Coldiretti Emilia Romagna News - Coldiretti Emilia Romagna http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ Wed, 17 Jul 2019 12:47:35 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ 60 CALDO: COLDIRETTI, GIUGNO RECORD, SCONVOLTI CONSUMI, +20% FRUTTA Il caldo record del mese di giugno ha sconvolto anche i consumi con un boom degli acquisti di frutta e verdura in aumento del 20%, ma rispetto al mese precedente un balzo si registra anche per i gelati, la birra e l’acqua che aiutano a combattere la grande afa. È quanto stima Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alle temperature record fatte registrare nello scorso mese di giugno che con una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media si classifica al secondo posto tra i piu’ caldi dal 1880 in Italia secondo Isac Cnr. Un’anomalia climatica che ha riguardato in realtà l’intero 2019 che – sottolinea Coldiretti regionale – è stato caratterizzato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un giugno bollente ed ora un mese di luglio segnato nella prima metà da tempeste e temporali con in media più di 10 grandinate violente al giorno e ben 9 trombe d’aria, sulla base della Banca dati europea sugli eventi estremi ESWD. Eventi estremi che hanno causato gravi conseguenze nelle campagne con piante sradicate, serre divelte, frutta come le pesche, le mele e i kiwi flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati e grano e mais stesi a terra – spiega Coldiretti Emilia Romagna – con perdite per milioni di euro. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici che – conclude Coldiretti Emilia Romagna – si manifestano con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi e spesso traumatici. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/caldo-coldiretti-giugno-record-sconvolti-consumi-20-frutta.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134301806 Wed, 17 Jul 2019 12:47:35 GMT CALCIO: COLDIRETTI, ARRIVA MENU CONTADINO A KM 0 PER SQUADRE E TIFOSI Per la prima volta i contadini italiani scendono in campo negli stadi per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.    Ogni partita – spiega la Coldiretti - le squadre e i loro tifosi delle diverse regioni d’Italia avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio facendo al tempo stesso un viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti da generazioni di agricoltori nelle campagne. Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti - prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.   Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe – spiega la Coldiretti – la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare – sottolinea la Coldiretti – il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea – evidenzia la Coldiretti – è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta – afferma la Coldiretti – della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.   “Acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione - sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia sono diventati – conclude Prandini - non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.   http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/calcio-coldiretti-arriva-menu-contadino-a-km-0-per-squadre-e-tifosi.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134270920 Tue, 16 Jul 2019 18:03:37 GMT INFLAZIONE: COLDIRETTI, DEFLAZIONE NEI CAMPI CON -30% PREZZI FRUTTA Gli agricoltori stanno facendo i conti con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi. È quanto denuncia Coldiretti Emilia Romagna nel commentare i dati Istat sull’inflazione a giugno dai quali si evidenziano aumenti dei prezzi al consumo dello 0,7% rispetto allo scorso anno mentre nei campi in crisi è deflazione, dalle albicocche alle pesche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno. Gli agricoltori – sottolinea Coldiretti regionale – ne devono vendere tre chili per potersi permettere un caffè. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti Emilia Romagna è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria. In un momento di difficoltà – continua Coldiretti Emilia Romagna – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande caldo con il consumo di alimenti, come le albicocche, le pesche e in generale la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/inflazione-coldiretti-deflazione-nei-campi-con-30-prezzi-frutta.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134262670 Tue, 16 Jul 2019 13:04:04 GMT ZUCCHERO: COLDIRETTI E-R, STRANIERI 4 PACCHI SU 5, SOS MADE IN ITALY Oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto dei Paesi del Mercosur che nell’ambito dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea hanno ottenuto maggiori concessioni con il dazio zero sul contingente di 180mila tonnellate. È l’allarme lanciato da Coldiretti Emilia Romagna in riferimento all’incontro del Consiglio Agricoltura della Ue che si terrà a Bruxelles il 15 luglio durante il quale il commissario all’Agricoltura Phil Hogan riferirà ai ministri sulle conclusioni dei lavori del gruppo ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri e dell’Esecutivo Ue, per evitare ulteriori ridimensionamenti produttivi in Italia e a livello europeo del settore. Un rischio aggravato dalla Brexit poiché l'Unione Europea è un esportatore netto di zucchero nel Regno Unito che in mancanza di accordo ha annunciato l’applicazione di tariffe all’importazione sullo zucchero bianco (euro 150 / tonnellata) che ridurrebbe o eliminerebbe l'attuale surplus commerciale netto con effetti pesanti sul mercato comunitario. C’ è il rischio concreto di un peggioramento della situazione e pertanto – conclude Coldiretti Emilia Romagna – la Commissione deve agire rapidamente con interventi urgenti per il settore dello zucchero. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/zucchero-coldiretti-e-r-stranieri-4-pacchi-su-5-sos-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134225063 Mon, 15 Jul 2019 11:28:28 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI E-R, DA METEO FOLLE ANCORA DANNI ALL’AGRICOLTURA Pomodoro e mais nel piacentino, cereali nel bolognese pesche e nettarine in Romagna. Sono queste le colture più danneggiate dalla serie di grandinate che hanno colpito l’Emilia Romagna fra ieri pomeriggio e questa mattina. Lo dice Coldiretti Emilia Romagna nel riferire riguardo l’ennesima manifestazione climatica anomala di questo inizio estate caratterizzato da ribaltamenti della situazione meteo da un estremo all’altro che non fanno che danneggiare il comparto agricolo. A Loiano, in provincia di Bologna, i danni maggiori li hanno subiti i cereali non ancora trebbiati, mentre nel cesenate i frutteti sono stati bersagliati da chicchi di grandine grandi come uova.   La grandine – precisa Coldiretti regionale – è l’evento atmosferico più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni mandando in fumo un intero anno di lavoro. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. Una anomalia evidente nel corso del 2019 che – conclude Coldiretti regionale – è stato segnato dai primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato ed un mese di giugno tra i più caldi ed ora dalle tempeste di luglio.   ​  http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-e-r-da-meteo-folle-ancora-danni-all-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134055105 Wed, 10 Jul 2019 11:56:52 GMT TOUR DE FRANCE: FRANCIA-ITALIA ALLEATI CONTRO CIBO FALSO Alleanza tra Italia e Francia al Tour de France dove fa tappa la raccolta di firme per dire stop al cibo falso nell‘Unione Europea con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti. L’iniziativa è stata organizzata dall’FNSEA francese insieme a Coldiretti, le due maggiori organizzazione agricole presenti in Europa, al confine tra Francia e Belgio a Hauts de France lungo il percorso della prestigiosa corsa ciclistica. All’appuntamento, che è significativo della centralità che riveste il settore primario per i cugini d’Oltralpe, hanno partecipato tra gli altri la Presidente FNSEA Christiane Lambert e il rappresentante a Bruxelles della Coldiretti Paolo Di Stefano è stata l’occasione anche per riaffermare i pericoli condivisi per l’agricoltura e l’alimentazione degli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea, dal Ceta con il Canada al Mercosur con i Paesi del Sudamerica. Italia e Francia – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono i due Paesi Europei con la maggiore tradizione culinaria e si contendono primati nell’agricoltura e nell’alimentare con il Belpaese che vince però per valore aggiunto agricolo, numero di prodotti DOP/IGP riconosciuti dall’Unione Europea (classifica nella quale l’Emilia Romagna, con 44 prodotti a denominazione è leader indiscussa), per numero di imprese biologiche e per quantità di vino prodotto. La petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia – ricorda Coldiretti Emilia Romagn – è stata autorizzata  con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans e che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti insieme alla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese), dalla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola) a Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco), dalla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna) a Slow Food, da Fondazione Univerde a Gaia (associazione degli agricoltori greci).  Sul sito  www.eatoriginal.eu per firmare. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/tour-de-france-francia-italia-alleati-contro-cibo-falso.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133995159 Mon, 08 Jul 2019 16:46:21 GMT ZUCCHERO: COLDIRETTI, CON MERCOSUR IMPORTAZIONI KILLER PER ZUCCHERIFICIO IN EMILIA ROMAGNA "L'Europa si appresta ad annunciare l'accordo internazionale con il Mercosur che comporterà, fra l'altro, delle importanti importazioni di zucchero. E in Emilia Romagna abbiamo l'ultimo zuccherificio italiano che così rischierà di chiudere". Con queste parole il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha commentato dal palco del Villaggio Coldiretti di Milano gli accordi di scambio con il mercato comune dell'America meridionale.  L’accordo appena siglato tra la Ue e i Paesi del Mercosur- ricorda Coldiretti Emilia Romagna - legittima inoltre la falsificazione di oltre il 93% dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Sudamerica, compresi i prodotti più esportati all’estero, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano che dovranno coesistere con le loro imitazioni locali per molto tempo. Nel negoziato – denuncia Coldiretti regionale – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp  e di 523 vini riconosciute dall’Unione Europea ne saranno tutelati meno del 7% (appena 57 tra alimentari e bevande) che dovranno peraltro in molti casi convivere per sempre con le “brutte copie” sui mercati sudamericani, a partire dalla Fontina, dal Parmesan, Parmesano, Parmesao e Reggianito. “Si tratta di un accordo doppiamente intempestivo, poiché oltre ad essere stato varato in piena fase di rinnovo delle Istituzioni comunitarie, rischia di avere un effetto dirompente con i nuovi dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump che aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano rendendo più competitive le falsificazioni provenienti da Paesi non colpiti dalle misure, proprio come quelli del Mercosur”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza che “i rappresentanti italiani nel Parlamento e nelle istituzioni europee votino ora contro un’intesa che, come nel caso degli altri trattati col Canada (Ceta), il Giappone, l’Australia e il Vietnam, penalizza il settore agricolo, usato come merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/zucchero-coldiretti-con-mercosur-importazioni-killer-per-zuccherificio-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133982698 Mon, 08 Jul 2019 08:53:54 GMT DAZI: COLDIRETTI E-R, TRUMP E PUTIN SOFFOCANO IL NOSTRO AGROALIMENTARE I dazi minacciati da Trump da una parte e l’embargo russo dall’altra rischiano di soffocare l’agroalimentare della nostra regione. Lo rende noto Codiretti Emilia Romagna all’indomani delle dichiarazioni del presidente USA che nella black list dei prodotti che intende tassare pesantemente comprende moltissime delle eccellenze della nostra regione, dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, dalla pasta all’olio di oliva e molto altro. E se da un lato l’embargo russo in 5 anni è costato più di un miliardo di euro al cibo italiano (e alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni si sommano quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy), la mossa protezionista di Trump – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – mette a rischio per i produttori emiliano romagnoli un mercato, quello statunitense da 500 milioni l’anno, secondo una stima di Coldiretti regionale sui dati dell’ultimo r.  “Ancora una volta” ha dichiarato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna Nicola Bertinelli “l’agroalimentare viene usato come merce di scambio nella gestione degli equilibri politici mondiali. Noi produttori vediamo i nostri interessi calpestati da logiche che stanno al di sopra delle nostre teste. E intanto gli investimenti delle nostre imprese che quotidianamente si impegnano nella produzione di cibo di qualità unica al mondo rischiano di andare a vuoto”. “Come Coldiretti” ha proseguito Bertinelli “ci siamo già attivati nelle sedi opportune per tutelare gli interessi dei nostri imprenditori ed evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/dazi-coldiretti-e-r-trump-e-putin-soffocano-il-nostro-agroalimentare.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133855593 Thu, 04 Jul 2019 12:12:51 GMT FRODI: COLDIRETTI E-R, BIO PER 6 ITALIANI SU 10, SERVE LOGO MADE IN ITALY Con più di 6 italiani su 10 (64%) che acquistano regolarmente o qualche volta prodotti biologici è importante garantire la trasparenza in un settore che nel 2018 ha visto un incremento delle vendite del 10%. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nell’esprimere apprezzamento per l’operazione Bad Juice condotta dall’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi (Icqrf) e diretta dalla Procura della Repubblica di Pisa, con la collaborazione di Eurojust, che ha scoperto una maxi frode con il sequestro di 1.411 tonnellate di prodotto extracomunitario adulterato e falsamente designato "biologico" tra succhi, confetture e conserve alimentari. Con l’aumento dell’interesse per il biologico infatti è cresciuto anche il rischio truffe con le notizie di reato che sono quintuplicate rispetto all’anno precedente secondo un’analisi di Coldiretti Emilia Romagna su dati Icqrf, con 88 casi nel 2018 rispetto ai 19 nel 2017, in molti casi proprio inerenti a falsi prodotti biologici importati dall’estero, come nel caso del succo di mela. In Emilia Romagna le imprese che coltivano biologico sono oltre 5.000 su 150.000 ettari di terreno. L’importante attività di vigilanza e controllo va ora sostenuta – conclude Coldiretti Emilia Romagna – con la definizione di un vero e proprio marchio per il biologico Made in Italy che garantisca una piena trasparenza ai consumatori rispetto a quanto portano in tavola in un settore che negli ultimi anni ha visto un costante incremento in doppia cifra dei consumi.     http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/frodi-coldiretti-e-r-bio-per-6-italiani-su-10-serve-logo-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133568970 Wed, 26 Jun 2019 15:18:33 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI E-R, GRANDINATA METTE AGRICOLTURA IN GINOCCHIO Vigneti, frutteti e grano gravemente danneggiati fra Modena e la Romagna Danni ingenti a vigneti, grano e frutteti. Il giorno dopo la tempesta di grandine, pioggia e vento che si è abbattuta sulle province di Modena, Bologna e Ravenna nelle prime ore del pomeriggio di ieri, le aziende agricole della regione iniziano la conta dei danni. Nel modenese - informa Coldiretti Emilia Romagna - sono stati colpiti soprattutto i vigneti, completamente imbiancati dalla grandine, caduta in taluni casi con chicchi più grandi di una pallina da golf. Danni si registrano anche sui pereti - continua Coldiretti Emilia Romagna - con alberi spogliati e frutti caduti, sul frumento che è stato allettato proprio all’inizio della mietitura e su mais e sorgo che sono stati completamente defogliati. Problemi anche nel bolognese - prosegue Coldiretti Emilia Romagna - nelle zone di San Giovanni in Persiceto e Medicina con danni diffusi su sementi, carote, cipolle, patate e bietoloni. Nel ravennate - continua Coldiretti regionale - le più colpite sono state le pesche di varietà Royal glory, colpite dalla grandine e staccate dalle piante dalle fortissime raffiche di vento, così come le susine. Anche in Romagna il forte vento ha allettato campi di grano pronto alla mietitura. Secondo un’analisi di Coldiretti, quest’anno in Italia sono state rilevate fino ad ora 124 grandinate violente pari a quasi il doppio di quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (+88%). Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-e-r-grandinata-mette-agricoltura-in-ginocchio-vigneti-frutteti-e-grano-gravement.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133489682 Mon, 24 Jun 2019 09:30:44 GMT CALDO: COLDIRETTI E-R, CAMBIA IL MENU, +20% FRUTTA A GIUGNO Per difendersi dalla straordinaria e improvvisa ondata di caldo gli italiani hanno aumentato del 20% gli acquisti di frutta nella prima metà di giugno allo stesso periodo del mese precedente. E’ quanto stima Coldiretti Emilia Romagna sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in riferimento all’impatto sugli acquisti provocato dal forte innalzamento delle temperature.  Una decisa svolta con l’aumento delle temperature che – sottolinea Coldiretti regionale – ha cambiato il menu e spinto a portare in tavola o in spiaggia cibi freschi genuini e dietetici che dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore e riforniscono di vitamine. La frutta – precisa Coldiretti Emilia Romagna – aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa Coldiretti regionale – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono albicocche, carote e radicchi, ma sono d’aiuto anche insalate, lattughe, meloni, pomodori, fragole o ciliegie. L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche –  sostiene Coldiretti Emilia Romagna – dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi. Con gli stili di vita più salutistici si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli. Un vero boom – precisa Coldiretti regionale  - per smoothies, frullati e centrifugati a casa, al bar e sulle spiagge della Riviera Adriatica. Quest’anno a causa di una primavera maledetta si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne della regione, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa. In queste condizioni – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/caldo-coldiretti-e-r-cambia-il-menu-20-frutta-a-giugno-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133219224 Mon, 17 Jun 2019 11:18:30 GMT STREET FOOD: COLDIRETTI E-R, A FORLÌ UN WEEK END DI PESCE NOSTRANO Tempo d’estate, tempo di street food. Il 15 e il 16 giugno, dalle 11.00 alle 13.00 al mercato coperto di Campagna amica di Forlì arriva il pesce azzurro al cartoccio, assieme ad altre specialità, come le alici marinate sulla piadina romagnola e le cozze alla marinara. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna annunciando la celebrazione della giornata nazionale del pesce italiano, promossa da Impresapesca Coldiretti, che vedrà protagonisti i pescatori della coop Armatori che distribuiranno agli ospiti del mercato coperto il loro pesce a miglio zero, illustrando le peculiarità e le tipologie del pesce delle nostre coste. Una occasione unica per imparare a riconoscere dal vivo il pesce fresco nazionale – continua Coldiretti Emilia Romagna – e difendersi dall’inganno del falso Made in Italy con l’aiuto dei pescatori che offriranno il proprio prodotto a chilometri zero con gli Agrichef e i FisherChef di Campagna Amica che faranno conoscere le antiche ricette della tradizione marinara nazionale.   L’Italia – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – può contare su 9136 chilometri di costa dove operano circa 12mila imbarcazioni in forte riduzione rispetto al passato anche per la concorrenza del pesce importato che garantisce livelli di sicurezza nettamente inferiore a quello nazionale, come dimostra lo studio “SOS pesce italiano” realizzato a Impresapesca della Coldiretti che sarà presentato nell’ambito del progetto un mare di salute. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/street-food-coldiretti-e-r-a-forli-un-week-end-di-pesce-nostrano.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133107381 Fri, 14 Jun 2019 10:50:42 GMT CALDO: COLDIRETTI E-R, DA API A CIMICI, INVASE CITTÀ E CAMPAGNE Non solo le api nel centro di Bologna, con il caldo improvviso si sta verificando una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nelle province di Modena e di Ferrara. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna segnalando che, per quanto non sia ancora possibile una stima dei danni, la presenza di questi insetti nel modenese è dieci volte più grande di quella dell’anno scorso, mentre nel ferrarese ormai non si tratta più di un fenomeno sporadico, ma di una presenza fissa e sono già stati segnalati danni agli impianti delle pere Williams. La “cimice marmorata asiatica” – fa sapere Coldiretti regionale – è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è stata favorita dalle alte temperature. La lotta in campagna per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è importante proseguire a marcia spedita con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari. La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all'unanimità ad aprile una risoluzione contro l'invasione della cimice asiatica che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l'immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell'iter per autorizzare l'uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale della cimice. Coldiretti Emilia Romagna pertanto chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell'iter di autorizzazione in modo da consentire l'azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati. Il nome scientifico è Halyomorpha halys, o cimice marmorata ed è un insetto originario dall`Asia orientale, in particolare di Taiwan, Cina, Giappone. Gli studiosi la definiscono una varietà estremamente polifaga che si nutre di un’ampia varietà di specie coltivate e spontanee. La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte – conclude Coldiretti Emilia Romagna – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/caldo-coldiretti-e-r-da-api-a-cimici-invase-citta-e-campagne.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132952302 Mon, 10 Jun 2019 12:51:41 GMT BOLOGNA: API INVADONO PIAZZA MAGGIORE, CI PENSANO GLI APICOLTORI DI COLDIRETTI Uno sciame d’api aveva preso casa nel sottotetto della famosa biblioteca dell’Archiginnasio a pochi passi da Piazza Maggiore, nel pieno centro di Bologna. Per risolvere la situazione è stato determinante l’intervento degli apicoltori di Coldiretti che, con l’aiuto indispensabile dei Vigili del Fuoco, hanno provveduto a recuperare le api, collocandole in un’arnia. Lo rende noto Coldiretti Bologna che fa sapere che ora le api verranno collocate in un apiario dove potranno procedere alla creazione di una nuova famiglia. Protagonisti dell’intervento l’apicoltore Matteo Lorenzini che, assieme al padre Maurizio ha operato a un’altezza di 20 metri, proprio sotto al tetto dello storico palazzo dell’Archiginnasio, antica sede dell’Università di Bologna. “Ringraziamo i nostri due soci” ha commentato la presidentessa di Coldiretti Bologna Valentina Borghi “che la domenica mattina si sono resi disponibili per un lavoro così complesso. Un episodio che capita pochi giorni dopo il diciottesimo compleanno della legge di Orientamento voluta fortemente da Coldiretti, che consente agli agricoltori di svolgere attività funzionali alla sistemazione e manutenzione del territorio”. E se d’inverno questo genere di interventi si concretizza prevalentemente nella pulizia delle strade dalla neve a opera dei trattori, anche nei mesi più caldi non è difficile avere la dimostrazione di quanto importante e poliedrico sia il ruolo degli agricoltori, anche nell’interesse dei cittadini.   http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/bologna-api-invadono-piazza-maggiore-ci-pensano-gli-apicoltori-di-coldiretti-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132948147 Mon, 10 Jun 2019 10:41:25 GMT RAPPORTO AGROALIMENTARE: COLDIRETTI, EXPORT RECORD CON BIODIVERSITÀ L’export dei prodotti agroalimentari dell’Emilia Romagna vola, con 6,5 miliardi di vendite oltreconfine nel 2018, facendo segnare un + 3,5% rispetto alla performance dell’anno precedente. E le ragioni di questo successo stanno nell’inestimabile valore del patrimonio rappresentato dalla biodiversità dei nostri prodotti, portati in eredità fino a noi dalla tradizione agricola della nostra regione. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare i dati diffusi nel Rapporto 2018 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, frutto della collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Unioncamere regionale. La nostra regione – prosegue Coldiretti Emilia Romagna – che vanta 44 prodotti certificati fra Dop e Igp (record europeo di certificazioni agroalimentari), ha saputo usare le proprie peculiarità per farsi valere nel mercato globale, tenendo duro sul fronte della distintività e puntando su quella qualità che può venire solo dai prodotti tipici del nostro territorio. L’altra faccia della medaglia di un tale primato – continua Coldiretti Regionale – è che i nostri prodotti, per via del loro valore irreplicabile, sono soggetti a continui tentativi di imitazione. L’Emilia Romagna è infatti una delle regioni più colpite al mondo dal fenomeno dell’italian sounding che ogni anno di fatto ruba ai nostri produttori oltre 2,5 miliardi di euro. Inevitabile – conclude Coldiretti Emilia Romagna – che il valore della nostra produzione comporti anche che si presti il fianco a fenomeni di acquisizione di marchi nostrani da parte di aziende straniere che però, all’estero, non sono in grado di poter garantire la qualità dei nostri prodotti. La tutela dei marchi storici è infatti una necessità per il nostro agroalimentare dopo che ormai circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione fino all’impiego della manodopera http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/rapporto-agroalimentare-coldiretti-export-record-con-biodiversita.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132686921 Mon, 03 Jun 2019 15:02:49 GMT LACTALIS: COLDIRETTI, VIGILARE SU BLITZ FRANCESE NEL PARMIGIANO “Vigileremo su un blitz che potrebbe cambiare gli equilibri di mercato, mettere a rischio la competitività del sistema produttivo nazionale e aprire le porte alla delocalizzazione, come già purtroppo è avvenuto con la Parmalat. È quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l'annuncio dell’acquisizione della Nuova Castelli da parte della multinazionale francese Lactalis che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e controlla circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario.     La nuova Castelli è uno dei principali esportatori di Parmigiano Reggiano e con l’acquisizione la presenza francese in Italia si estende a prodotti nazionali a denominazione di origine (Dop).   Si è trattato – denuncia Prandini – di una vera e propria operazione lampo, messa a segno con la politica “distratta” dal confronto elettorale, che rischia di essere pagata dagli allevatori italiani ai quali la Lactalis ha infatti appena minacciato di ridurre unilateralmente il prezzo del latte alla stalla sottoscritto solo pochi mesi fa, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato.   Ora devono essere resi pubblici tutti i termini dell’accordo e pretese adeguate garanzie sulle produzioni, sulla tutela delle denominazioni dalle imitazioni, sulla difesa dei posti di lavoro e sull’eventuale abuso di posizioni dominanti sul mercato lattiero caseario, strategico per il Made in Italy, conclude Prandini.   La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare nazionale dopo che ormai secondo Coldiretti circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione fino all’impiego della manodopera. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/lactalis-coldiretti-vigilare-su-blitz-francese-nel-parmigiano.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132534717 Thu, 30 May 2019 12:35:02 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI, EMILIA SOTT’ACQUA. 1,2 MLN FAMIGLIE A RISCHIO Sono 1,2 milioni le famiglie a rischio alluvione in Emilia Romagna che si classifica come la regione con la maggiore pericolosità. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti regionale sulla base dei dati Ispra divulgata in occasione dell’allerta rossa per rischio esondazioni e frane sulla pianura centrale dell'Emilia Romagna. Una emergenza che – sottolinea Coldiretti regionale – ha già provocato, per la pioggia intensa e le esondazioni, allagamenti nelle campagne e delle abitazioni rurali con aziende isolate e danni alle coltivazioni per milioni di euro, secondo le prime stime della Coldiretti.  Difficoltà – precisa Coldiretti Emilia Romagna – sono segnalate lungo tutto il bacino del Po a partire da Piacenza dove è caduta anche la grandine anche sui vigneti mentre in provincia di Reggio sono segnalate frane e nel ferrarese si soffrono le conseguenze della bomba d’acqua che ha colpito anche la provincia di Rovigo. Il pericolo di alluvioni o frane interessa – spiega Coldiretti regionale – ben il 91,1% dei comuni italiani (7.275) ma la percentuale sale al 100% per Emilia Romagna. L’ultima ondata di maltempo di maggio aggrava il bilancio dei danni nelle campagne in una primavera segnata da precipitazioni eccezionali in una fase particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo, le piante che iniziano a fare i primi frutti. I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio reso fragile dal consumo di suolo con l’abbandono delle campagne e la cementificazione che – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – solo nell’ultimo anno hanno causato la scomparsa di 100mila ettari di terra coltivata, pari alla superficie di 150mila campi da calcio, dopo che negli ultimi 25 anni era già sparito il 28% delle campagne. L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio di inondazioni. Su un territorio indebolito si abbattono infatti – conclude Coldiretti Emilia Romagna – gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-emilia-sott-acqua-1-2-mln-famiglie-a-rischio.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132502478 Wed, 29 May 2019 16:57:29 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI E-R, IL PANARO CRESCE DI 5 METRI IN 24 ORE All’idrometro del ponte Navicello, nel modenese, il fiume Panaro alle 14.00 misurava 8,56 metri, contro i 3,42 di ieri. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sulla base di un’analisi dei dati Arpae che testimoniano come le conseguenze della bomba d’acqua che ha colpito ieri la provincia di Modena si facciano ancora sentire su un territorio già messo a dura prova dalla straordinaria ondata di maltempo delle ultime settimane. E mentre l’allerta resta arancione per tutta la regione con gli occhi puntati su Secchia e Panaro (cresciuto di 5 metri in 24 ore), già interessati dalle piene nelle ultime settimane, la preoccupazione per le aziende agricole – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – non fa che crescere, dopo che i rovesci di questo maggio anomalo hanno già portato a una perdita del 70% delle pere di varietà Abate e Kaiser in Emilia Romagna. E se le perdite per le Decana e le Williams si attestano attorno al 40% va sottolineato come la raccolta di ciliegie risulti pressochè azzerata per le varietà precoci non protette dai teli antipioggia (- 90%), mentre i danni sono più contenuti per le varietà coperte. I danni – conclude Coldiretti Emilia Romagna – si estendono inoltre alle fragole nei campi allagati della Romagna e alle albicocche. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-e-r-il-panaro-cresce-di-5-metri-in-24-ore.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132460300 Tue, 28 May 2019 10:14:32 GMT EUROPEE: COLDIRETTI, ACCORDO MERCOSUR, PRIMO TEST DIFESA MADE IN ITALY Il primo banco di prova dell’Unione Europea sulla volontà di difendere l’agricoltura e il Made in Italy è la trattativa commerciale con i Paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che immediatamente dopo la chiusura delle urne lunedì 27 maggio si terrà a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri dell’UE che dovrebbe discutere di nuove concessioni nell’ambito dei negoziati Mercosur per una chiusura da parte della Commissione entro metà luglio. A preoccupare – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono le agevolazioni concesse a prodotti come la carne dal Brasile che per gli allarmi alimentari si è classificata nella black list dei prodotti più pericolosi in Italia, ma anche il rischio di legittimare il falso Made in Italy nel mondo con il via libera alle imitazioni dei prodotti piu’ tipici..  Nel negoziato – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su molte sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. Il risultato è che rischiano di essere tutelate meno del 10% delle specialità Made in Italy  – continua Coldiretti Emilia Romagna – assicurando così il benestare Ue in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo. Il negoziato – continua Coldiretti Emilia Romagna – appare molto complesso per il vino Made in Italy anche per la presenza in Brasile di diversi produttori di Prosecco specialmente nella zona del Rio Grande che rivendicano il diritto di continuare a fare questo vino italiano anche perché la varietà vinis vinifera “prosecco tondo” risulta iscritta nella banca dati brasiliana del germoplasma sin dal 1981. Ma a preoccupare è – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – anche l’apertura all’arrivo in Europa di grandi quantitativi di carne bovina dai paesi sudamericani, dopo il più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile.  Si parla di un contingente di 90mila tonnellate al 7,5% che implica una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani e un abbassamento della qualità per i consumatori, considerato i Paesi del Mercosur non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente. Per il pollame l’Unione Europea sarebbe orientata ad aumentare da 78.000 a 90.000 tonnellate l’offerta attuale con gravi preoccupazioni per l’aspetto sanitario. Vale la pena ricordare – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – che il manzo refrigerato e il pollame dal Brasile si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi piu’ pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati RASSF. Ma i Paesi del Mercosur – continua Coldiretti Emilia Romagna – hanno chiesto maggiori concessioni nel settore dello zucchero che potrebbero aumentare le difficoltà della produzione comunitaria e lo stesso discorso vale per il riso, dove la Commissione potrebbe aumentare il contingente tariffario da 45.000 a 80.000 tonnellate tra riso semigreggio e riso semilavorato. Ma preoccupano anche le aperture sugli agrumi, specie considerano le problematiche fitosanitarie dei prodotti provenienti dagli stati sudamericani contaminati da Black-spot o Macchia nera, una malattia non presente in Europa dove – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – rischia così di diffondersi con effetti disastrosi. “La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi è inaccettabile perché rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori” ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti  in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/europee-coldiretti-accordo-mercosur-primo-test-difesa-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132422635 Mon, 27 May 2019 11:52:13 GMT Senior sempre più innovativi con Progetto GINS Food e invecchiamento attivo Martedì 21 maggio 2019, all’Hotel Europa a Bologna, si è tenuto l’incontro regionale organizzato da Vania Ameghino - Segretaria Regionale Senior Emilia Romagna – che ha focalizzato l’attenzione sull’ importanza dell’invecchiamento attivo e la conoscenza dello spirito delle case salute in Emilia Romagna. Interlocutori del progetto la Regione Emilia Romagna con Marina Friedel e la sua linea “GINS FOOD” gusto in salute per contrastare lo sviluppo delle malattie croniche degenerative e l’Intervento del Dott.  Ciotti Emanuele che ha illustrato chiaramente lo spirito delle case salute. Ha aperto il convegno il Presidente Nazionale Pensionati Coldiretti, Giorgio Grenzi, sottolineando l’importanza e la forza dell’essere numerosi, dell’essere uniti dallo stesso spirito nel portare avanti le battaglie non solo come agricoltori, ma anche come pensionati che hanno la possibilità di vivere meglio utilizzando gli strumenti che permettono un “Invecchiamento attivo”. La sfida dei nostri giorni, è riuscire a mantenere non solo il fisico in movimento, cercando di  prevenire le malattie con una alimentazione corretta, ma anche una mente allenata e vigile. Altro tema importante e delicato è la sicurezza. Una persona che ha sempre vissuto in campagna, deve avere la possibilità, se lo desidera, di continuare a viverci in serenità, senza essere condizionata dalla paura che qualcuno possa fargli del male, in questo lo sviluppo degli agriturismi, può essere un aiuto a garantire la serenità e a prevenire l’isolamento di chi sceglie di non abbandonare la campagna. Case della Salute: Relatore Dott. Emanuele Ciotti Il dottor Emanuele Ciotti, Direttore cure primarie Pianura Est, Ausl Bologna, ci ha illustrato la situazione sanitaria ad oggi. I dati ci dicono che, negli ultimi anni, l’aspettativa di vita è aumentata, 81 anni per gli uomini, 85 per le donne, segno di un aumentato benessere, ma anche di nuovi bisogni a cui i servizi sanitari e sociali sono chiamati a dare delle risposte. Per invecchiare in modo positivo, esistono degli strumenti che aiutano a prevenire le malattie croniche e danno la possibilità di avere una aspettativa di vita non solo più lunga, ma anche migliore. Proprio in questa ottica sono nate negli ultimi 10 anni le Case della Salute, ad oggi sul territorio emiliano sono attive 109 Case della salute e si prevede di arrivare a regime a 121. Hanno un approccio diverso sia dai poliambulatori, sia dagli ospedali, l’idea è di prendere in carico le persone in base ai loro bisogni creando un team di professionisti che interagiscono tra loro e non un singolo medico, avendo come obiettivo l’attenzione alla famiglia e alla comunità del paziente e non più solo al singolo, perché il bisogno non è solo fisico, ma è sociale e coinvolge anche chi vive accanto al malato, la situazione ottimale sarebbe riuscire ad avere uno psicologo per ogni Casa della Salute, in modo da dare un sostegno concreto, anche se per ora non è stato possibile farlo e esiste soltanto uno psicologo per il territorio. Le Case della Salute non sono ospedali, cercano di prevenire l’ospedalizzazione, cercando di accogliere le persone fragili, rispondendo ai bisogni non specialistici, come in ospedale, ma cercando un’integrazione tra servizi sociali e sanitari.  Si propone di essere un punto di riferimento riconoscibile per l’assistenza primaria, e di creare un welfare di comunità, con l’attivazione e la partecipazione di professionisti, cittadini e istituzioni. Progetto GinS food Relatrice Dottoressa Marina Fridel La Dottoressa Marina Fridel ha illustrato il Progetto Gins food, gusto in salute, promosso dai Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) che si propone di facilitare le scelte di salute e contrastare lo sviluppo delle malattie croniche degenerative. Partendo dal dato che un terzo dei cittadini tra i 50 e i 69 anni, ha una malattia cronica, che l’obesità cresce con l’aumentare dell’età, diventa fondamentale intervenire sui comportamenti e gli stili di vita, coinvolgendo gli attori sociali che possono facilitare le scelte di salute. E’ stata presentata la ricerca su come mangiano i romagnoli, effettuata dall’Ausl e dall’Università. E’ emersa una maggiore attenzione nei confronti dell’alimentazione e della qualità dei prodotti, aumento di intolleranze e allergie, diminuzione della disponibilità economica. Salutare per la popolazione è un piatto bilanciato, semplice, tradizionale, spesso vegetariano. Il progetto regionale nasce con l’obiettivo di far sì che la ristorazione pubblica, cominciando dagli agriturismi che da sempre hanno una attenzione particolare al cibo sano, possano avere le informazioni necessarie per proporre pasti bilanciati sotto il profilo nutrizionale, visto che sono aumentati i pasti fuori casa. Infatti come afferma Coldiretti Regionale E-R diventa importante consumare frutta e verdure di stagione ed acquistare direttamente i prodotti dalle aziende agricole e nei mercati di campagna amica, prediligendo così prodotti sani che rispettano la stagionalità e il territorio. Prosegue poi Marina Fridel; obiettivo specifico aumentare la possibilità, per chi per necessità o per piacere, mangia al ristorante / Agriturismo, di consumare un pasto di qualità, gustoso e bilanciato dal punto di vista nutrizionale. E’ necessario sensibilizzare e formare gli addetti affinché la qualità nutrizionale divenga una prerogativa importante dei loro prodotti. I requisiti generali per ottenere il marchio GinS food, sono regole importanti che dovremmo adottare tutti per avere una alimentazione corretta e prevenire le malattie croniche; mangiare pasti con una cottura leggera (piastra, vapore, cartoccio, forno) privilegiando i piatti della tradizione locale. Coldiretti regionale e-r-  ribadisce l’importanza della Sicurezza Alimentare e di conseguenza della corretta etichettatura perché i consumatori possano scegliere prodotti di qualità ed italiani. Preferire prodotti freschi di stagione, usare un solo ingrediente per volta (salume o formaggio) accompagnato da verdure, evitando l’ aggiunta di salse e grassi. Usare in modo moderato il sale e preferire quello iodato. Consumare pane a ridotto contenuto di sale, meglio se integrale, la frutta e la verdura devono essere presenti ad ogni pasto, meglio se di stagione, scegliere frutta fresca senza aggiunta di zucchero invece dei preparati. Privilegiare dolci semplici, oppure gelato alla frutta o allo yogurt. Bere acqua e limitare l’uso di bevande zuccherate e superalcolici. Il ristoratore per avere il logo e la locandina, con il riconoscimento GinS food deve elaborare un pasto completo (primo + secondo+ dessert) denominato e identificarlo nel menu, inviare tramite mail il nome del pasto salutare e l’elenco ingredienti al SIAN e diffondere le informazioni sul progetto ai clienti. Questo dà la possibilità ai ristoratori  di avere una maggior visibilità, di essere menzionati nel sito web Alimenti &salute, di avere materiali informative, quali vetrofanie e locandine, incontri formativi e eventi pubblici, consulenza nutrizionale tramite i Servizi di Igiene Alimenti e Nutrizione. Il ristoratore / agriturismo collabora alla promozione della salute, promuovendo il progetto e i suoi benefici in termine di salute, gusto e forma fisica! http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/senior-sempre-piu-innovativi-con-progetto-gins-food-e-invecchiamento-attivo.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132309031 Thu, 23 May 2019 16:35:11 GMT COLDIRETTI, NO A MANI FRANCESI SU PARMIGIANO ITALIANO Occorre fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat alla Lactalis. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare con preoccupazione le trattative in corso per l’acquisizione della Nuova Castelli da parte della multinazionale francese Lactalis che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e detiene circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario. L’operazione – sottolinea la Coldiretti - rafforzerebbe l’egemonia francese mettendo le mani su prodotti italiani a denominazione di origine (Dop) più venduti nel mondo, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, fino al Gorgonzola, al Taleggio, alla Mozzarella di bufala campana e al Pecorino Toscano. La Nuova Castelli è tra l’altro uno dei maggiori esportatori italiani di Parmigiano Reggiano ed è una realtà specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari con oltre 1.000 dipendenti distribuiti su circa 20 impianti in Italia e all`estero. Nel 2018 la società ha avuto un giro d`affari di 460 milioni. La difesa dei marchi storici è necessaria perché – afferma Prandini – si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali. In questo caso – precisa Prandini - l’interesse nazionale è anche legato alla tutela delle denominazioni dalle falsificazioni che si moltiplicano nei diversi continenti con Grana Padano e Parmigiano Reggiano che sono i prodotti agroalimentari piu’ imitati nel mondo che diventa Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile o altro anche più fantasioso senza dimenticare i formaggi similari che si moltiplicano anche in Europa. La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare Made in Italy dopo che ormai – conclude la Coldiretti - circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/coldiretti-no-a-mani-francesi-su-parmigiano-italiano.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132272097 Wed, 22 May 2019 11:36:01 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI ER, STATO DI CRISI MA TROPPA BUROCRAZIA Gli strumenti previsti dal decreto legislativo 102/04 non sono più idonei a dare risposte adeguate ai sempre più frequenti eventi estremi conseguenti ai cambiamenti climatici. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare la dichiarazione dello stato di crisi regionale a seguito delle avversità climatiche di maggio 2019 da parte della Regione, con il bollettino Nel decreto si evidenzia che è già stata presentata  al Presidente del Consiglio dei Ministri la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale. L’eccezionale ondata di maltempo di questi giorni ha comportato esondazioni, allagamenti e frane in tutto il territorio regionale – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – assieme gravi danni alle colture, con  una perdita del 70% delle pere di varietà Abate e Kaiser e la raccolta di ciliegie pressochè azzerata per le varietà precoci non protette dai teli antipioggia (- 90%), mentre i danni si estendono inoltre alle fragole nei campi allagati della Romagna e alle albicocche. Proprio alla luce di danni così ingenti e improvvisi – conclude Coldiretti Emilia Romagna – è necessario dotarsi di sistemi di accesso alle previdenze più adeguati e rapidi eliminando inutili passaggi che appesantiscono la gestione d’emergenza. A nostro avviso gli strumenti previsti dal decreto legislativo 102/04 necessitano un adeguamento per dare risposte idonee a far fronte ai sempre più frequenti eventi estremi conseguenti ai cambiamenti climatici. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-er-stato-di-crisi-ma-troppa-burocrazia.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132271797 Wed, 22 May 2019 11:30:27 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI ER, - 70% PERE IN EMILIA ROMAGNA La siccità prima, l’eccesso di pioggia dopo, assieme al repentino calo della temperatura, hanno portato a una perdita del 70% delle pere di varietà Abate e Kaiser in Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti regionale al termine di un monitoraggio sui frutti di stagione che stanno subendo il contraccolpo  della primavera anomala. E se le perdite per le Decana e le Williams si attestano attorno al 40% va sottolineato come la raccolta di ciliegie risulti pressoché azzerata per le varietà precoci non protette dai teli antipioggia (- 90%), mentre i danni sono più contenuti per le varietà coperte. I danni si estendono inoltre alle fragole nei campi allagati della Romagna e alle albicocche. Il risultato è un calo atteso dell’offerta di prodotti con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni. In queste condizioni – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. In un momento di grande difficoltà – conclude Coldiretti Emilia Romagna – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-er-70-pere-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132242159 Tue, 21 May 2019 16:30:44 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI E-R, SOS API, RACCOLTA MIELE AZZERATA È persa la produzione regionale del miele di acacia. E l’andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare. Ciò mette a rischio l’intera produzione di miele dell’Emilia Romagna per il 2019. È l’allarme lanciato da Coldiretti regionale sugli effetti del maltempo che rovina la giornata mondiale delle api che si festeggia il 20 maggio a livello planetario, dopo essere stata istituita dall’Onu nel 2018, per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto che Albert Einstein sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.   La pazza primavera – sottolinea Coldiretti  Emilia Romagna – ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre – spiega Coldiretti regionale – se lo mangiano per sopravvivere. La sofferenza delle api – precisa Coldiretti Emilia Romagna – è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.    Lo scorso anno la produzione di miele dell’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – è stata di 1.440 tonnellate, con un incremento del 20% rispetto all’annata precedente gravemente funestata dalla straordinaria siccità del 2017.     Rilevanti sono le importazioni dall’estero che nel 2018 sono risultate pari in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero arriva da due soli paesi: Ungheria e la Cina, ai vertici per l’insicurezza alimentare.   "Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica" consiglia Coldiretti Emilia Romagna. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua Coldiretti Emilia Romagna – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-e-r-sos-api-raccolta-miele-azzerata.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132190649 Mon, 20 May 2019 09:26:26 GMT