vino di Spergola, vitigno recuperato della provincia reggiana, dall’alga Spirulina dell’azienda Bertolini Farm, al fungo crock della Valentina Funghi fino al vino dell’antico vitigno Ortrugo della cantina Valtidone, al Parmigiano di Vacche Rosse, all’Aceto Balsamico Tradizionale Dop di Modena dell’azienda Rossi Barattini, dagli Antichi salumi senza conservanti dell’azienda le terre del bio alle confetture di “Nonna Ebe”, dalla pasta 100 per cento italiano della Ghigi al condimento balsamico Pera dell’azienda Cipof. Due coocking show al giorno curati degli agrichef di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, hanno consentito a chi ha visitato lo stand di degustare le eccellenze dell’agroalimentare emiliano romagnolo. Eccellenze che sono state cucinate in cinque collegamenti video internazionali anche da chef di tutto il mondo, dal Kuwait alla Repubblica Ceca, da Milano a Singapore. Nell’ultima giornata della rassegna, ai fornelli si sono cimentati gli alunni dell’Istituto Alberghiero Scappi ” di Castel San Pietro Terme (Bologna), che aderiscono al progetto Coldidattica di Educazione alla Campagna Amica. I futuri utilizzatori dei prodotti enogastronomici si sono cimentati con le nuove produzioni dell’agricoltura emiliano- romagnola, proponendosi come intermediari professionali tra i produttori e i consumatori COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA - ufficio stampa: 051 2758830 - 335 7199141  fax 051 2960627 –   www.coldiretti.it http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/cibus-coldiretti-emilia-romagna-no-all-aumento-dell-iva.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118163989 Thu, 10 May 2018 16:48:36 GMT