Coldiretti Emilia Romagna News - Coldiretti Emilia Romagna http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ Tue, 19 Mar 2019 11:56:52 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/ 60 BREXIT: COLDIRETTI, FA VOLARE EXPORT CIBO E-R +5,5% La paura della Brexit fa volare del 5,5% nell’ultimo trimestre del 2018 le esportazioni di prodotti alimentari emiliano romagnoli in Gran Bretagna dove è corsa agli acquisti per fare scorte di cibo e bevande italiane per il timore dell’arrivo di dazi e ostacoli amministrativi con lo scadere del termine del 29 marzo. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sui dati Istat sul commercio estero che negli ultimi tre mesi del 2018 fanno registrare Oltremanica un balzo per l’alimentare tricolore che raggiunge i 116 milioni di euro, rispetto ai 110 del trimestre precedente. Dalle pere al Parmigiano Reggiano gli operatori italiani – sottolinea Coldiretti regionale – segnalano un forte aumento degli ordini per consegne entro il mese di marzo con il rafforzamento dell’ipotesi dell’uscita dall’Unione Europea senza accordo. Dazi di 24,9 euro al quintale – continua Coldiretti Emilia Romagna – sono infatti pronti a scattare il 29 marzo per le importazioni di tutti i tipi di formaggi grattugiati che colpiscono in particolare le esportazioni di Parmigiano Reggiano in busta e barattolo del nuovo regime tariffario UK all’importazione, ma a preoccupare sono anche le condizioni favorevoli previste per le importazioni da Paesi extracomunitari. Per i Paesi non membri dell’Ue la quota di esportazioni verso il Regno Unito non soggetta a tariffe aumenterebbe infatti dall’attuale 56 al 92% mentre – precisa Coldiretti Emilia Romagna – per i beni in arrivo dall’Unione Europea, che attualmente sono tutti esenti da dazi, con il nuovo regime entrerebbe liberamente in Gran Bretagna solo l’82% dei prodotti. A rischio sono i 483,8 milioni di euro di export agroalimentare emiliano romagnolo che ha raggiunto nel 2018 il record storico. Senza accordo un problema riguarda anche la tutela giuridica dei marchi a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) dei quali, con 44 prodotti, l’Emilia Romagna detiene il primato continentale. Eccellenze che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. “La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso dell’export, ma a preoccupare è anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane” commenta Coldiretti Emilia Romagna. Un esempio è l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che – conclude Coldiretti regionale – boccia ingiustamente quasi l’80% dei prodotti emiliano romagnoli a denominazione di origine (Dop). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/brexit-coldiretti-fa-volare-export-cibo-e-r-5-5-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129874767 Tue, 19 Mar 2019 11:56:52 GMT CLIMA: COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA E-R IN PIAZZA A ROMA “I giovani agricoltori sono i primi custodi della terra e dell’ambiente, produttori di futuro”. Così Andrea Degli Esposti, delegato di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna che ha partecipato assieme a ragazzi venuti da Parma, Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna, Forlì e Cesena a Fridaysforfuture, la manifestazione tenutasi in piazza Venezia a Roma dei giovani agricoltori per contrastare i cambiamenti climatici, che nasce dalle proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg. “La nostra presenza a Roma è fondamentale per difendere la biodiversità e una gestione sostenibile delle risorse”, ha continuato Degli Esposti. La grave siccità nelle campagne dell’Emilia Romagna provocata da precipitazioni invernali quasi dimezzate (-40%) rispetto alla media storica è solo l’ultimo capitolo degli effetti delle anomalie climatiche con il ripetersi di eventi estremi che – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – sono costati all’agricoltura regionale oltre 1,5 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli” ha affermato il leader dei giovani di Coldiretti regionale nel sottolineare che si tratta di “una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/clima-coldiretti-giovani-impresa-e-r-in-piazza-a-roma.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129621777 Fri, 15 Mar 2019 14:41:48 GMT BREXIT: COLDIRETTI E-R, A RISCHIO RECORD EXPORT ALIMENTARE IN UK Record storico di 483,8 milioni di euro per le esportazioni agroalimentari dell’Emilia Romagna in Gran Bretagna alla vigilia della Brexit che il mancato accordo rischia di affossare per effetto dei dazi e dei ritardi doganali che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat relativi al 2018 che evidenziano la miglior performance di tutti i tempi delle esportazioni di cibo e bevande della nostra regione nel Regno Unito. La parte del leone la fanno i prodotti lattiero-caseari, con 132 milioni, seguiti dai salumi (84 milioni), dalla frutta lavorata (42) e dai prodotti da forno (40). Senza accordo un problema riguarda anche la tutela giuridica dei marchi a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) dei quali, con 44 prodotti, l’Emilia Romagna detiene il primato continentale. Eccellenze che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. L’impatto della Brexit sulle forniture alimentari preoccupa anche gli inglesi che stanno facendo scorte alimentari in vista dei probabili aumenti che il Governo intende calmierare con una riduzione drastica dei dazi. Con quasi 1/3 del cibo consumato in Gran Bretagna che arriva dai paesi dell’Unione Europea è infatti giustificato l’allarme lanciato dalle principali catene distributive sulle difficoltà di approvvigionamento alimentare in caso di mancato accordo. La Gran Bretagna – conclude Coldiretti Emilia Romagna – produce appena la metà del cibo che consuma ed è costretta pertanto a ricorrere alle importazioni dall’Unione Europea (30%), dalle Americhe (8%), dall’Africa (4%), dall’Asia (4%), da altri paesi del mondo. L’Italia è un importante partner commerciale nell’agroalimentare con forniture che nel 2018 hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro.  “La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso dell’export, ma a preoccupare è anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane” commenta Coldiretti Emilia Romagna. Un esempio è l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che – conclude Coldiretti regionale – boccia ingiustamente quasi l’80% dei prodotti emiliano romagnoli a denominazione di origine (Dop). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/brexit-coldiretti-e-r-a-rischio-record-export-alimentare-in-uk.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129510127 Wed, 13 Mar 2019 13:08:33 GMT COLDIRETTI: BENE DIRETTIVA UE CONTRO PRATICHE SLEALI Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla nuova direttiva europea per mettere al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare approvata dal Parlamento Europeo presieduto da Antonio Tajani e seguita fin dall’inizio dal relatore del provvedimento il vice presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro. Si tratta – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari. “E’ necessario sanare una ingiustizia profonda – precisa il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori”. Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive è tra l’altro previsto – spiega Coldiretti Emilia Romagna – la cancellazione delle condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture alle modifiche non concordate dei contratti fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste. È stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci. Da anni ormai il settore agricolo europeo – continua Coldiretti Emilia Romagna – chiede una normativa Ue che miri ad affrontare queste pratiche, per una filiera agricola e alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile in tutta l’Unione, dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio, a partire dai consumatori. Si evidenzia del resto che, in alcune circostanze, sotto la forma di intimidazioni e minacce rivolte alle imprese agricole che rivestono nella filiera una posizione di dipendenza economica si nascondono – conclude Coldiretti Emilia Romagna – vere e proprie condotte agromafiose. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/coldiretti-bene-direttiva-ue-contro-pratiche-sleali.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129497664 Wed, 13 Mar 2019 09:26:43 GMT SICCITA’: INVERNO CON - 40% PIOGGIA IN EMILIA ROMAGNA, E’ ALLARME È allarme siccità per effetto di un inverno asciutto segnato da precipitazioni dimezzate in Emilia Romagna (-40%, rispetto alle attese), che hanno lasciato a secco fiumi, laghi, invasi, terreni e senza neve le montagne, nel momento in cui l’acqua è essenziale per l’irrigazione delle coltivazioni. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Emilia Romagna sull’andamento climatologico dell’inverno, in occasione della settimana di #Fridaysforfuture, la mobilitazione globale che nasce con le proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg per chiedere ai decisori politici misure concrete contro i cambiamenti climatici. Sul Po in magra sembra piena estate con la portata del fiume che a Boretto (Reggio Emilia) è di 674 m3/s contro gli usuali 1.226. Per il Po non si vedono nemmeno possibilità di soccorso da parte dei grandi laghi le cui percentuali di riempimento vanno dall’11% del lago di Como al 16% dell’Iseo fino al 33% del Maggiore con il fiume Ticino che a Vigevano è sceso a -105 centimetri, secondo le rilevazioni di Coldiretti. La siccità straordinaria di questo inverno creerà problemi alle colture principali della nostra regione – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – come cereali, frutta e ortaggi, ma anche alle semine di questi giorni, come la bietola e il pomodoro. In un inverno con precipitazioni dimezzate l’annunciato arrivo del maltempo è atteso come manna dagli agricoltori ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché – spiega Coldiretti regionale – i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con gravi rischi per l’erosione del suolo.   L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – continua Coldiretti Emilia Romagna – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Una nuova sfida per le imprese agricole che – sostiene Coldiretti regionale – devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Per queste ragioni i giovani della Coldiretti parteciperanno venerdì 15 marzo a #Fridaysforfuture, la mobilitazione globale che nasce con le proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg per chiedere ai decisori politici misure concrete contro i cambiamenti climatici. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/siccita-inverno-con-40-pioggia-in-emilia-romagna-e-allarme.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129386432 Mon, 11 Mar 2019 14:22:33 GMT CONSUMI: CADE SEGRETO DI STATO SU CIBI STRANIERI Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Lo annuncia Coldiretti Emilia Romagna nel riferire dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose ora smascherate dall’Autorità giudiziaria. A beneficiare della decisione del Consiglio di Stato in prima linea ci sono i prodotti lattiero caseari dell’Emilia Romagna, ance se il principio della trasparenza dell’import secondo Coldiretti Emilia Romagna deve essere esteso anche ad altri prodotti come salumi, pomodoro, succhi di frutta. Si tratta – afferma Coldiretti regionale – di un risultato storico, sollecitato proprio da Coldiretti, dopo la richiesta al Ministero della Salute, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti. Nel 2018 in Italia è infatti scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali – continua Coldiretti – solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare arrivano dall’estero (83%). In questi casi – precisa Coldiretti Emilia Romagna – le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. Finora una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza, in una situazione in cui, secondo Coldiretti, contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori ed a danno delle aziende agricole. Una mancanza di trasparenza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del Made in Italy ma anche aumentato i rischi di frodi con le notizie di reato nel settore agroalimentare che hanno fatto registrare un balzo del 59% sulla base di una analisi Coldiretti dei risultati operativi degli oltre 54mila controlli effettuati dal Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) nel 2018. Sarà finalmente possibile per motivate ragioni chiedere al Ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca ma l’affermazione del principio secondo la Coldiretti deve valere anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne impiegata nei salumi. L’eliminazione del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini, secondo la Coldiretti, realizza una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e nazionali, che, attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità, si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti agroalimentari. “È un obiettivo storico – afferma Coldiretti Emilia Romagna – che siamo stati costretti a raggiungere con l’intervento della Magistratura a causa dell’assenza colpevole per molti anni della Politica che reagisce solo di fronte agli attacchi. Ora chiediamo al Ministro della Salute Giulia Grillo di definire, in tempi brevi, le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agro-alimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/consumi-cade-segreto-di-stato-su-cibi-stranieri.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129200547 Fri, 08 Mar 2019 15:27:05 GMT 8 MARZO, CRESCONO LE RAGAZZE SUL TRATTORE (+8%) Crescono le imprese femminili under 35 in agricoltura in Emilia Romagna. Più 8% in un anno e +22% in cinque anni. Passano da 418 nel 2013 a 473 nel 2017 a 511 nel 2018. Una crescita superiore alla media italiana  (+7% in 5 anni e +4% in un anno).  Per provincia, prima è Ferrara con 132 imprese femminili di giovani che danno lavoro a 135 addetti, poi Bologna con 64 imprese e 130 addetti, Modena con 68 imprese e 62 addetti. Principali settori per le under 35 sono i cereali con 119 imprese (5% delle under 35 nazionali), acquacoltura marina con 88 imprese di cui 86 a Ferrara, il 63% italiano, gli ortaggi con 46 imprese, l’uva con 40, il tabacco con 34 di cui 19 a  Parma, la frutta a nocciolo con 31, il 10% nazionale, di cui 10 a Ravenna, i fiori con 29 pari al 9% italiano, di cui 10 a Modena, l’apicoltura con 22, il 7% nazionale di cui 6 a Bologna. È quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti Emilia Romagna in occasione della festa dell’8 marzo su dati della Camera di Commercio di Milano rispetto alla rappresentanza femminile under 35 nei campi, nelle stalle e negli agriturismi. In pratica – sottolinea Coldiretti regionale – in agricoltura un’impresa giovanile su cinque viene gestita da ragazze.   Nella loro attività imprenditoriale – spiega Coldiretti regionale – le agricoltrici emiliano romagnole hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare e ambientale con le scuole alle fattorie didattiche fino ai percorsi rurali di pet-therapy, agli orti didattici, ai mercati di Campagna Amica e l’agriturismo. Una capacità imprenditoriale che ha creato dato direttamente lavoro a oltre 500 persone, senza contare l’occupazione generata dall’indotto.   Le ragazze nelle campagne – spiega Coldiretti Emilia Romagna – hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per controllare gli animali in stalla nelle pause di studio all’università oppure per gestire on line acquisti e prenotazioni in agriturismo, oppure per fare ricerche per recuperare varietà perdute di frutti locali o ancora per portare le eccellenze della food valley italiana in tutto il mondo.   “Le quasi 12.400 aziende agricole guidate da donne in Emilia Romagna – spiega Luciana Pedroni, responsabile regionale delle donne imprenditrici di Coldiretti – sono un patrimonio inestimabile con un peso all’interno del mondo produttivo che non è dato solo dal numero delle titolari, ma anche da una capacità di innovazione che è stata in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla multifunzionalità per le imprese agricole in ambito economico, ambientale e sociale”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/8-marzo-crescono-le-ragazze-sul-trattore-8-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129059726 Wed, 06 Mar 2019 12:12:58 GMT Controlli severi sulle strutture che accolgono persone anziane non autosufficienti Il Coordinamento Regionale del Cupla (Coordinamento unitario pensionati lavoro autonomo) riunitosi il giorno 28 Febbraio 2019, ha discusso della gravissima situazione venuta alla luce nella Casa Famiglia “il fornello” di San Benedetto Val di Sambro, all’interno della quale si sono verificati episodi di violenza e maltrattamenti nei confronti degli ospiti. Si è trattato di una serie di veri e propri crimini ai danni di persone fragili e indifese, come sono gli anziani non autosufficienti, che riteniamo ignobili e da condannare con la massima fermezza, come afferma il coordinatore regionale Paolo Monari. Come Cupla Regione Emilia Romagna, subito dopo l’approvazione delle “linee di indirizzo per i regolamenti locali delle Case famiglia”, abbiamo promosso un incontro per verificarne la possibile e corretta attuazione in ognuna di queste strutture. All’incontro hanno partecipato oltre 200 dirigenti territoriali del coordinamento. Abbiamo espresso il nostro giudizio positivo sugli indirizzi, soprattutto insistendo sulla necessità di controlli, anche più frequenti di quelli stabiliti dagli indirizzi regionali (di norma, ogni due anni); nel documento inviato all’Assessorato regionale competente abbiamo inserito una lettera firmata da tutte le sette sigle che compongono il Cupla Regionale, nel quale si afferma:                                                                “Un aspetto che riteniamo fondamentale è quello dei controlli che devono essere effettuati dagli organi competenti (Comuni e Aziende sanitarie): dovranno essere  coerenti, rigorosi e, nei casi in cui sia necessario, dovranno tempestivamente denunciare le eventuali situazioni problematiche che dovessero avere ripercussioni sugli ospiti, che persone deboli e indifese”.   Come Cupla concordiamo con l’Assessorato alla Sanità della nostra Regione sulla necessità di modificare l’attuale legislazione nazionale, per introdurre controlli che precedano le aperture di queste strutture. Vanno inoltre previste adeguate risorse da investire al meglio nei controlli. Siamo convinti che nella stragrande maggioranza gli imprenditori privati che scelgono di investire in questo settore siano persone serie, animati da etica e senso di responsabilità. Anche per questo, rappresentando non solo i pensionati, ma nello specifico anche gli imprenditori, siamo i primi a condannare episodi gravi e inaccettabili come quello denunciato in questi giorni. La posizione del Coordinamento regionale è assolutamente in linea con quella del Coordinamento Nazionale guidato da Giorgio Grenzi di Coldiretti che sostiene come, alla luce di quello che è accaduto nella Casa famiglia “Il fornello”, all’interno della quale atti di violenza e abusi sessuali si sono protratti a lungo senza  l’intervento di alcuna forma di controllo, propone al Governo anche l’introduzione delle telecamere nelle strutture preposte alla custodia delle categorie più fragili ovvero anziani e bambini.                 Il Coordinamento Regionale Cupla  Emilia Romagna  -  Dott. Paolo Monari http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/controlli-severi-sulle-strutture-che-accolgono-persone-anziane-non-autosufficienti.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128802719 Fri, 01 Mar 2019 09:58:40 GMT CALDO: PESCHI PRONTI A SBOCCIARE, RISCHIO GELATE Peschi e albicocchi già pronti a sbocciare ma tutte le coltivazioni sono in grande anticipo per un mese di febbraio insolitamente caldo e siccitoso che ha mandato la natura in tilt, con lo spuntare addirittura di fiori spontanei come le viole nei prati. È quanto rileva Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che la “finta primavera” ha ingannato le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’annunciato ritorno del freddo con danni incalcolabili per la produzione. Si tratta – rileva Coldiretti Emilia Romagna – di una evidente anomalia che conferma i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura regionale che negli ultimi dieci anni – continua Coldiretti regionale – ha subito danni per oltre 2 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo. È necessario – rileva Coldiretti Emilia Romagna – che le nostre aziende assicurino i loro prodotti sia vegetali che animali che fanno sì che l’agricoltura della nostra regione rappresenti un’assoluta eccellenza nel panorama agroalimentare mondiale. La gestione del rischio è un fattore strategico per la competitività delle aziende agricole, per questo occorre recarsi negli uffici del CAA Coldiretti dove è possibile sottoscrivere la Manifestazione di Interesse e successivamente il PAI (Piano Assicurativo Individuale), per poter accedere ai contributi europei. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/caldo-peschi-pronti-a-sbocciare-rischio-gelate.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128736385 Thu, 28 Feb 2019 14:23:31 GMT POMODORO: SENZA ACCORDO, A RISCHIO L’ORO ROSSO IN EMILIA-ROMAGNA Produttori e industria ancora lontani dall’accordo sul prezzo del pomodoro per il 2019 mentre il tempo per la semina è ormai agli sgoccioli e la campagna rischia di non partire. L’allarme arriva da Coldiretti Emilia Romagna, costretta a constatare come i tempi per la formulazione del prezzo quadro siano stati disattesi. È necessario – afferma Coldiretti regionale – che le OP diano seguito all’accordo tra loro sottoscritto e rivolto all’industria per arrivare a un prezzo finalmente remunerativo per le imprese, anche attraverso tabelle qualitative che valorizzino il prodotto. A rischio è un settore che in Emilia Romagna produce 2 milioni di tonnellate di prodotto su 4,6 milioni di tonnellate a livello nazionale. Un esempio di soluzione virtuosa è l’accordo di filiera siglato pochi giorni fa in Coldiretti fra i produttori di pomodoro del Mezzogiorno e la Princes Industrie Alimentari, società britannica che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione del pomodoro. Princes e Coldiretti svilupperanno congiuntamente un’innovativa piattaforma digitale basata sulla tecnologia blockchain che per la prima volta in Italia verrà applicata a un prodotto trasformato industrialmente. La piattaforma garantirà la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera e il rispetto di tutti i requisiti previsti con forti benefici in termini di sicurezza, efficienza e automazione delle transazioni interaziendali. I coltivatori si vedranno riconosciuto un prezzo di acquisto equo, basato sugli effettivi costi sostenuti per rispettare il disciplinare di produzione previsto. “Da anni chiediamo la creazione di un distretto del pomodoro – afferma Coldiretti Emilia Romagna  – ma nessuno ha mai voluto fare niente perché è più comodo lasciare l’attuale far west, dove ognuno cerca di strappare un vantaggio in più. Con il distretto invece tutti soggetti della filiera sarebbero impegnati a rispettare le regole, con l’ente pubblico nel ruolo di certificatore del rispetto delle norme nei vari passaggi lungo tutta la filiera, dalla produzione ai trasporti, dalla trasformazione alla grande distribuzione”. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/pomodoro-senza-accordo-a-rischio-l-oro-rosso-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128389447 Wed, 20 Feb 2019 14:10:37 GMT DL SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, E’ LEGGE L’ETICHETTA MADE IN ITALY Diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy. Ad annunciarlo è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini dopo il voto di fiducia alla Camera sul Dl Semplificazioni che, assieme alla moratoria alle trivelle, contiene la norma che impone l'indicazione della provenienza. “E’ una nostra grande vittoria con l’Italia che si pone oggi all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione ai consumatori” aggiunge Prandini nel ringraziare per il sostegno e l’impegno il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ed i parlamentari che hanno creduto in questa battaglia di civiltà. La norma - sottolinea la Coldiretti - consente di estendere a tutti i prodotti alimentari l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. In particolare – precisa la Coldiretti - si affida a disposizioni nazionali l’attuazione dell’obbligo che, sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, tiene conto della necessità di assicurare la tutela della salute pubblica e dei consumatori, di prevenire frodi e di consentire il corretto svolgimento delle attività d’impresa sulla base di una corretta concorrenza. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto costituisca reato. L’obiettivo - spiega la Coldiretti – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare – spiega Coldiretti - sul mercato il valore aggiunto della trasparenza in una situazione in cui ancora 1/4 della spesa degli italiani resta anonima. L’etichettatura di origine obbligatoria è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia. Da allora molti progressi sono stati fatti anche grazie al pressing della Coldiretti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Ue che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l’indicazione origine Carne di pollo e derivati Tartufi e Funghi spontanei Frutta e verdura fresche Uova Miele Extravergine di oliva Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*) Latte/Formaggi (*) Pasta (*) Riso (*) Carne bovina   E quelli senza Salumi Carne di coniglio Carne trasformata Marmellate, succhi di frutta, ecc Fagioli, piselli in scatola, ecc. Pane Frutta e verdura essiccata Insalate in busta (IV gamma), sottoli   (*) grazie a norme nazionali Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/dl-semplificazioni-coldiretti-e-legge-l-etichetta-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127913622 Thu, 07 Feb 2019 11:21:54 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI, IN EMILIA UNA COLTRE DI FANGO SUI CAMPI Una coltre di fango su campi, capannoni, macchinari e cantine per il vino con oltre 200 ettari di terreni investiti dalla furia delle acque con danni per milioni di euro nelle campagne del bolognese devastate dall’esondazione del Reno. È il primo bilancio tracciato dalla Coldiretti che sta raccogliendo nei suoi uffici le segnalazioni dei propri associati per poi trasmetterle alla Regione al fine di attivare lo stato di calamità per l’agricoltura. Il rischio maggiore – sottolinea la Coldiretti - è che le temperature dell’inverno facciano ghiacciare tutto trasformando il fango in una lapide per i piccoli germogli di grano che stavano cominciando a spuntare, mentre nella cantina di Argelato l’acqua sporca ha invaso l’area di imbottigliamento dei preziosi vini Pignoletto di Pianura e Montoni, investendo anche le macchine per la pressatura delle uve. Adesso – continua la Coldiretti – si sta lavorando per togliere il fango, ripristinare i macchinari e far asciugare i campi grazie alla manutenzione dei canali di scolo da parte degli agricoltori e alla rete dei consorzi di bonifica che hanno evitato danni maggiori funzionando come un “airbag” anti alluvione assorbendo la prima onda d’urto della piena e smorzandone la violenza che in caso contrario avrebbe potuto essere molto più devastante. La svolta climatica che ha investito il nord – precisa la Coldiretti – arriva dopo un lungo periodo di siccità per assenza di precipitazioni con terreni aridi e bacini a secco. L’andamento anomalo – conclude la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo con danni all’agricoltura nazionale che nel 2018 hanno superato 1,5 miliardi di euro. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-in-emilia-una-coltre-di-fango-sui-campi-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127794163 Mon, 04 Feb 2019 10:49:59 GMT ZUCCHERO: COLDIRETTI E-R, BENE APERTURA DI TUTTI GLI STABILIMENTI COPROB Coldiretti Emilia Romagna esprime soddisfazione per la decisione del consiglio di amministrazione della Coprob, cooperativa produttori bieticoli; di assicurare per la prossima campagna l’attività dell’unico gruppo che produce zucchero nazionale con il marchio Italia Zuccheri. La delibera del consiglio di Coprob – sostiene Coldiretti – garantendo l’attività degli stabilimenti di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova) salvaguarda 7.000 aziende tra Emilia Romagna e Veneto per un coltivazione di circa 30 mila ettari. Importante – sottolinea Coldiretti – è anche il prossimo completamento del nuovo impianto industriale che a Minerbio produrrà il “Nostrano”, l’unico zucchero grezzo 100% italiano. Si tratta di una importante iniziativa che dovrà essere supportata da una adeguata normativa sull’etichettatura obbligatoria anche per lo zucchero, in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. In questa direzione – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – va la norma contenuta nel decreto “semplificazione” attualmente in discussione in parlamento. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/zucchero-coldiretti-e-r-bene-apertura-di-tutti-gli-stabilimenti-coprob.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127710928 Fri, 01 Feb 2019 17:20:15 GMT BUROCRAZIA: E-R, MOBILITAZIONE COLDIRETTI CONTRO RITARDI REGIONE Oltre 200 nuove aziende di giovani imprenditori rimaste prive di fondi per gli investimenti, una malaburocrazia che ruba agli agricoltori 100 giorni all’anno dell’attività in azienda, 300 mila animali e 5.000 allevamenti in meno in 10 anni. Coldiretti Emilia Romagna si mobilita contro il ritardo della Regione nel portare a compimento interventi fondamentali per la competitività dell’agricoltura regionale. Il consiglio direttivo dell’organizzazione, guidato dal presidente regionale di Coldiretti, Nicola Bertinelli che lunedì 4 febbraio incontrerà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, è pronto a chiamare a raccolta gli associati per denunciare ritardi e inadempienze delle istituzioni regionali su interventi e normative che stanno zavorrando uno dei settori fiore all’occhiello della nostra economia in termini di occupazione e di produzione di ricchezza. Non sono stati mantenuti – afferma Coldiretti Emilia Romagna – gli impegni assunti dalla Regione nei nostri confronti per valorizzare l’agricoltura regionale. Sul fronte delle imprese giovanili – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – l’agricoltura emiliano romagnola è l’unico settore con segno positivo in termini di occupazione e di nuove aziende (+3,2% a settembre 2018 rispetto all’anno precedente), ma mancano 15 milioni nei bandi del Piano di Sviluppo rurale per sostenere gli investimenti delle aziende che costituiscono il futuro dell’agricoltura. Nel settore degli allevamenti, che contribuiscono a formare la metà dei 4,5 miliardi di Produzione lorda vendibile regionale, la Regione, un tempo all’avanguardia, oggi si limita al trasferimento di fondi nazionali ed europei – afferma Coldiretti Emilia Romagna – mentre occorre che, tramite il sistema sano ed efficiente dell’Associazione regionale Allevatori, la stessa Regione intervenga con risorse proprie sul fronte dell’assistenza tecnica, del miglioramento genetico, della sperimentazione e divulgazione, fondamentali per restare competitivi. Ad aggravare la situazione degli allevamenti è la mancanza di 18 milioni di euro per finanziare progetti di filiera di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in comparti chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Ritardi anche sul fronte creditizio dove Coldiretti denuncia il continuo procrastinare dell’approvazione in Assemblea regionale del progetto di legge per la riforma della Legge regionale 43/97 che consentirà l’accesso ai finanziamenti anche a strutture specializzate nel settore agricolo e agroalimentare come Creditagri Italia. Dopo l’approvazione in Giunta regionale – sottolinea l’organizzazione dei produttori – il progetto è impantanato da quasi un anno in attesa di essere discusso dall’Assemblea. Gli interventi promessi e non ancora realizzati – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono tanti, dalle aziende vitivinicole non finanziate al problema dei danni da animali selvatici, dall’Istituzione dei distretti rurali e agroalimentari  di qualità (o distretti del cibo) ai progetti della vendita diretta, ma certamente uno dei più gravi e quello sulla semplificazione della burocrazia: assistiamo – denuncia Coldiretti regionale – ad una lentezza defatigante nell’approvazione delle delibere applicative, con continue dichiarazioni di principio che vengono poi nella pratica disattese e che stanno portando la nostra Regione tra i fanalini di coda in Italia per capacità di snellimento delle pratiche. Per evitare che le aziende affondino nelle palude della malaburocrazia – afferma Coldiretti Emilia Romagna – bisogna arrivare alla piena applicazione dell’istituto del silenzio-assenso attraverso i Centri di Assistenza Agricola, prevedendo l’applicazione nei principali settori, compresi i permessi per costruire fabbricati agricoli al servizio delle aziende secondo le e regole della nuova legge urbanistica regionale. Occorre – conclude Coldiretti Emilia Romagna – che la Regione dimostri di saper andare oltre le promesse e le dichiarazioni di intento e per dimostrare con i fatti la volontà di investire nel futuro dell’agricoltura eliminando la burocrazia e sostenendo gli investimenti virtuosi. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/burocrazia-e-r-mobilitazione-coldiretti-contro-ritardi-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127707594 Fri, 01 Feb 2019 15:41:58 GMT NEVE: E-R, 1.000 TRATTORI ALLERTATI CONTRO NEVICATE ATTESE PER LA NOTTE Oltre mille trattori agricoli sono pronti a pulire le strade dalla neve attesa per questa notte in Emilia Romagna anche a quote basse. Lo comunica Coldiretti regionale, sottolineando che la presenza diffusa delle imprese agricole assicura un intervento capillare di spazzaneve sul territorio. L’agricoltore “spazzaneve" può intervenire grazie – informa Coldiretti regionale – alla legge di Orientamento voluta fortemente dalla stessa Coldiretti, che consente alle pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali "alla sistemazione e manutenzione del territorio" anche attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici agricoli. Coldiretti regionale ricorda che il brusco abbassamento delle temperature, tipico dei “giorni della merla”, mette a rischio la raccolta di verdure e ortaggi. L’arrivo della neve diventa una benedizione perché il manto che copre le coltivazioni, ad esempio di mais e grano, da un lato serve a riparare le colture dal gelo e dall’altro contribuisce a ripristinare le risorse idriche che scarseggiano a causa della siccità che perdura dall’inizio dell’inverno. In dicembre – informa Coldiretti Emilia Romagna – nella nostra regione le piogge sono state inferiori mediamente del 60% al periodo di riferimento 2001-2015. La neve – sottolinea Coldiretti regionale – è necessaria a creare le riserve idriche per i prossimi mesi ed anche per scongiurare gli incendi invernali anomali. Il perdurare di periodi di scarse precipitazioni  – afferma Coldiretti Emilia Romagna – ripropongono la necessità di accumulare l’acqua quando piove o nevica per utilizzarla nei periodi siccitosi. Per questo – continua Coldiretti – è positivo l’apertura del bando della Regione Emilia Romagna che nel Piano di Sviluppo rurale ha stanziato 16,8 miliardi per finanziare bacini interaziendali per raccogliere acque piovane. Poiché i cambiamenti climatici stanno determinando sempre più la concentrazione di precipitazioni abbondanti in periodi brevi, non bastano provvedimenti regionali, ma è necessario accelerare il Piano nazionale Invasi per realizzare una strategia di ampia portata per la raccolta delle acque da riutilizzare a fini potabili, agricoli, civili e ambientali nei momenti di scarsità. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/neve-e-r-1-000-trattori-allertati-contro-nevicate-attese-per-la-notte.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127615057 Wed, 30 Jan 2019 12:49:34 GMT SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA ATTESA DA 96% CONSUMATORI La norma consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ed è attesa dal 96 % degli italiani che hanno partecipato all’ultima consultazione pubblica del Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare positivamente la conferma dell'obbligo di etichettatura dei prodotti alimentari Made in Italy nel passaggio parlamentare del decreto semplificazioni. E’ una grande vittoria per agricoltori e consumatori – sottolinea Coldiretti regionale - per valorizzare la produzione nazionale, consentire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini e combattere il falso Made in Italy. L’obiettivo – spiega Coldiretti – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti in una situazione in cui ad oggi grazie alla mobilitazione della Coldiretti sono stati fatti molti passi in avanti nella trasparenza dell’informazione ai consumatori ma purtroppo ancora 1/4 della spesa degli italiani resta anonima” ha affermato il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nella battaglia per la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.   http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/semplificazioni-coldiretti-etichetta-attesa-da-96-consumatori.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127568565 Tue, 29 Jan 2019 09:46:09 GMT LAVORO: GIOVANI E INNOVAZIONE, IDEE DA MODA E NUOVE TECNOLOGIE La stalla a portata di smartphone e guanti, cuffie e maglioni di lana anallergici. Sono le innovazioni contadine dell’Emilia Romagna presentate a Roma all’open space sull’innovazione allestito in occasione dell’assemblea nazionale di Coldiretti Giovani impresa dove, insieme con centinaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia, sono intervenuti anche decine di giovani di Coldiretti Emilia Romagna guidati dal delegato regionale dei giovani Coldiretti, Andrea Degli Esposti. Tra le innovazioni creative dell’open space – informa Coldiretti regionale – spiccano quelle dell’Emilia Romagna rappresentate da Gloria Merli di Marano di Ziano (Piacenza) che ha portato dalle Ande l’alpaca, un camelide che produce lana anallergica perché priva di lanolina, e da Angelica Monti di Riolo Terme (Ravenna) che ha presentato un sistema di controllo delle mucche della sua stalla attraverso lo smartphone. All’assemblea, che ha eletto Veronica Barbati di Avellino nuova delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, sono state presentate aziende innovative e strat up di giovani di tutte le regioni italiane. Da Piacenza e stata scelta la giovane architetta Gloria Merli che, terminati gli studi, dopo essersi accertata che le condizioni climatiche della sua provincia fossero adatte anche all’animale andino, ha deciso di introdurre l’alpaca nella propria azienda di Ziano. Dall’allevamento degli alpaca, Gloria ottiene la preziosa lana che tratta senza prodotti chimici e poi lavora per ottenere guanti, cappelli, sciarpe, maglioni che vende tramite e-commerce e mercatini. Grazie all’assenza della lanolina, la lana di alpaca – spiega Coldiretti Emilia Romagna – consente di ottenere capi che, oltre ad essere estremamente soffici, sono anche anallergici. L’obiettivo dell’azienda è ampliare il numero di capi per ottenere una maggiore produzione di lana. La scoperta più importante? Contrariamente a quanto si dica, gli alpaca sono animali gregali, docili, mansueti e, soprattutto, non sputano. Nel suo allevamento di Riolo Terme, in provincia di Ravenna, Angelica Monti, classe 1998, alleva mucche appartenenti all’antica razza romagnola, uno dei simboli della biodiversità regionale. Nella stalla, grazie alla presenza di un impianto di videosorveglianza, è possibile monitorare le nascite dei vitellini. Stando comodamente a casa, mentre studia, oppure si occupa di altre attività aziendali, Angelica – spiega Coldiretti Emilia Romagna – controlla le mucche prossime al parto e interviene in caso di difficoltà. In questo modo è tutelata la salute sia della mucca che del vitellino. Insomma, tecnologie che rappresentano un vero e proprio grande fratello per le stalle! http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/lavoro-giovani-e-innovazione-idee-da-moda-e-nuove-tecnologie.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127417913 Fri, 25 Jan 2019 14:17:44 GMT INFLUENZA: EMILIA ROMAGNA, ARRIVA DIETA ANTI-VIRUS CON ARANCE E KIWI Con l’arrivo del picco dell’influenza, previsto in Emilia Romagna per la fine di gennaio, arrivano anche i frutti della salute per eccellenza: kiwi dei produttori emiliano romagnoli e arance dei produttori del Mezzogiorno d’Italia saranno protagonisti nei mercati contadini di Campagna Amica dell’Emilia Romagna nel prossimo fine settimana del 26 e 27 gennaio. Lo annuncia Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che si tratta dell’iniziativa “Influenza, arance, kiwi e vitamina C” che si svolgerà in tutta Italia e che consentirà ai consumatori di andare alla scoperta delle caratteristiche qualitative e salutari di kiwi e agrumi 100 per cento made in Italy, portati sui mercati direttamente dagli agricoltori. Kiwi e arance – ricorda Coldiretti regionale – sono tra i frutti con maggiore concentrazione di vitamina C (in media 85 milligrammi ogni cento grammi di prodotto per il kiwi e 55 milligrammi per le arance) fondamentali per rafforzare le difese immunitarie dal rischio di insorgenza dell’influenza favorita dal freddo gelido. Nei mercati di Campagna Amica – informa Coldiretti Emilia Romagna – sarà possibile degustare e conoscere prodotti alimentari per difendersi dall’influenza. Si inizia a Reggio Emilia, in piazza Fontanesi sabato 26 gennaio dalle 9,30 alle 12,30 con la pedalata a base di vitamina C, con un frullatore azionato grazie ad una bici; si prosegue, sempre il 26 gennaio, al mercato coperto di Campagna Amica di Ravenna in via Canalazzo 59 a partire dalle ore 10.00 con gli agrichef che presenteranno ricette anti-influenza a base di kiwi e arance. Anche al mercato coperto di Campagna Amica di Forlì, in via Bologna 75, saranno gli agrichef che valorizzeranno con le loro ricette la frutta con il maggiore concentrato di vitamina C. Domenica 27 gennaio si passa al mercato contadino di Carpaneto Piacentino dove dalle ore 9.00 alle 12.00 verranno distribuite spremute di kiwi e arance con l’intervento di una dietista che illustrerà ai consumatori i benefici della frutta. Sempre il 27 gennaio, dalle 10.00 alle 13.00 al mercato di Campagna Amica di Largo San Francesco a Modena, verranno fatte spremute di arance di Ribera Dop dell’azienda agricola Carmelo Truncale di Agrigento e saranno presentati i cibi con il più alto di contenuto di vitamina C. Le giornate di sensibilizzazione sulla frutta anti-influenza si concluderanno mercoledì 30 gennaio a Ferrara, dalle 10.00 alle 13.00 all’agrimercato di Grisu con un laboratorio di alcune scuole e la preparazione e degustazione di spremute di diversi agrumi. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/influenza-emilia-romagna-arriva-dieta-anti-virus-con-arance-e-kiwi.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127366189 Thu, 24 Jan 2019 16:55:05 GMT NEVE: EMILIA ROMAGNA, –60% PRECIPITAZIONI, BENE RIPRISTINO RISERVE IDRICHE Dopo un dicembre con piogge inferiori alla norma mediamente del 60%, l’arrivo della neve in Emilia Romagna costituisce una bocca d’ossigeno per battere la siccità. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che sono importanti soprattutto le precipitazioni nelle aree montane, dove secondo stime Coldiretti regionale sulla base dei dati Arpae, in dicembre il bilancio è negativo tra i 40 e i 120 millimetri di pioggia rispetto alla media degli anni 2001-2015, mentre il deficit idrico in pianura è inferiore rispetto alle attese con un range tra i 20 e i 40 millimetri. L’acqua – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è necessaria a creare le riserve idriche per i prossimi mesi ed anche per scongiurare gli incendi invernali anomali. Un antico proverbio contadino dice che “sotto la neve, pane” per rimarcare l’importanza di nevicate che coprano i terreni e le semine con una coltre protettive contro i grandi geli dell’inverno, ma la mancanza di precipitazioni – precisa Coldiretti Emilia Romagna – rischia di compromettere in futuro colture come il grano e il mais che è alla base dell’alimentazione nelle stalle della nostra regione. Le scarse precipitazioni  – afferma Coldiretti Emilia Romagna – ripropongono la necessità di accumulare l’acqua quando piove o nevica per utilizzarla nei periodi siccitosi. Per questo – continua Coldiretti – è positivo l’apertura del bando della Regione Emilia Romagna che nel Piano di Sviluppo rurale ha stanziato 16,8 miliardi per finanziare bacini interaziendali per raccogliere acque piovane. Poiché i cambiamenti climatici stanno determinando sempre più la concentrazione di precipitazioni abbondanti in periodi brevi, non bastano provvedimenti regionali, ma è necessario accelerare il Piano nazionale Invasi per realizzare una strategia di ampia portata per la raccolta delle acque da riutilizzare a fini potabili, agricoli, civili e ambientali nei momenti di scarsità. Se da un lato la neve è positiva – conclude Coldiretti regionale – preoccupa invece il brusco abbassamento delle temperature: il termometro sotto zero potrebbe danneggiare le coltivazioni invernali come carciofi, finocchi, sedano, prezzemolo, cavoli, verze, cicorie e broccoli, e lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente anche un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/neve-emilia-romagna-60-precipitazioni-bene-ripristino-riserve-idriche.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127359407 Thu, 24 Jan 2019 12:04:49 GMT DL SEMPLIFICAZIONE: EMILIA ROMAGNA, BENE PER 20 MILA AZIENDE ORTOFRUTTA Più garanzie per i circa 20 mila produttori di ortofrutta emiliano romagnola destinata alla trasformazione in succhi e ortaggi in scatola e anche per le aziende che fanno zucchero e per gli imprenditori che in Emilia Romagna allevano animali le cui carni sono destinati alla trasformazione in salumi e insaccati che non siano a denominazione d’origine. Così Coldiretti Emilia Romagna commenta il decreto legge “Semplificazione” che contiene la norma con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per made in Italy. Si tratta di un provvedimento che, siamo certi – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – estende a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti. In questo modo diventeranno “trasparenti” anche tutti quei prodotti per i quali oggi non è prevista l’etichettatura obbligatoria dell’origine della materia agricola, come i succhi di frutta, le marmellate, i piselli e i fagioli in scatola, le verdure in busta, ma anche alimenti come i salumi che non sono ricompresi nelle Dop e Ig, il pane e lo zucchero italiano prodotto da 7.000 aziende agricole tra Emilia e Veneto e lavorato dalla cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). L’obiettivo del decreto, oltre a dare al consumatore la possibilità di conoscere l’origine di ciò che porta in tavola – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è anche quello di difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, riso e pomodoro. L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. Si tratta di una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l’indicazione origine Carne di pollo e derivati Tartufi e Funghi spontanei Frutta e verdura fresche Uova Miele Extravergine di oliva Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*) Latte/Formaggi (*) Pasta (*) Riso (*) Carne bovina   E quelli senza Salumi Carne di coniglio Carne trasformata Marmellate, succhi di frutta, ecc Fagioli, piselli in scatola, ecc. Pane Frutta e verdura essiccata Insalate in busta (IV gamma), sottoli    (*) grazie a norme nazionali Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/dl-semplificazione-emilia-romagna-bene-per-20-mila-aziende-ortofrutta-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127225359 Mon, 21 Jan 2019 15:35:47 GMT POMODORO: NECESSARIO ACCORDO ENTRO GENNAIO E PREZZI ADEGUATI L’Emilia Romagna rischia di abdicare al suo ruolo di regione produttore di pomodoro proprio nella prima campagna dopo l’entrata in vigore (agosto 2018) dell’indicazione obbligatoria dell’origine dei pomodori su conserve e salse, oltre che sul concentrato e i sughi. È l’allarme lanciato da Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia dell’incontro che si terrà il 24 gennaio per l’accordo interprofessionale sul prezzo del pomodoro per la campagna 2019. È importante arrivare ad un accordo in tempi adeguati, entro gennaio – sostiene Coldiretti – per consentire agli agricoltori di programmare la messa in campo delle piantine ed è fondamentale fissare un prezzo che ripaghi i costi di produzione. Da troppi anni – prosegue Coldiretti – c’è una disaffezione dei coltivatori di pomodoro con un calo delle semine che dal 2009 al 2018 sono passate da 26.861 ettari poco più di 24 mila. In più – afferma Coldiretti – i prezzi pagati ai produttori sono fin dall’origine al di sotto dei costi di produzione: l’anno scorso l’accordo interprofessionale ha fissato un prezzo di 79,95 euro a tonnellata, quando il costo di produzione è di 90 euro a tonnellata. La continua corsa a pagare prezzi capestro, con aste al doppio ribasso – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – strangolano gli agricoltori, che cominciano ad orientarsi verso altre colture. Purtroppo da anni assistiamo al fallimento degli organismi interprofessionali che non portano nessun vantaggio alle nostre campagne, invece – afferma Coldiretti regionale – proprio l’Emilia Romagna, dove il pomodoro viene raccolto tutto a macchina e dove si producono circa 2 milioni di tonnellate di pomodoro su 4,6 milioni di tonnellate nazionali, bisognerebbe avere il coraggio di fare la scelta di realizzare il distretto del pomodoro, un organismo cui partecipano tutti i soggetti della filiera, dai produttori ai trasportatori, dall’industria alla grande distribuzione, compreso l’ente pubblico. “Noi lo chiediamo da anni – afferma Coldiretti Emilia Romagna  – ma nessuno ha mai voluto fare niente perché è più comodo lasciare l’attuale far west, dove ognuno cerca di strappare un vantaggio in più. Con il distretto invece tutti soggetti della filiera sarebbero impegnati a rispettare le regole, con l’ente pubblico nel ruolo di certificatore del rispetto delle norme nei vari passaggi lungo tutta la filiera, dalla produzione ai trasporti, dalla trasformazione alla grande distribuzione. In un sistema etico di giusta retribuzione, un chilogrammo di pomodoro verrebbe a costare pochi centesimi in più, ma si tratterebbe di un prodotto di altissima qualità che non può continuare ad essere trattato alla stregua di pomodoro d’importazione di bassa qualità”. Il pomodoro in Italia – sottolinea Coldiretti regionale – scaturisce da una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. Oggi – conclude Coldiretti – in Italia si consumano conserve di pomodoro per circa 30 chili a testa all’anno tra casa, ristorante o pizzeria. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/pomodoro-necessario-accordo-entro-gennaio-e-prezzi-adeguati.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127108073 Fri, 18 Jan 2019 14:36:58 GMT DAZI: COLDIRETTI, ARRIVA FINALMENTE SCURE UE SU RISO ASIATICO Finalmente l’Unione Europea cambia rotta e fa scattare dalla prossima settimana i dazi nei confronti delle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myamar). Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna esprimendo soddisfazione per l’avvio da parte della Commissione Ue della procedura di approvazione che, salvo colpi di scena, si concluderà mercoledì 16 gennaio 2019 a seguito dell’adozione del regolamento con procedura scritta per l’entrata in vigore il giorno successivo la pubblicazione. Viene in particolare previsto – spiega Coldiretti – un periodo di reintroduzione dei dazi solo sul riso della varietà “Indica” lavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell’importo stesso da 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021; una proroga è possibile ove sia giustificata da particolari circostanze. Si tratta del risultato della mobilitazione della Coldiretti nelle piazze italiane e nelle sedi istituzionali che ha portato Bruxelles a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso che giustificano l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni a dazio zero” ha affermato il presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “ora occorre lavorare per estendere anche al riso non lavorato”. Il riso “Indica” prodotto in Cambogia e Myanmar – precisa la Coldiretti – arriva infatti sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli operatori europei del settore e pertanto è stato giustamente chiesto il rispristino dei dazi nel triennio 2019-2022”. Oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani sulla Birmania (Ex Myamar) pesa – ricorda Coldiretti - l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” per i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya. La crisi è drammatica in Italia e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione europea con una gamma varietale del tutto unica. In Emilia Romagna la produzione di riso è pari a 500 mila quintali coltivati su una superficie di 8.000 ettari. Si conclude così una vicenda durata troppo tempo ed avviata formalmente il 16 febbraio 2018, quando l'Italia aveva presentato su sollecitazione della Coldiretti a Bruxelles richiesta a Bruxelles per il ripristino dei dazi invocando la clausola di salvaguardia prevista dalle norme europee nel caso i regimi commerciali preferenziali Ue per i paesi poveri creino difficoltà ai produttori europei. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/dazi-coldiretti-arriva-finalmente-scure-ue-su-riso-asiatico.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126861813 Fri, 11 Jan 2019 15:05:58 GMT MADE IN ITALY: EMILIA ROMAGNA, CRESCONO (+16%) INVESTIMENTI GRANO DURO Il crollo delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi 9 mesi del 2018 è un importante segnale per i 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna. È quando afferma Coldiretti Emilia Romagna alla luce del calo del 78% delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi nove mesi del 2018. Il calo – ricorda Coldiretti regionale – è dovuto all’utilizzo in Canada in fase di pre-raccolta del glifosato, un diserbante che in Italia è vietato per questo uso. In Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti 4,2 milioni di quintali di grano duro, pari circa al 10% della produzione nazionale. La richiesta delle garanzie sull’italianità della pasta da parte dei consumatori italiani – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha portato alla crescita di accordi di filiera tra agricoltori e primarie industrie di pasta italiana con la proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato, dalla romagnola pasta Ghigi a De Sortis, da Sgambaro a Divella, fino a Voiello; che fa capo a Barilla,. Sotto la spinta del crescente interesse per la pasta 100% di grano italiano e grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, la produzione del grano duro e in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, è cresciuta negli ultimi otto anni del 16% passando dai 3,6 milioni di quintali del 2010 agli attuali 4,2 milioni, che colloca la nostra regione al terzo posto dopo Puglia e Sicilia. Intanto – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è boom in Italia anche per la pasta di grani antichi come il Cappelli, un grano oggi selezionato in purezza dalla bolognese Sis (Società italiana Sementi), le cui semine sono aumentate del 400% raggiungendo nel 2018 i 5000 ettari. http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/made-in-italy-emilia-romagna-crescono-16-investimenti-grano-duro.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126860718 Fri, 11 Jan 2019 14:30:46 GMT ANNATA AGRARIA: E-R, IN 4 ANNI AUMENTO 20% VALORE PRODUZIONE AGRICOLA La produzione lorda vendibile (Plv) agricola dell’Emilia Romagna nel 2018 è cresciuta di circa il 2% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei primi mesi del 2019, quando saranno completati i dati di alcune importanti produzioni soprattutto nel settore zootecnico. Anche se è un aumento più moderato rispetto agli ultimi anni, si tratta del quarto anno consecutivo di crescita della Plv – ricorda Coldiretti regionale – che in quattro anni è aumentata di oltre un quinto (20,5%) passando dai 4.094 milioni di euro del 2014 ai 4.935 del 2018, una crescita importante – commenta Coldiretti – che però non si è trasformata in reddito per le aziende. L’aumento di Plv per il 2018 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è dovuto da una combinazione tra minor produzione e aumento dei prezzi, un dato che è più evidente sul fronte della frutta dove pesche e nettarine hanno fatto registrare rispettivamente un calo produttivo rispettivamente del 3,8 e del 5,9 per cento con prezzi soddisfacenti e in rialzo rispetto all’anno scorso. Ancora più marcati i cali produttivi delle ciliegie (–18,2%), penalizzate dalla pioggia di giugno, e delle susine (–12,2%) che hanno ottenuto un buon risultato sul mercato. In calo anche il kiwi (–12,4%) con una partenza dei prezzi al ribasso per l’aumento della produzione nazionale e per la contemporanea presenza sul mercato di prodotti neozelandese. Inatteso l’andamento su mercato delle albicocche che, dopo la massiccia produzione del 2017 è tornata a livelli produttivi notevolmente più bassi (–41,5%) senza arrivare però a spuntare i prezzi sperati. Pere e mele hanno fatto registrare un leggero aumento (+3,3% le prime, +4,2% le seconde), con risultati diversi sul mercato: le pere pur con risultati in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni, hanno spuntato un prezzo discreto, mentre le mele dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto arrivato dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato in aumento tutte le previsioni di produzione. Sul fronte delle colture industriali, annata difficile per le barbabietole per la scarsa resa in zucchero nonostante l’aumento di produzione delle radici (+16,7%), aggravata dal crollo dei prezzi mondiali a causa dell’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa e della concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche allo zucchero italiano prodotto ormai quasi esclusivamente dalla cooperativa bolognese Coprob. Produzione scarsa per il pomodoro (–12%) con prezzi insoddisfacenti per la contrattazione interprofessionale ormai inadeguata a valorizzare la qualità del prodotto italiano. Buoni risultati sul mercato delle patate non solo per il calo produttivo dell’Emilia Romagna (–5,2%), ma anche per la scarsa produzione delle patate europee. Sul fronte dei cereali, calano frumento tenero e duro (entrambi attorno al –5,5%), l’orzo (–11%) e il riso (–13%), crescono invece mais (+10,3%) e sorgo (+30%), con prezzi che nei primi mesi di mercato hanno mandato segnali positivi per il frumento tenero, per il mais e il riso e mercato pesante per il frumento duro. Dopo il crollo produttivo del 2017, dovuto all’anomalo andamento meteorologico, il 2018 ha segnato il ritorno alla normalità produttiva con un recupero medio del 20% di produzione e con un’ottima qualità. Sul fronte zootecnico all’aumento di produzione del 2% del Parmigiano Reggiano, che assorbe l’80% del mercato del latte bovino regionale, si accompagna la crescita del 3,1% dei consumi nei primi undici mesi del 2018. Cresce in termini produttivi e di prezzi anche il mercato delle carni bovine e suine e discreto anche il settore ovino. L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Coldiretti Emilia Romagna – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di tutta la filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una parificazione senza distinzione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quello del prodotto nazionale di qualità. La nostra organizzazione – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione della produzioni italiane, a partire da accordi di filiera attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano prodotti e strutture emiliano romagnoli a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, le Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana, passando per l’accordo tra il Consorzio Produttori Burro e Formaggio e l’azienda Montanari e Gruzza per il burro alta qualità ottenuto da panna da latte biologico e no-Ogm destinato al Parmigiano Reggiano, che utilizzerà il marchio ValParma su licenza del Consorzio Agrario di Parma. Contemporaneamente, Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza e la tradizionale battaglia dell’organizzazione per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo si è esteso a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco dell’Italiana Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo). http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/annata-agraria-e-r-in-4-anni-aumento-20-valore-produzione-agricola-.aspx?KeyPub=GP_CD_EMILIAROMAGNA_HOME|CD_EMILIAROMAGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125992917 Fri, 21 Dec 2018 11:06:10 GMT